mercoledì, 09 aprile 2008, ore 20:26

un paio di appunti, solo per rassicurarvi del fatto che non sono sparita, nè che intendo farlo, come Gloriettina mia bbbella aveva capito.. :)
son viva, tranquilli.
vi rendo un po' partecipi, allora..

dunque, quattro interrogazioni in due giorni, con una media di una sufficienza e mezza a giorno, credo vadano bene, considerando il fatto che, oltre al mio solito quattremmezzo di fisica, ho preso più del solito di arte (da seiemmezzo a seialsette), che, non so bene come, ma sono riuscita a prendere seialsette anche di inglese (!), e, soprattutto, ho preso un cazzo di seiemmezzo pure di matematica (!!!).
ola per me, per favore XD

si sono rotti i tergicristalli di Grace, e fino a domani devo andare a scuola in pullman.
comincio ad odiare quella macchina.

Momi ha passato teoria con zero errori (schifoooosaaa! XD).


lunedì parto per Berlino, e ho appena scoperto che c'è un negozio che vende sessanta (60!) tipi diversi di assenzio.
credo che avrò un orgasmo alla sola idea, :sisi:
oOLaFataVerdeOo
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categoria : delirio, reportage di giornate comuni

martedì, 25 marzo 2008, ore 11:56

e pure le vacanze di Pacccua son andate.
cos'ho fatto, in questa settimana?
ho dormito, ho cucinato un sacco, ho speso, ho fatto shopping, ho passato intere mattinate a fare la donna di casa, ho riso, ho provato a girare canne con le tisane della Twinings (quella al lampone è buona, ma quella alla pesca è più dolce), ho assistito all'impervio recupero di una Tiger dal Canale Cavour, ho tagliato i capelli (sì, di nuovo: prima o poi arriverò rapata alla soldato Jane..).
insomma, non posso dire di non aver fatto niente, in linea generale, questo no.
ho fatto poco, pochissimo, assolutamente niente per quanto riguarda la scuola, ecco.
volevo studiare fisica, e non so manco dove ho il libro.
volevo studiare inglese, e oggi pomeriggio chiusa di inglese per l'interogazione di domani, c.v.d.
volevo almeno fare una versione di greco, e.. ah, ma perchè? io ho un libro di versioni di greco?
volevo buttare giù qualche pagina di tesina, e l'unica cosa che ho fatto è stato leggere un libro che in teoria mi serviva per la tesina medesima, ma, finito di leggere, mi sono resa conto che non c'entra un tubo.
insomma, non molto produttive, questa vacanze, dal punto di vista scolastico, percò a un certo punto chissenefrega.
voglio uscire da lì dentro, porca puttana. non ne posso più.
se ci fosse la maturità domani mattina, ne sarei ben contenta, su questo sono d'accordo con Flò, alla grandissima.
cheppalle.

e ho di nuovo il portatile scassato: si è farcito di visrus, e non so come ha fatto. così l'ho portato a formattare. questo spiega la mia assenza dal web: il fisso lo posso usare solo quando mio padre non mi vede...

ritornerò con la mia solita frequenza, lo giuro, lo giuro.
oOLaFataVerdeOo
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categoria : reportage di giornate comuni, donnasullorlodiunacrisidinervi

venerdì, 07 marzo 2008, ore 18:50

simuladiterzaprovargh fatta.
mercoledì sera, per finire di studiare storia, mi sono fatta una caffettiera da due tazze. alle due meno venti mi sono stufata, ho abbandonato la rivoluzione russa a se stessa e sono andata a dormire.
peccato che la caffeina mi ha bruciato i neuroni, tenendomi sveglia fino alle tre.
alle sei di giovedì mattina, sveglia. altre due tazze, così, giusto per distruggersi gratuitamente le ultime cinque cellule cerebrali. arte e educazione fisica.
prova che doveva durare due ore da 50 minuti, e che ne è durata tre, con buona pace della professoressa d'inglese, che girava in corridoio, si lamentava e ci suggeriva storia.
così: storia abbastanza bene, latino e arte un po' meglio, ginnastica a cazzo e fisica tutta sbagliata. tutta. per le quattro domande chiuse ho tirato la monetina, e, delle due aperte, una l'ho lasciata in bianco, e nell'altra ho confuso il primo principio della termodinamica con il secondo (sbagliandolo, per di più).
in linea di massima, però, se ho fatto i conti giusti dovrei prendere sette/sette e mezzo. non sarà la sufficienza, ma amen.
giovedì pomeriggio sono arrivata a casa, non ho mangiato e, mentre aspettavo il professore che mi dà ripetizioni di matematica, tanto per esaurire l'effetto della caffeina, ho svuotato i cassetti del guardaroba sul letto e li ho risistemati, buttando via qualche chilo di calze vecchie.
quel brav'uomo che cerca di spiegarmi qualcosa di goniometria se n'è andato alle cinque. ho ancora girellato un po', poi, alle sei e mezza, ho detto a mia madre che avrei dormito un po'.
mi ha svegliata stamattina alle sette meno dieci.
no, per dire.
il crollo mentale e fisico, il devasto.
credo che per arrivare alla maturità, dovrò darmi alle anfetamine... :sisi:

ora, dopo tutto questo, vorrei reidratarmi il cervello.
"cosa c'è di meglio per un cervello secco", mi sono chiesta, "di leggere Pennac?".
così, ignara di ciò che stava per accadere, mi dirigo fiduciosa verso la libreria, e mi accorgo con sdegno che "il paradiso degli orchi"...non c'è. panico.
faccio mente locale, e, indovinate un po'? esattamente: non me l'ha ancora riportato.
ora cominciano davvero davvero davvero a girarmi le balle.
nel frattempo, ripiego su "la passione secondo Thérèse".
ma ingoio amaro.
oOLaFataVerdeOo
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categoria : squola, reportage di giornate comuni, dolorini vari

domenica, 02 marzo 2008, ore 17:18

oggi è stata una giornata che non mi sento di definire "buona", ma "decente" sì.
fantastico.
era tanto che non mi capitava una domenica decente.
sarà che c'erano venticinque gradi, che è la mia temperatura ideale che non mi fa pesare nemmeno il fatto di dover studiare storia in vista della simula di terza prova di giovedì.
o sarà che l'operazione "colma il tuo vuoto emotivo comprando oggetti", partito venerdì e proseguito sabato, da i suoi frutti. funziona. sul serio. ieri mattina mi sono svegliata alle cinque con delle fitte intercostali che mi stavano uccidendo. ci ho camminato su tutto il pomeriggio, dilapidando il conto in banca, e mi sono passate. funziona, vi dico!
ieri con la mia Donnina Sarda in giro per Torino... promemoria per me, tra l'altro: la prossima volta che comincio ad uscire con qualcuno, ricordatemi di non andarci insieme a spasso per Torino. andrò a Castagneto, a Rivarossa, a Monteu, in centro a Casale. piuttosto a Ivrea, che, tanto, rovinata per rovinata, non cambia più niente. ma a Torino no. perchè ora non riesco più a guardare Palazzo Madama, e camminare per via Cernaia mi provoca delle fitte allo stomaco. amo troppo Torino per farmela rovinare così, mi dispiace.
comunque.
giriamo come delle disperate alla ricerca di un paio di scarpe da ginnastica per la Aje (alla fine le trova, bianche e rosa, della Nike), e nel frattempo io ne approfitto per comprarmi una borsa da H&M, una calcolatrice che vada a rimpiazzare Larry (la mia Fida, ce l'avevo dalla 4° elementare.. è morta tra atroci sofferenze, povera..), qualche chilo di libri, fare una puntata alla Bottega Verde e prendere la memoria esterna per Edgar.
chi è Edgar, vi chiederete.
ebbene, Edgar è il mio cellulare nuovo.
l'avevo detto, che l'operazione "colma il tuo vuoto emotivo" era partita venerdì, no?
ecco.
ora, ricordate che a dicembre sono arrivata saltellando e dicendo "ragazzi, mi sono innamorata dello Z8 della Motorola, tenetelo a mente, visto che mancano venti giorni al mio compleanno"? ricordate?
e ricordate anche che poi non mi era parso il caso, visto che costava qualcosa come 400 euro?
ecco.
l'ho preso. all'esatta metà, ci tengo a sottolineare.
io AMO l'Unieuro.
così come amo Beth, il mio adorabile V3, che stava lentamente morendo. è per questo che ho comprato un sostituto prima che si spegnesse del tutto: perchè lo amo troppo, e non potevo sopportare di vederlo morire.
così, Edgar.
che bello, che è
...
...
...
...
va bene, la pianto.
che stavo dicendo?
ah, si, che è stata una domenica pressocchè decente, e tutto ciò è straordinario.
son contenta
dev'essere la primavera imminente che mi fa quest'effetto.
voglio andare in gita [informazione di servizio].

buon lunedì, miei cari..
oOLaFataVerdeOo
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categoria : reportage di giornate comuni, giornate quasi buone

martedì, 19 febbraio 2008, ore 19:33

che poi sapevo sarei finita così.
a chiudermi su altro per non pensare, intendo.
spero almeno che sia utile a livello scolastico, tutto questo, perchè, fissare il vuoto a parte, non faccio altro che studiare.
mi distraggo. non ci penso. o almeno, provo a non pensarci.
non ci riesco sempre, ma ci provo.
sudo sangue su quella merda di goniometria, tanto che ho pure imparato non dico gli archi associati, ma la dimostrazione della differenza di coseni, sì.
leggo ad alta voce il capitolo sulla Victorian Age, cercando di non soffermarmi troppo sulla plot di Jane Eyre, bypasso Melville che mi sta sul culo, imparo a memoria Stevenson e leggo allegramente Dickens.
mi tengo impegnata.
ho in loop su iTunes "la ballata degli impiccati", "fango", "pirate's gospel", "la chanson des vieux amantes" e l'immancabile "fairytales gone bad".
mi sto anche facendo infusioni di Zucchero e Alan Parson's Project, oltre che della colonna sonora di "il favoloso mondo di Amélie" e Ludovico Einaudi.
sto cercando di evitare come la peste "stairway to heaven" e "since i've been loving you", che non fanno per niente bene, ma a volte non posso fare a meno di ascoltarle.
riguardo "radiofreccia" e, per la milionesima volta, "il ciclone", ripetendone le battute a memoria. passo un'ora in macchina, seduta senza la forza di uscire ed entrare in casa, a leggere Rat-Man.
mi faccio endovene di cioccolato al latte e tisane al ribes nero e ginseng.
riprendo pezzi di libri, rileggo "cent'anni di solitudine" e "il profumo", mando a memoria pezzi del trentatreesimo canto dell'Inferno, mi ripasso in bocca aforismi di Oscar Wilde e Woody Allen.
ritrovo un vecchio segnalibro, dove ci sono scritte poche righe tratte da un libro, "lettere di una monaca portoghese":
"Vi scongiuro, ditemi perchè avete messo tanto impegno nell'incantarmi, ben sapendo che dovevate abbandonarmi? E perchè vi siete così accanito nel rendermi infelice?".
ecco.
stessa domanda che mi faccio anche io, nei ritagli di tempo che cerco di non concerdemi.
oOLaFataVerdeOo
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categoria : citazioni, nebbia, reportage di giornate comuni

venerdì, 15 febbraio 2008, ore 21:32

buon san Fustino, gente Scoppiata.

i biscotti al cioccolato hanno riscosso successo. la profia di mate mi ha pure chiesto la ricetta. e non ha interrogato di fisica, ma questo non credo grazie ai miei biscotti (però mi piace pensarlo. in questo caso, sarei stata utile ad una parte dell'umanità, e non è poco).

abbiamo un uomo in più in classe. si chiama come mio padre. assomiglia terribilmente ad Ermes, ma in bello. il naso ha la stessa importanza. sembra simpatico. si è seduto vicino a Robi, e son partite le battute del tipo: "aah, Robi! marpionaa!", con lei che ti manda a stendere ridendo. carina, Robi. e altre battute a lui, del tipo: "ti sei seduto vicino alla persona giusta.. bravo, si vede che sei un ragazzo intelligente!" e "dopo abbiamo due ore di matematica e fisica. dovrebbe spiegare le disequazioni goniometriche e poi interrogare. il piano d'azione è che nessuno capirà niente di mate e impiegheremo tutte e due le ore a farci spiegare tutto di nuovo. ci stai?" "benissimo!". bravo ragazzo.

le Lucky Strike fanno schifo, ma sono le uniche sigarette che costano quanto le Chesterfield senza essere Chesterfield. quindi vanno bene.

ho mal di pancia, però mi è passata la sindrome premestruale.

ho male al cuore, però mi è passata la rabbia ed è subentrata la depressione. questo vuol dire che sono passata dal secondo al quarto livello dei malati terminali, senza toccare la trattazione. aspetto di arrivare all'accettazione in tempi brevi, ma non credo sarà possibile.

ho un senso di vomito che non vi immaginate neanche.

ho tanti di quei pensieri stupidi in testa che non vi immaginate neanche.

ho tanta di quella stanchezza che eccetera.

ho tanto di quello schifo addosso che non riesco nemmeno ad aprire la bocca per parlare. mi tocca citare ancora Camus, temo. per l'ennesima volta, citare Camus. comincio ad annoiarmi da sola.
Ho male al cuore, Cesonia. No, non avvicinarti. Lasciami stare. Sono tutto scosso da conati di vomito. Mi fanno male le gambe, le braccia. Mi fa male la pelle. Ho la testa svuotata. Ma la cosa più rivoltante è questo sapore che ho in bocca. Non sa di sangue né di morte né di febbre, ma di tutto questo messo insieme. Mi basta muovere la lingua perché tutto si faccia nero e l'umanità mi ripugni.
identica situazione. già.

non lo sa, il motivo. manco potessi dirglielo io. voglio dire-- se non lo sa lui, chi lo può sapere?
non ho fretta, in ogni caso. appena lo scopre, che me lo dica, perchè sono curiosa.


...



e domani mi tocca pure fare ginnastica, col mal di pancia che ho?
oOLaFataVerdeOo
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categoria : nebbia, reportage di giornate comuni, dolorini vari

giovedì, 14 febbraio 2008, ore 20:51

14 febbraio.
san Valentino, mi dicono. o meglio, san Lavandino, che è quello di cui ho bisogno ora, visto che mi viene da vomitare.
caccia al primino deprimente. conveniva arrivare con le salviettine struccanti, piuttosto che con i pennarelli.
oggi l'aula sembrava un vivaio, con tutti quei mazzi di rose. cinque o sei a Chiara da parte di Fabio. una a gambo lungo (cimitero?) a Paola da parte di Dani. una o due (non ho visto bene) a Simo da parte di Dipe, oltre all'annuncio sulla Periferia. otto a Silvia da parte di Matte, che oggi facevano pure otto mesi, guarnite di ciondolo (Sil, sei una taccagna XD).
Fede che chiede a Ile di sposarla con il mazzo di rose di Chiara, la Carra che entra, ci guarda e fa: "oh, che belle! di chi sono?"
"di Chiara"
"e voi, tutte single?"
noi annuiamo, meste.
lei guarda me e mi fa: "tu single??"
"prof..lasciamo perdere, vuole?"
*segue spiegazione sommaria*
"ah. eh, beh. oh, ma tranquilla. ne trovi un altro"
"non so se lo voglio, sa? tanto, che me ne faccio? son tutti uguali.."
eccetera.
comunque.

Fede mi ha regalato un ramo della siepe che c'è in cortile. è stato carino, da parte sua ^^
poi, versione di greco. intraducibile. se pure Robi ha avuto dei problemi, è tutto dire.
finisce (l'ora, non la versione. quella l'ho lasciata a metà..), consegno, torno al posto a raccattarmi la roba, sento Stella che saluta qualcuno, alzo gli occhi e chi mi vedo sulla porta?
ovvio. E*.
vaaaa bene. è proprio giornata, vedo...
Robi, Chiara e Paola mi guardano tristemente e Bea mi fa: "Agne, hai tutto il nostro appoggio".
grazie, ragazze.
faccio per uscire, zaino sulla spalle, giacca in una mano, chiavi della macchina nell'altra, e, naturalmente: "Agnese, ti posso parlare?".
si. si, forse è meglio.
"Anna, tò le chiavi".
lei, Pier e Ale escono. noi ci piazziamo su un banco abbandonato in corridoio.

in fondo, è stato un dialogo anche piacevole, sotto un certo punto di vista. per lo meno è stato civile.
ribadisco che l'ammiro. da quello che ho visto, ha un ottimo carattere. vorrei essere flemmatica la metà di quanto lo è lei. non credo ce la farò mai, ma comunque.
vengono fuori cose graziose, da questo dialogo. molto graziose. ma sorvoliamo, che non voglio trattarle in questa sede.
il succo è che ad entrambe ha fatto piacere parlare con l'altra, e già questo mi sembra abbastanza bello. mi ha lasciato il suo numero, perchè "così mi dici come rimanete, quando vi parlate. ma tranquillamente, non importa. però, visto che lui può dirmi cosa vuole, come ha fatto fino ad ora, almeno ho un confronto e sono sicura di sapere davvero cosa vi siete detti".
giustissimo. che poi gliel'ho anche detto: è libera di credere a chi vuole, dei due, ma io le ho detto esattamente le cose come sono andate, per quanto ne sapevo io.
bon.

oggi pomeriggio ho visto Luta, che le dovevo passare due dispense da parte di Ali. caffè, mezz'oretta di chiacchiere, tranquille.
poi salto alla Coop a comprare il cioccolato, e biscotti di san Faustino, che domani si festeggiano i single a suon di calorie. ma, in fondo, a noi, cosa ce ne frega?
CIUSTO?
ciusto.
e allora.


buon san Lavandino, gente accoppiata.
e buon san Faustino agli altri.


(ma se arrivo a non festeggiare venti san Valentini di fila, vinco un orsacchiotto?)



"San Singolino"

Dedicato ai cuori solitari per scelta. Altrui.
Quelli che sono stati appena lasciati e non ci stanno.
Quelli che ci starebbero anche, se solo trovassero qualcun altro disposto a stare con loro.

Quelli che fanno gli innamorati di riserva e da svariate festività aspettano che lui/lei lasci il titolare.
Quelli che “io dall’amore non mi aspetto più niente”, ma sperano ancora di aver detto una bugia.
Quelli che non sanno che sapore ha un bacio, o non se lo ricordano più, e oggi mangeranno troppi cioccolatini.
Quelli che se lo ricordano benissimo e mangeranno troppi cioccolatini lo stesso.
Quelli che “ma come cantava Baglioni, strada facendo troverai anche tu un gancio in mezzo al cielo?”
Quelli che “ma fammi il piacere!” e alzano la testa, così, per controllare.
Quelli che la testa non la alzano più e invece gli farebbe bene.
Quelli che leggono che oggi, san Valentino martire, gli italiani spenderanno 800 milioni di euro in fiori, peluches, messaggini telefonici e cene a base di carciofi e pensano: “Dove andremo a finire?”
Quelli che vorrebbero finire proprio lì, sepolti da fiori e peluches, a scambiarsi messaggini fra i carciofi.
Quelli che “s
e potessi tornare indietro” o “se riuscissi ad andare avanti” e intanto intralciano il traffico.
Quelli che si sentono esclusi, sconfitti, diversi, incompresi, inadeguati: soli, eppure sono tantissimi.
Quelli che non sentono più niente e, dopo averlo rincorso invano, adesso scappano dall’amore.
Quelli che tanto l’amore prima o poi li raggiunge.
(Massimo Gramellini, 14 febbraio 2003)
oOLaFataVerdeOo
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