mercoledì, 31 dicembre 2008, ore 18:27

1.GLOBALMENTE, COM’E’ STATO IL 2008:

Un buon anno, in linea generale. Uno dei migliori che abbia avuto da tempo.


2.IL GIORNO DELL'ANNO PASSATO IN CUI HAI PENSATO CHE ERA MERAVIGLIOSO QUELLO CHE STAVI VIVENDO:

Difficile da dire. Non ce ne sono stati molti, e quei pochi non sono davvero importanti. Mi spiego meglio.

Dal momento che, a quanto pare, non sono in grado di provare emozioni positive, al contrario della maggior parte della gente, non c’è mai stato un giorno della mia vita in cui io abbia pensato “questo è il giorno più bello della mia vita” (o frasi simili). Di conseguenza, ogni rara volta che mi capita qualcosa che la gente normale definirebbe “meraviglioso”, io lo vado a collocare tra la “straordinaria amministrazione”, ma “straordinaria” nel senso di “fuori dell’ordinario”, non intesa come “assolutamente fantastica”.

Dunque, ci sarà sicuramente stato un giorno che avrei potuto definire “meraviglioso”. Solo che non me ne sono accorta.


3.IL PIU NERO, QUELLO IN CUI HAI PENSATO DI VOLER SPARIRE:

Ecco, di giornate così, invece, ce ne sono state parecchie, come sempre. E non perché sono una persona tendenzialmente pessimista, bensì perché sono nata vecchia. Il fatto che il quattro di gennaio compirò 55 anni dovrebbe dirvi qualcosa. Ed è risaputo che, più si invecchia, meno si vedono le cose belle.

Ora si tratta di trovare la cosa più nera in un mare di cose nere.

Già l’anno non è cominciato alla perfezione, ad essere precisi. Insomma, se nella lista delle giornate nere ci metto martedì primo gennaio, qualcosa vorrà pur dire.

Certo, non è l’unico.

Perché c’è anche sabato tre febbraio. E lunedì ventitré giugno. E domenica tredici luglio. E sabato nove agosto. E poi, grazie agli dei, basta.


4.IL PIU' EMOZIONANTE:

Il titolo se lo contendono martedì 16 e lunedì 22 dicembre, ad essere precisi...


5.IL GIORNO PIU’ FELICE DELL’ANNO, CHE TI AIUTERA’ A NON DIMENTICARTI MAI DI QUESTO 2008:
Il primo luglio, quando ho dato l’orale della maturità e mi sono levata dai coglioni il liceo.


6.IL GIORNO PIU’ NERO, CHE TI AIUTERA’ A NON DIMENTICARTI MAI DI QUESTO 2008:
Che è la stessa domanda del punto 3, a ben pensarci. Vale la stessa risposta.


7.L’EMOZIONE PIU’ FORTE CHE HAI PROVATO NEL 2008:
Come accade da tre anni a questa parte, l’odio. E, come l’anno scorso, tanta invidia. Le new-entries di quest’anno sono però lo schifo (inteso come senso di ripugnanza) e l’ammirazione.


8.IL PIANTO DI TRISTEZZA PIU’ DISPERATO DEL 2008:
Ho smesso di piangere. Non saprei dirlo.


9.IL PIANTO DI GIOIA PIU’ EMOZIONANTE DEL 2008:
Alla fine del concerto di Max a Settimo, non so più che giorno di giugno…


10.IL “TUO” LIBRO DEL 2008:
Sarei tentata di dire “La scomparsa dei fatti” e “La pazza di casa”, così a freddo. Ma devo pensarci su un po’.


11.LA “TUA” CANZONE DEL 2008:

Sono state milioni, non riesco a deciderne una sola… “Love is gone”. “Eye in the sky”, di sicuro. E poi “Self control”.


12.LE SODDISFAZIONI CHE TI HA PORTATO IL 2008:

Sono uscita dal liceo a testa alta, e questo è ciò che mi ha soddisfatto di più.

Mi sono iscritta alla mia facoltà e ho trovato delle persone splendide.

Mi sono liberata da un’ossessione logorante (e ne ho trovata un’altra, ma meno grave).

 

13.LE DISGRAZIE CHE TI HA PORTATO IL 2008:
Ho perso un sacco di persone, e, anche se ci provo, non riesco a ritrovarle del tutto.

 
14.IL TUO URLO DI BATTAGLIA PER IL 2009:
Oh, ce ne sarebbero così tanti… forse è meglio non dirne nemmeno uno, per sicurezza.


15.LA LISTA DEI BUONI PROPOSITI PER L’ANNO NUOVO:
1) studiare sul serio economia.

2) smettere di sbavare quando guardo i primi dieci minuti di Annozero: è degradante. Cominciare, piuttosto, ad impegnarmi seriamente per trovare Travaglio in giro per Torino e pedinarlo…

3) come sempre, smettere di fare buoni propositi: non li rispetto mai.

 

 

BUON ANNO A TUTTI! =D

oOLaFataVerdeOo
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lunedì, 29 dicembre 2008, ore 14:00

prefazione.
son qua seduta al pc che guardo fuori dalla finestra e penso a quanto cavolo è lenta la neve, oggi.
buffo: sta diventando un fenomeno atmosferico ovvio, ormai. non fa nemmeno più notizia. "nevica", "mh, ok".
comunque, mie considerazioni stupide a parte.
sono qui con un motivo: sono le undici e trentuno del mattino quando comincio a scrivere tutto questo. vediamo quanto ci metto a riassumervi tutto quello che vi ho promesso e anche altre cose che promesso non vi avevo (e qui una domanda sorge spontanea nella mia testa: ma ci sarà qualcuno che leggerà il tutto? e poi ne salta fuori un'altra: ma non sarebbe meglio studiare economia, piuttosto? ignoro entrambe le domande -la seconda in particolare- e mi butto a capofitto in quest'opera infinita).


8 e 9 dicembre, la "Due Giorni Per L'Alcolismo".
la giornata comincia con me che faccio i muffin alla nutella, mando un messaggio a Eli per dirle di farmi uno squillo quando sarebbe partita di casa (tanto per regolarmi), litigo via MSN del fatto che i socialisti siano o meno di sinitra (no, NON voglio sapere la vostra opinione in merito. non me ne frega niente.) e finisco di vestirmi al volo, quando Eli mi suona il campanello: ovviamente, il cellulare è un optional, ed era nello zaino, che era nel portabagagli.. XD
e vabbè. insomma, raccatto muffin e torta, e andiamo.
fino ad Ivrea , tutto tranquillo: le solite cazzate, io che insisto per sentire Bruce Springsteen ("ma ti sei proprio infognata, col Boss!")... niente di rilevante, insomma.
le cose cominciano a complicarsi quando usciamo dall'autostrada e cerchiamo Silvia in giro per Ivrea (piccola premessa indispensabile: nessuno di noi tre conosce minimamente Ivrea, ergo qualsiasi cosa come "troviamoci davanti alla chiesa/alle poste/alla stazione" è completamente inutile). giriamo un po', troviamo la stazione, ci fermiamo e la chiamiamo: ci indica la strada per arrivare ad un parcheggio. incredibilmente, la troviamo senza piangere in turco, Sil lascia la Puff-Macchina e andiamo! verso nuove avventure. XD
Silvia, al contrario di me ed Eli, è un ottimo navigatore, così la bionda le cede il sedila davanti e, mentre parla di moto con Andre, io e Eli deliriamo tranquillamente di ogni stupida cosa ci capiti tra i neuroni.
Andre avvisa me e Sil di averci preso un regalo per Natale, io comincio ad agitarmi sul sedile, cercando di raggiungere il sacchetto nel portabagagli (e anche rovinando addosso ad Eli, povera stella). alla fine rinuncio, posticipando la sorpresa a più tardi.
approdiamo, infine, ad Hône, una ridente (?) cittadina della Valle D'Aosta, immersa nel sole (?) e nella neve (di tutto questo, è vera solo la neve: la cittadina non è niente di che ed è perennemente all'ombra, ma, scopriremo in seguito, ha un mercatino di Natale meraviglioso *__*).
parcheggiamo..da qualche parte, non importa che il parcheggio sia subito dopo una curva a gomito, in fondo.. XD
è il momento della sorpresa, decido; ravano nel sacchetto e ne traggo un cagnolino di peluche col cappellino della Ducati: non so come mai, ma l'intuito mi dice che sia il regalo per Silvia..XD
il mio, invece, è un pinguino. sapete, quelli imbottiti di polistirolo? ecco, quello. *__* si chiama Happy Feet, e, in questo esatto istante, sta occhieggiando dal bordo del mio pc, cercando di leggere al contrario quello che scrivo. (smettila subito, lo sai che mi infastidisce.)
(si scusa.)
(è un pinguino educato, ed io gli voglio bene.)
(dice che anche lui me ne vuole.)
volteggio col pinguino, poi decido che, forse, è meglio lasciarlo in macchina: potrebbe avere freddo.
ci dirigiamo a balzelloni verso il mercatino. percorriamo tutta la via: Eli, Sil e Andre cercano Lisa, io saltello di bancarella a bancarella, adocchiando un sacco di roba bella, ma troppo cara.
mi impediscono di comprare un ramo di vischio: "se no, poi ci tocca limonare tutta la sera", è la scusa.
uhmpf.
noiosi.
alla fine, troviamo anche Lisa, che (angelo di ragazza!) ci offre due giri di vin brulé, qualche cosa da mangiare e, pezzo forte, la Micòoula (che, sostanzialmente, è una specie di panpepato, ma più buono).
dopo aver girato ancora, sotto mia insistenza, ed aver comprato dei deliziosi gnometti portafortuna, mi trascinano in macchina, e andiamo verso Aosta (in macchina, Eli posa con Happy Feet). facciamo una sosta al Carrefour, per fare incetta di cibarie: manco dovessimo star via sei mesi, compriamo tutto il supermercato, carichiamo la macchina e via, verso Nûs.
parcheggiamo su una lastra di ghiacchio ed entriamo in casa. la suddetta casa di Silvia è una delle sette -piccole- meraviglie del mondo: rivestita di legno, soffitto basso, la cantina scavata nella pietra.. splendida. personalmente, me ne innamoro a prima vista (lato sud, lato nord).
facciamo qualche foto (alcune molto intelligenti -e quando mai possono mancare?! XD-), mentre Silvia tira giù tutti i santi perchè non riesce ad aprire l'acqua (alla fine, però, ce la fa).
poi arriva anche il Valdostano-Che-Se-La-Tira (che, immediatamente, prende possesso del letto).
mentre aspettiamo l'ora di cena, ci cimentiamo in qualche giro a vuoto di Tabù (per la serie: Andre cerca, con poca enfasi, di farci capire le parole. noi, stravaccati sul divano, rispondiamo con poca verve) e Trivial (gioco che ho scoperto di odiare: tutte le domande che so, vengono fatte agli altri, e, di quelle che capitano a me, non ne so una).
intorno alle sette, decidiamo di mangiare qualcosa. gli affettati spariscono nel giro di tre minuti, mentre l'acqua per la pasta ci mette un secolo a bollire: giusto, siamo in quota, c'è una legge fisica che glielo impone... XD
(cercherò di tagliare un po', perchè è mezzogiorno e mezza)
insomma, mangiamo come dei lupi affamati dal lungo inverno, sgomberiamo il tavolo e cominciamo a fare le persone serie: Tabù (ragazzi VS ragazze) e alcool.
se ne va una bottiglia di idromele, mezza bottiglia di genepy (da bravi Alpini quali siamo U_U), un bel po' di limoncello, una discreta quantità di liquore alla liquirizia. se, a tutto questo, si sommano le due bottiglie di vino bevute durante la cena e il fatto che pochi di noi reggono degnamente, vi spiegherete da soli il perchè di queste foto..XD
(e, forse, anche il perchè di questo video).
la serata langue dopo una poco sportiva battaglia a palle di neve, dalla quale Silvia riemerge totalmente stordita (foto) e Andre, appoggiato al muro, rende al mondo ciò che gli aveva appena rubato (perifrasi per dire che vomita, sì).
dopo qualche altro milione di giri stupidi di Obbligo-Giudizio-Verità (che, come sempre, diventa Verità-E-Basta) decidiamo di andare a letto.
ora, lasciate che ve lo dica: Mat è una stufa. letteralmente. emana calore.
ma emana anche una quantità di idiozie tale che, ad un certo punto, sull'orlo dell'esasperazione, prendo la decisione di andare a dormire sul divano.
il mondo si spegne: sono tipo le quattro del mattino, e fino alle undici non riemergo dal sonno.
ci risvegliamo un po' intorpiditi. riaccendiamo la stufa, facciamo colazione (dimenticavo di dirvi che ci siamo anche sbafati la torta, intorno a mezzanotte), dividiamo il cibo rimasto, Mat se ne va, rassettiamo la casa, io mi diletto in un pupazzo di neve malfatto e microscopico, saliamo in macchina e andiamo a casa.
la Due Giorni Per L'Alcolismo finisce in tranquillità: lasciamo Sil nelle mani di suo padre, poi vengo scaricata a casa mia.
che dire, se non grazie? =D


11 dicembre, esonero di economiahahahah!! X°D
diciamo che lo ridiamo quasi tutti a gennaio, e tanto basta.. XD


14 dicembre, cena di Natale con le Fanciulle.
molto brevemente: la cena di Natale si è svolta all'insegna della più totale follia (sai che novità XD), corredata dal fotoromanzo della triste storia di Papà Castoro, sua moglie e l'amante (le foto non le metto, mi rifiuto XD).


16 dicembre, concerto di Adelmo.
AMO quell'uomo.
può bastare? lo spero, perchè è l'unica cosa che posso dire, oltre che il traffico di Torino è una cosa invivibile, che mia madre è una santa e che, cazzo, la prima canzone che ha cantato (Iruben me) è tipo la mia preferita o qualcosa del genere e che non la cantava live da un casino di tempo, e che ha anche cantato Menta e Rosmarino e io lo amo e lo amo e lo amo sempre di più, e lo adoro e lo osanno.


20 dicembre, Cena Sociale Per Conoscere Giuliano.
punti salienti: Greppina mi inganna, ma io le voglio bene lo stesso.
conosco la famosa Fra, povera donna pure lei, con quella piaga d'uomo aggrappato ai malleoli.
Giuliano è delizioso, molto simpatico e alla mano: lo approvo incondizionatamente, e Greppina saltella felice.
costringo gentilmente Pina e Greppina a venire con me a Mappano, due giorni dopo, per sentire Travaglio.
la mia torta salata fa furore (e io che speravo che a nessuno piacessero i porri, così da potermela mangiare tutta!).
vengo iniziata da Stefano al Sacro Gioco del Lupus In Tabula: diventa presto una droga. confondo le carte; quando sono l'Indemoniato cerco di difendere Alberto -che è un Lupo-, lui non coglie, e accusa me; vengo accusata di essere un Lupo quando in realtà sono solo una povera Villica; sospetto con Fra -che è la Veggente- che il Mitomane sia una persona di nostra conoscenza... XD
(se non avete capito una parola, don't worry: sono termini tecnici per gli addetti ai lavori).


22 dicembre, presentazione dell'ultimo libro di Travaglio a Mappano.
Greppina mi da buca con un motivo molto valido, per questo non mi arrabbio. rapisco Pina (povera ragazza.. non so come faccia ancora a sopportarmi..) e ci immergiamo nella nebbia, cercando il posto. lo troviamo. compro il libro. ci sediamo in terza fila. ascolto rapita quella meraviglia d'uomo dalle nove fino alle undici e mezza passate. lotto con le unghie e con i denti per arrivare al tavolo. aspetto il mio turno. mi faccio autografare il libro, poi non resisto, devo farlo: "la posso ringraziare?", chiedo, e allungo la mano.
spalanca gli occhi (non ha due ochi normali, cazzo, ha due fari da stadio, azzurri e luminosissimi), sorride: "grazie a lei!", mi dice, e mi stringe la mano.
mi allontano traballando, Pina saltella, felice per me. tremo abbastanza vistosamente. usciamo. saliamo in macchina. continuo a ridere convulsamente. la sera lo sogno.
*__________*


25 dicembre, Natale.
pranzo e cena da Nonna Lù, a Torino. passeggiatina pomeridiana in centro, qualche foto alle Luci d'Artista. bella giornata.

27 dicembre, cena sociale a casa di Fra.
cazzate, tante cazzate. tanto cibo, tante arachidi. tanti giri di quel gioco stupido dove ognuno scrive su un foglio un nome, piega il foglio in modo che non si veda la scritta e lo passa a chi ha di fianco, che scrive un altro nome (nome di lui, nome di lei, dove sono, cosa fanno, cosa dice lui, cosa dice lei, cosa dice la gente) e poi si legge ed escono cose come "Goku e Peggy, nel bosco dei 100 acri, si spidocchiano. lui dice: uhlala!! lei dice: bravo con quell'hula-op! le gente dice: attacchiamoli!!", oppure (ancora più bella): "Babbo Natale e la Vecchia del Presepe, forse a Betlemme, sgranano i piselli (quelli vegetali). lui dice: sei solo un Criceto Mannaro! lei dice: sono una Meretrice e tu sei il Lupo! la gente dice: sono i due Lupi!".
(anche qui, se non capite, don't worry XD)
rientro a casa alla lucente ora delle quattro del mattino, e mia madre nemmeno s'incazza, perchè non ho guidato io.


appendice.
come dice Max, "basta un giorno così per cancellare centoventi giorni stronzi": io ho fatto il pieno per i prossimi nove anni XD
grazie a tutti

(pubblico ora, all'alba delle tre meno dieci, ma nel frattempo ho anche fatto pausa pranzo..)
oOLaFataVerdeOo
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lunedì, 13 ottobre 2008, ore 17:33

ringraziamo tutti in coro Mathieu, perchè è grazie a lui se ho cantato i Dari per tutto il weekend.
*grazie, Mat*

economia è un'accozzaglia di parole senza senso. l'unico che ci capisca qualcosa è Andrea, al quale pagheremo un gelato se si offrirà di spiegarci qualcosa.
lo stesso Andrea, oggi era molto fashion, con la maglia nei colori moda.

Elisa non ha preso sottobraccio nessuna ignara passante in piazza Vittorio, oggi.
e meno male: cominciavamo a pensare che preferisse le attempate sconosciute a noi! XD


ringrazio sentitamente Silvia, che è arrivata anche lei alle dieci, stamattina, così ci siamo tenute compagnia a vicenda, sedute su corso Massimo (che, detto così e conoscendo il posto, poteva sembrare una brutta cosa, ma non lo è..).

Ion è riuscito a farsi rispondere dal prof di geografia: nemmeno lui sa perchè non compaiono le sue ore nel nostro carico didattico. benissimo. domani andiamo a parlargli, magari, eh.

Martin non c'era, per sommo sconcerto da parte del Valdostano-Che-Se-La-Tira.
coraggio, Mat. cerca di resistere. tornerà presto, te l'assicuriamo.
XD


[piccola aggiunta: l'oroscopo del "metro" è uno schifoso bugiardo U_U]
oOLaFataVerdeOo
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lunedì, 06 ottobre 2008, ore 17:31

mi sento prigioniera allo stesso modo del Lettore di "Se una notte d'inverno un viaggiatore", da ieri sera.
vi spiego il motivo.


siamo andate, io e Greppina, ad un incontro de "I luoghi delle parole" (e pensare che è già passato un anno dalla scorsa Notte dei Librivori mi fa venire la pelle d'oca...).
c'era un incontro di "pugilato letterario".
in pratica che hanno fatto. due pesi massimi (in particolare, erano Paolo Nori -no, nemmeno io sapevo chi fosse- e Marco Travaglio -si, proprio quel Marco Travaglio, quello che è un genio spietato, un bastardo all'ennesima potenza e, allo stesso tempo, talmente un bell'uomo da farmi essere concorde alla clonazione solo perchè, Travaglio, lo vorrei anche io...-) si scontrano per un libro. in questo senso: uno ne parla male, cercando di convincere il pubblico che c'è di meglio da leggere; l'altro ne parla bene, cercando di convincere i presenti a leggerlo immediatamente.
il libro in questione era "Il compagno Don Camillo", Travaglio ne doveva parlare bene, Nori ne doveva parlare male; poi si votava e, per alzata di cartoncino colorato, si decretava il vincitore dell'incontro.
dunque, io "Il compagno Don Camillo" non l'ho mai letto, ulteriore motivo che mi ha spinto ad andare a sentire questo scontro (il motivo principale è molto ovvio: Travaglio).
è stato splendido.
entriamo, ci consegnano i cartoncini e il regolamento. lo scontro è diviso in sei round e due votazioni, una alla fine del terzo round, una alla fine del sesto.
io e Greppina in prima fila; la mia faccia, quando entra Travaglio sul palco, è così: *o*
parte proprio lui: il primo round è (cito dal programma) "il round del bello stile: dove si parla di retorica, dell'arte di usare la lingua".
Travaglio fa un intervento pertinentissimo: legge qualche riga, parla della lingua di Guareschi in relazione al periodo in cui scrive. insomma, ci convince che non ci sia niente di meglio da leggere. applausi.
è il turno di Nori.
si alza, il libro in mano, e dice: "mah... io sono d'accordo con Marco".
occhiate perplesse: ma non doveva dargli contro?
prosegue: "sì, perchè Guareschi ha un bello stile, è vero... però c'è un autore russo dei primi del Novecento, Charms, che scrive cose del tipo..." e si mette a leggere una poesia senza senso, una di quelle cose surreali all'ennesima potenza. la poesia è questa qua:
Una vecchia, per la troppa curiosità, s’è ribaltata dalla finestra, è caduta e s’è sfracellata.
Dalla finestra s’è sporta un’altra vecchia, e ha cominciato a guardare in giù quella che si era sfracellata ma, per la troppa curiosità, s’è ribaltata anche lei dalla finestra, è caduta e s’è sfracellata.
Poi dalla finestra s’è ribaltata una terza vecchia, poi una quarta, poi una quinta.
Quando s’è ribaltata la sesta vecchia mi sono stancato di guardarle, sono andato al mercato Mal’cevskij, dove, dicevano, a un vecchio cieco avevano regalato uno scialle fatto a mano.
facce sempre più perplesse, partono le risate. risate che proseguono alla seconda poesia, e poi alla terza, sempre più assurde.
poi Nori si siede, l'arbitro suona il gong per segnalare la fine del suo turno e, dopo l'applauso Nori alza una mano e fa: "posso solo finire il concetto?"
"certo!", replica l'arbitro.
"no, volevo solo dire che a me questo piace di più".
ancora risate, più forti. applausi.
tocca a Nori aprire il secondo round, che è "il round del tessitore: dove ci occupiamo della trama".
dunque, Nori si alza e dice: "mah, le trame di Guareschi… non lo so… però c’è un autore russo dei primi del Novecento, Charms, che scrive cose tipo…" e legge altre tre o quattro poesie, sempre dello stesso tipo di prima. le risate non si contano nemmeno più. applausi.
Travaglio, invece, sostiene tesi inoppugnabili, legge un pezzo del libro, ci fa esempi di altri scrittori di quel periodo: insomma, rimane nel suo ruolo e lo fa alla grande. applausi.
è quindi la volta del terzo round, quello "dell’anima: 'Ecco, finalmente, uno scrittore che non aveva paura delle emozioni. Ironia e dolore erano intrecciati tra loro con straordinaria semplicità. Quando cominciai a leggere il libro mi parve che mi fosse capitato un miracolo, grande e inatteso'. È Charles Bukowski a scrivere queste parole. Sta parlando di -Chiedi alla polvere-, di John Fante. Più avanti dice anche 'terminato -Chiedi alla polvere-, tornai in biblioteca in cerca di altri suoi libri. Ne trovai due. Erano dello stesso tipo, scritti con le viscere e per le viscere’. Ecco, si può dire qualcosa di simile del libro di stasera?".
parte Travaglio: si concentra sulla parte ironica del libro, legge qualcuno dei pezzi più divertenti. poi passa a leggere la parte in cui i protagonisti tutti si trovano davanti al cimitero degli italiani in Russia, che è un pezzo bestiale, fa venire le lacrime agli occhi, sul serio. in questo modo ci convince sempre di più a leggerlo.
poi però è la volta di Nori.
vediamo se siete del lettori attenti: cosa può aver detto, nel momento in cui si è alzato?

se avete risposto "parla di un certo autore russo", avete indovinato.
infatti, si alza e comincia: "no, no, quello che ha detto Marco… io sono d’accordo. però… c’è un autore russo dei primi del Novecento…"; e giù di nuovo con una sequela di poesie surreali da farci piegare sulle sedie.
è finito il terzo round, bisogna votare una prima volta. panico. Io e Greppina ci guardiamo, sconvolte: tu per chi voti? no, tu per chi voti? oddio, chi votiamo?!
decido per Nori, con molta sofferenza.
l'arbitro ci spiega che non ha la minima intenzione di mettersi a contare tutti i cartellini: ci dice di guardarci intorno, accordarci con qualcuno che abbia espresso il voto opposto al nostro e abbassare entrambi i cartoncini (si tratta del "metodo Ardemagni", a sentire lui). facciamo così. rimangono tre o quattro cartoncini sollevati, azzurri: minimo vantaggio per Travaglio. mi sento meno in colpa...
partono col quarto round, "il round dell'altra gente: se, anzichè un match pugilistico, quello di stasera fosse un processo, questo sarebbe il momento di fare entrare i testimoni. opinioni illustri o anche no, vere e dimostrabili, oppure del tutto inventate, pro o contro il libro di cui stiamo dibattendo".
Nori si alza, tranquillo: "io vorrei solo fare un confronto, ecco. a questo proposito, vorrei leggervi qualche poesia di un autore russo dei primi del Novecento..."
XD
non ci sono parole per descrivere quanto stessimo ridendo.
quando finisce, è la volta di Travaglio. tranquillo, sorride e fa: "io mi scuso se continuo a parlare di Guareschi... mi rendo conto di essere monotono, mi dispiace"... XD
legge poi un'opinione di non so più chi (che, naturalmente, ne parla benissimo) e poi un'altra, senza dirci prima l'autore. io e Greppina ci guardiamo: entrambe sospettiamo sia sua, ma lui, sempre serio, smentisce la nostra tesi, annunciando, dopo averla letta, che è di Baricco.
cioè.
mi ha citato Baricco.
bon.
mi dispiace per Nori, ma, per quanto mi riguarda, ha vinto Travaglio... XD
quinto round, il "round ad ostacoli: questo round ve lo spieghiamo dopo", c'è scritto sul programma. e infatti ce lo spiega l'arbitro: Travaglio deve trovare delle critiche da fare al libro che sta difendendo, Nori deve trovare qualcosa di bello.
ed, effettivamente, Travaglio fa delle critiche, limitatamente all'introduzione, che, dice, bisognerebbe integrare con una spiegazione di quello che accadeva in Italia all'epoca di Guareschi, perchè non tutti i lettori di oggi potrebbero capirla, e si potrebbe pensare tutt'altro.
Nori, altrettanto ovviamente, non parla minimamente di Guareschi, e, invece, legge qualche poesia di "un autore russo dei primi del Novecento...".
ultimo round, "la stretta finale: è l'arringa conclusiva, quella in cui si sparano i colpi migliori, fin qui tenuti nascosti. è in questo round che ogni contendente può sfoderare quella che considera la propria arma segreta".
ed è in questo round che Nori ci fa letteralmente morire dal ridere, leggendo un dialogo stupidissimo, che, appena riuscirò a trovare, ve lo posterò, perchè ne vale la pena eccome!
dopo essere morti dalle risate, ci lasciamo cullare dalla voce di Travaglio, che, dice, lascia la parola a Guareschi stesso, e ci legge un lungo pezzo del libro. io, in quel momento, sono in modalità "bimba che ascolta le fiabe lette dal papà" (sì, più o meno come l'anno scorso, quando Pasquero aveva letto "Il principe felice"): perdo il senso del tempo e rimango, letteralmente, a bocca aperta ad ascoltare Travaglio.
riemergo da quella strana amosfera quando smette di leggere e parte l'applauso.
è il momento della decisione finale, bisogna decretare il vincitore.
sollevo il cartoncino azzurro, con qualche esitazione, e solo per la citazione di Baricco.
vince Travaglio, alla grandissima: trenta o quaranta cartoncini azzurri rimangono sollevati, è vittoria piena. applausi a Travaglio, ed enorme applauso anche a Nori, che, in ogni caso, è il vincitore morale.
qualche domanda qua e là, poi usciamo.
io sono in stato estatico, Greppina cerca di farmi pronunciare parole diverse da "oddio" e "ma che bell'uomo", ma con scarsi risultati.
siamo tutte e due d'accordo su una cosa: bisogna procurarsi un libro di questo "autore russo dei primi del Novecento", perchè è assurdo.
la serata finisce con noi in macchina che torniamo a casa, e Greppina che mi parla bene de "L'eleganza del riccio", io che le parlo abbastanza bene de "La solitudine dei numeri primi" e lei che mi dice che ha letto le "Lezioni americane" di Calvino e che, in questo modo, ha scoperto un sacco di autori. insomma, la scena che si presenta sempre quando io e lei siamo insieme: finiamo a parlare di libri in qualsiasi occasione (basti ricordare la gelida mezzanotte davanti a un rifugio in Francia...), dandoci spunti l'un l'altra.

questa era la premessa.
ora vi posso spiegare perchè mi sento prigioniera allo stesso modo del Lettore di "Se una notte d'inverno un viaggiatore".
perchè Greppina me l'ha nominato, ieri sera, questo libro.
io mi sono ricordata di averlo in casa.
due più due fa quattro: mi sono messa a leggerlo (soprattutto perchè "Il compagno Don Camillo" è ancora a casa di mia nonna, e mio padre me lo porta a casa stasera, e perchè la domenica alle otto le librerie sono chiuse, e non potevo andare a cercare qualcosa di Charms. e anche perchè non avevo più niente da leggere).
l'avete mai letto?
se non l'avete mai letto, fatelo.
è... assurdo. splendido e assurdo.
non voglio rovinarvi la sorpresa, per cui vi sprono a leggerlo.
vi dico solo che mi sento prigioniera come il Lettore perchè, arrivata a pagina 180, ho trovato l'incipit di un libro che non ho mai letto. ho scoperto essere "Delitto e castigo", e domani andrò a Torino senza avere lezione, solo per infilarmi in libreria e cercare "Delitto e castigo", "L'elenganza del riccio" e "I casi", di Charms.
ora, se volete sapere di più, leggete "Se una notte d'inverno un viaggiatore".
così, magari, finite anche voi prigionieri come il Lettore e come me.

P.S. in quest'ultimo caso, fatemi sapere qual'è la vostra lista di libri, per favore: potremmo scambiarcele e invischiarci ancora di più! :)
oOLaFataVerdeOo
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venerdì, 05 settembre 2008, ore 13:49

Da dove posso cominciare?
Dall’inizio, direi...
Partiamo dall’inizio, allora.

Il viaggio di andata è stato... discutibile, diciamo. Camminiamo due ore per arrivare alla nostra carrozza, che stava all’inizio del treno, praticamente al Lingotto. Ed è, ovviamente, la carrozza sfigata: quella dove la luce ogni tanto salta, pure mentre sei in bagno.
Posti uno di fronte all’altro, lato finestrino.
Io, di fianco, ho i piedi della signora seduta vicino a Pier. Yuppidù.
Passo la notte praticamente insonne: un po’ leggo, ascolto perennemente la musica, guardo fuori dal finestrino (senza riuscire a riconoscere una sola costellazione... eppure non credevo che Roma fosse nell’emisfero Australe! XD). Quando riesco ad abboccarmi, lo faccio per una quarantina di minuti, poi vengo svegliata dal marito dei piedi (sorry: della signora che dorme su due sedili) che russa come un mantice. Ci rinuncio.
Alla fermata di Pisa scendo per fumarmi una sigaretta, e vedo i capistazione che si danno il cambio. Quello che scende dice all’altro: “C’è la harrozza huno che c’ha le hortiere ‘he s’aprono hon una pedatah. Hora ‘he sali, dagli una ‘hiusa!”. Voglio scendere lì e sposarlo, ma non credo sia il caso... XD
Alla fine, approdiamo a Roma Termini. Il cielo è nero, sono le sei meno dieci del mattino, Glò non arriva prima delle otto. Va bene, sediamoci davanti alla stazione, allora.
Prima scoperta interessante: a Roma non esistono panchine. Benissimo. Ci accampiamo su un muretto, e attendiamo.
C’è una gigantografia della pubblicità dell’acqua Lilia: un giovane molto piacente, e la scritta che recita “Sindaco De Fulvis, 68 anni, beve acqua Lilia”. Diventa immediatamente il nostro sponsor (e la frase “De Fulvis, perché mi guardi con quegli occhi?” viene ripetuta mille volte).
Finalmente, all’alba delle nove meno dieci, la nostra guida arriva. Ci sistemiamo a un bar vicino alla stazione: l’effetto che fa trovarsi davanti una persona con cui sono tre anni che chiacchieri via Internet è stranissimo. Parliamo, sparliamo e ci raccontiamo di tutto: la scuola, la maturità, i professori (nuooo, cheffai?!), gli amici. Le dò il suo regalo di compleanno in anticipo, insensibile ai suoi "ma ti avevo detto che non volevo niente!".
Poi andiamo alla disperata ricerca dell’albergo, decidiamo di vederci più tardi, prendiamo le chiavi e io crollo esausta a letto.

*Sipario. Fine primo atto.*

oOLaFataVerdeOo
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categoria : riassumendo

giovedì, 29 maggio 2008, ore 21:45

prima han detto che non si andava.
così ho chiuso "il fu Mattia Pascal".
poi hanno detto che, invece, si andava.
così ho riaperto "il fu Mattia Pascal".
poi hanno di nuovo detto che si stava a casa.
e io ho di nuovo chiuso "il fu Mattia Pascal".
poi è girata un versione ancora contrastante
però a quel punto de "il fu Mattia Pascal" me ne sono sbattuta, e chiacchieravo con Glò su msn.
alla fine è arrivata la notizia decisiva: si sta a casa per ordine del Ministero, del Prefetto, della pioggia che continua a cadere e rischia di allagare Chivasso, del Canale Cavour che sta straripando e, soprattutto, del vicepreside.
e se lo dice Actis...

ora la domanda rimane: e io quando minchia passo de "il fu Mattia Pascal"?
oOLaFataVerdeOo
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categoria : specchio, delirio, riassumendo, donnasullorlodiunacrisidinervi

martedì, 20 maggio 2008, ore 16:30

reduce da una simula di seconda prova che peggio non poteva andare, oh yeah.
lasciamo perdere, per favore, che finisce che mi deprimo, e davvero tanto.

dovevo raccontarvi della Fiera del Libro, ma non ho voglia, faccio una cosa veloce: è andata bene, come sempre, e ho comprato tredici libri e una tazza. ci abbiamo messo, io e la mia Topola, la bellezza di due ore per arrivare al Lingotto (tempo medio: un'ora, con traffico), ma di questo non mi stupisco.
allo stand della Disney, comprando un libro di Winnie Puh per mio cugino, mi hanno fatto un omaggio, molto gradito: avete presente quelle specie di fotoromanzi dove, invece del romanzo stupido alla "Grand Hotel", c'è un film? ecco. quella roba lì, dei "Pirati dei Caraibi: ai confini del mondo". adoro *___*
poi ho perso la spilletta che avevo preso in Grecia. tristissima, faccia che toccava per terra. un tipo che faceva la réclame a non so più che giornale, proprio in quel momento, mi regala un palloncino giallo. lo guardo stupita e lo ringrazio con un sorrisone. Ale ci rimane male, e, vedendo il faccino tristino della mia amichetta, il simpatico signore ne regala uno anche a lei. così, se fosse stati alla Fiera del Libro, sabato 10 maggio, potevate avere l'occasione di vedere due quasi ventenni (che, per inciso, hanno pagato il biglietto ridotto, valido fino ai 18 anni) che giravano per il Lingotto con i palloncini, quelli montati sul bastoncino rigido di plastica. che poi abbiamo regalato: Ale ha dato il suo a una bimbina piccolina, io le ho sbolognato il mio e lei se n'è liberata in questo modo. la scena: noi passeggiamo per gli stand, Ale con il mio palloncino. dietro di noi si sente una voce: "ma lo voglio anche io, il palloncino!". ci giriamo: due tizi (appunto, sui venticinque anni). Ale: "tieni!" (porge il palloncino). tizio: "ma no, scherzavo!". Ale: "no, tienilo! sto cercando di liberarmene!". amico del tizio: "lo prendo io, dallo a me!".
altre cose divertenti?
ho attaccato bottone col tipo dello stand delle tazze, ecco.
e bon.
ci abbiamo messo molto meno a tornare a casa, se vi interessa.


c' è altro che vi dovevo raccontare?
vediamo...

no, direi di no.

domani, Mentone: se gli dei ce lo consentono, bagno, oh yes.

ah, ecco, l'avvisone: SI E' TROVATA UNA CAZZO DI STANZA! UNO E DUE GIUGNO AL MAREEE! XD
evvaiii!


ho finito. vado a sistemare lo zaino per domani e a trovare la voglia di depilarmi.
devo anche cercare il costume da bagno...
promemoria per me: metti a caricare la macchina fotografica.



[EDIT: come sempre, faccio pubblicità a me stessa. cliccate QUA e leggete, se vi va.
P.S. se vi viene voglia di LEGGERE ANCHE LE ALTRE e, magari, lasciarmi un commentino, non è che mi offendo, eh..]

oOLaFataVerdeOo
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categoria : squola, riassumendo, aggiuornamenti ludici, amicicciole