1.GLOBALMENTE, COM’E’ STATO IL 2008:
Un buon anno, in linea generale. Uno dei migliori che abbia avuto da tempo.
2.IL GIORNO DELL'ANNO PASSATO IN CUI HAI PENSATO CHE ERA MERAVIGLIOSO QUELLO CHE STAVI VIVENDO:
Difficile da dire. Non ce ne sono stati molti, e quei pochi non sono davvero importanti. Mi spiego meglio.
Dal momento che, a quanto pare, non sono in grado di provare emozioni positive, al contrario della maggior parte della gente, non c’è mai stato un giorno della mia vita in cui io abbia pensato “questo è il giorno più bello della mia vita” (o frasi simili). Di conseguenza, ogni rara volta che mi capita qualcosa che la gente normale definirebbe “meraviglioso”, io lo vado a collocare tra la “straordinaria amministrazione”, ma “straordinaria” nel senso di “fuori dell’ordinario”, non intesa come “assolutamente fantastica”.
Dunque, ci sarà sicuramente stato un giorno che avrei potuto definire “meraviglioso”. Solo che non me ne sono accorta.
3.IL PIU NERO, QUELLO IN CUI HAI PENSATO DI VOLER SPARIRE:
Ecco, di giornate così, invece, ce ne sono state parecchie, come sempre. E non perché sono una persona tendenzialmente pessimista, bensì perché sono nata vecchia. Il fatto che il quattro di gennaio compirò 55 anni dovrebbe dirvi qualcosa. Ed è risaputo che, più si invecchia, meno si vedono le cose belle.
Ora si tratta di trovare la cosa più nera in un mare di cose nere.
Già l’anno non è cominciato alla perfezione, ad essere precisi. Insomma, se nella lista delle giornate nere ci metto martedì primo gennaio, qualcosa vorrà pur dire.
Certo, non è l’unico.
Perché c’è anche sabato tre febbraio. E lunedì ventitré giugno. E domenica tredici luglio. E sabato nove agosto. E poi, grazie agli dei, basta.
4.IL PIU' EMOZIONANTE:
Il titolo se lo contendono martedì 16 e lunedì 22 dicembre, ad essere precisi...
5.IL GIORNO PIU’ FELICE DELL’ANNO, CHE TI AIUTERA’ A NON DIMENTICARTI MAI DI QUESTO 2008:
Il primo luglio, quando ho dato l’orale della maturità e mi sono levata dai coglioni il liceo.
6.IL GIORNO PIU’ NERO, CHE TI AIUTERA’ A NON DIMENTICARTI MAI DI QUESTO 2008:
Che è la stessa domanda del punto 3, a ben pensarci. Vale la stessa risposta.
7.L’EMOZIONE PIU’ FORTE CHE HAI PROVATO NEL 2008:
Come accade da tre anni a questa parte, l’odio. E, come l’anno scorso, tanta invidia. Le new-entries di quest’anno sono però lo schifo (inteso come senso di ripugnanza) e l’ammirazione.
8.IL PIANTO DI TRISTEZZA PIU’ DISPERATO DEL 2008:
Ho smesso di piangere. Non saprei dirlo.
9.IL PIANTO DI GIOIA PIU’ EMOZIONANTE DEL 2008:
Alla fine del concerto di Max a Settimo, non so più che giorno di giugno…
10.IL “TUO” LIBRO DEL 2008:
Sarei tentata di dire “La scomparsa dei fatti” e “La pazza di casa”, così a freddo. Ma devo pensarci su un po’.
11.LA “TUA” CANZONE DEL 2008:
Sono state milioni, non riesco a deciderne una sola… “Love is gone”. “Eye in the sky”, di sicuro. E poi “Self control”.
12.LE SODDISFAZIONI CHE TI HA PORTATO IL 2008:
Sono uscita dal liceo a testa alta, e questo è ciò che mi ha soddisfatto di più.
Mi sono iscritta alla mia facoltà e ho trovato delle persone splendide.
Mi sono liberata da un’ossessione logorante (e ne ho trovata un’altra, ma meno grave).
13.LE DISGRAZIE CHE TI HA PORTATO IL 2008:
Ho perso un sacco di persone, e, anche se ci provo, non riesco a ritrovarle del tutto.
14.IL TUO URLO DI BATTAGLIA PER IL 2009:
Oh, ce ne sarebbero così tanti… forse è meglio non dirne nemmeno uno, per sicurezza.
15.LA LISTA DEI BUONI PROPOSITI PER L’ANNO NUOVO:
1) studiare sul serio economia.
2) smettere di sbavare quando guardo i primi dieci minuti di Annozero: è degradante. Cominciare, piuttosto, ad impegnarmi seriamente per trovare Travaglio in giro per Torino e pedinarlo…
3) come sempre, smettere di fare buoni propositi: non li rispetto mai.
BUON ANNO A TUTTI! =D

Il viaggio di andata è stato... discutibile, diciamo. Camminiamo due ore per arrivare alla nostra carrozza, che stava all’inizio del treno, praticamente al Lingotto. Ed è, ovviamente, la carrozza sfigata: quella dove la luce ogni tanto salta, pure mentre sei in bagno.
Posti uno di fronte all’altro, lato finestrino.
Io, di fianco, ho i piedi della signora seduta vicino a Pier. Yuppidù.
Passo la notte praticamente insonne: un po’ leggo, ascolto perennemente la musica, guardo fuori dal finestrino (senza riuscire a riconoscere una sola costellazione... eppure non credevo che Roma fosse nell’emisfero Australe! XD). Quando riesco ad abboccarmi, lo faccio per una quarantina di minuti, poi vengo svegliata dal marito dei piedi (sorry: della signora che dorme su due sedili) che russa come un mantice. Ci rinuncio.
Alla fermata di Pisa scendo per fumarmi una sigaretta, e vedo i capistazione che si danno il cambio. Quello che scende dice all’altro: “C’è la harrozza huno che c’ha le hortiere ‘he s’aprono hon una pedatah. Hora ‘he sali, dagli una ‘hiusa!”. Voglio scendere lì e sposarlo, ma non credo sia il caso... XD
Alla fine, approdiamo a Roma Termini. Il cielo è nero, sono le sei meno dieci del mattino, Glò non arriva prima delle otto. Va bene, sediamoci davanti alla stazione, allora.
Prima scoperta interessante: a Roma non esistono panchine. Benissimo. Ci accampiamo su un muretto, e attendiamo.
C’è una gigantografia della pubblicità dell’acqua Lilia: un giovane molto piacente, e la scritta che recita “Sindaco De Fulvis, 68 anni, beve acqua Lilia”. Diventa immediatamente il nostro sponsor (e la frase “De Fulvis, perché mi guardi con quegli occhi?” viene ripetuta mille volte).
Finalmente, all’alba delle nove meno dieci, la nostra guida arriva. Ci sistemiamo a un bar vicino alla stazione: l’effetto che fa trovarsi davanti una persona con cui sono tre anni che chiacchieri via Internet è stranissimo. Parliamo, sparliamo e ci raccontiamo di tutto: la scuola, la maturità, i professori (nuooo, cheffai?!), gli amici. Le dò il suo regalo di compleanno in anticipo, insensibile ai suoi "ma ti avevo detto che non volevo niente!".
Poi andiamo alla disperata ricerca dell’albergo, decidiamo di vederci più tardi, prendiamo le chiavi e io crollo esausta a letto.
*Sipario. Fine primo atto.*