avevo scritto un post bello lungo, ma qualche Spirito ha deciso di cancellarlo per non renderlo pubblico.
non importa, probabilmente era pieno di idiozie.
un pezzo, però, lo voglio riscrivere, perchè credo sia necessario.
lassù è tutto più duro, freddo e difficile.
però c'è sempre qualcuno che ha voglia di andarci, anche se quel posto ha un nome spaventoso, anche se quella meta si chiama montagna del diavolo, la mangiauomini, montagna nuda.
la Nanga Parbat.
ottomilacentoventicinque metri di roccia, neve e ghiaccio.
e un uomo che la ama e vuole arrivare in cima un'altra volta ancora.
qui non si parla di un incauto sciatore che prova un fuoripista sul Monte Bianco.
qui si parla di uno dei più grandi alpinisti del mondo.
non si può parlare di incuria, ma di sfortuna, di fato, di destino.
anche se io non credo nel destino.
forse il problema è che ha osato troppo.
forse gli Spiriti che vegliano su quel versante non hanno gradito di essere stati svegliati.
forse doveva accontentarsi di arrivare in vetta tramite la via più... facile, chiamiamola così.
forse...
non lo so.
so che queste notizie mi fanno invariabilmente male.
ciao, Karl.
buona scalata.

Karl Unterkircher
* 27 agosto 1970 † 16 luglio 2008
La preghiera della Montagna
Abbi massimo rispetto per questo luogo e per tutto ciò che quassù trovi: se tu non l’hai portato con fatica, qualcun’altro l’ha fatto.
Se tu, essere vivente, non credi in un Essere Supremo, guardati attorno e pensa se tu saresti in grado di fare tutto ciò che il tuo occhio vede.
Amami, ed io non ti tradirò.
Sii coraggioso, e mi vincerai.
Attento a dove metti il piede: per colpa tua qualcun’altro più in basso può lasciarci la vita.
A 2000 metri dimentica chi sei; con persone di differente età usa il Voi, con persone della stessa età usa il Tu.
A 2500 metri dimentica il mondo, gli affari, le tasse e goditi la vera pace.
A 3000 metri dimentica il tuo Io, la boria, la cultura, la forza fisica, perché se quassù sei giunto, sei in tutto e per tutto uguale agli altri che quassù stanno.
Non credere, piccolo uomo, di essere chissà chi, perché prima che tu nascessi, io già c’ero, e quando tu non esisterai più, io ancora ci sarò.
La Montagna