mercoledì, 22 aprile 2009, ore 22:01

as usual: blu=Nebbia, viola=Sabbia.

era tanto che non lo sentivi, vero?
già...
il nodo allo stomaco.
sì...
il freddo sotto la pelle.
sì...
era -fammi pensare- da gennaio. dico bene?
da gennaio...
gennaio. l'ultima volta (prima di questa, intendo) che hai provato quella strana sensazione di pesantezza allo stomaco che ti fa dire...
..."qui ci sono brutte notizie in arrivo".
come lo definiresti? il non sapere se hai voglia di piangere, perchè le lacrime sono lì, è vero, sono lì, ma senza senso, senza  che ci sia un motivo reale. o un motivo conscio, che è molto diverso.
quello strano sapore al fondo della gola. un po' amaro (ma quelle sono le lacrime inghiottite, niente di grave), un po' dolciastro (e questo invece non sai spiegartelo, e ti spaventa). quel sapore che, ogni volta che muovi la lingua, ti fa venire voglia di vomitare. sei convinta che vomitando uscirebbe tutto, anche quella specie di palla di pelo che ti senti a metà strada tra lo stomaco e il petto. ma ehi!, notizia dell'ultim'ora: non sei il gatto con gli stivali di Shrek, non puoi semplicemente sputare una palla di pelo per sentirti meglio.
è un niente: ti basta muovere la lingua perchè tutto si faccia nero e l'umanità ti ripugni (e ancora una volta ti trovi a citare Camus. non ti trovi noiosa?).
di nuovo brutte notizie in arrivo, quindi.
non è detto...
oh, andiamo. quante volte ti è già capitato?
almeno una mezza dozzina...
e quante di queste volte sono stati falsi allarmi?
...nessuna.
appunto. quindi, solita procedura: prega di aver avuto un abbaglio, prega intensamente. senti (o fingi di sentire) che ti stai sbagliando. poi stringiti forte e stai pronta alla mossa del riccio: alla prima avvisaglia, raggomitolati su te stessa. proteggi gli organi vitali, i polmoni, il cuore. lascia fuori gli aculei: che se li prendano, se è questo che vogliono. ma non attaccare. stai chiusa a palla e abbracciati.
...
ci bastiamo, sorellina.

"I cried to my daddy on the telephone: How long now?
Until the clouds unroll and you come down, the line went.
But the shadows still remains since your descent, your descent..."
(The Saints are coming, Green Day & U2)
oOLaFataVerdeOo
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categoria : dialoghi, nebbia, incomprensibili

mercoledì, 14 gennaio 2009, ore 13:10

divertente, aprire la posta elettronica e trovare una mail che mi sono scritta io stessa l'anno scorso a quest'ora.
mi spiego meglio. avevo trovato un sito che permetteva di inviare le mail nel futuro, ovvero di recapitarle in una data futura, a scelta.
bene, questo è quello che mi sono autoscritta l'anno scorso. ve la faccio leggere senza vergogna:


cerca di ricordare, mia adorabile Me Stessa, quanto stai male in questo momento.
ti sembra che qualcuno ti abbia strappato via il cuore, e sostituito con una manciata di foglie secche. vorresti averlo qui per abbracciarlo, baciarlo, amarlo, rapirlo, sposarlo, mangiarlo. non ti basta più, fare l'amante. non ti basta più.
lo vuoi. lo vuoi tutto. lo ami. ti sei innamorata davvero per la prima volta nella tua arida vita. forse è un modo per pagare quello che hai fatto prima di male, chissà...
fattostà che ora sei qui ad aspettare che appaia su msn per salutarlo, e domani mattina (lunedì), salterai giù dal letto per arrivare in fretta a scuola, e poterlo abbracciare...
durerà? lo chiedo a te, mia adorabile Me Stessa futura, perchè io ora non posso saperlo...
ti bacio, Io.


ora, come mi chiedevo un anno fa, mi dò una risposta: no, non è durato, e, col senno di poi, posso dire che è stato di gran lunga meglio così. sto benissimo, in questo periodo. ho un vago ricordo di come stavo l'anno scorso, e il bello è che non me ne frega un cazzo.
oOLaFataVerdeOo
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lunedì, 24 novembre 2008, ore 18:37

pensieri freddi.
perchè fa freddo fuori.
ma anche perchè fa un po' freddo dentro. non troppo, ma un po'.
e allora pensieri freddi.
perchè è il 24 di novembre.
e il 24 novembre scorso era sabato.
e c'è stata una festa di compleanno, il 24 novembre scorso, una festa di compleanno dei diciott'anni.
non è il primo compleanno che non festeggiamo tutti insieme in classe, con gli auguri di Roby sulla lavagna. prima di questo, ci sono stati quelli di Pietro e Gabri, è vero.
però fa effetto.
fa effetto non aspettare Simo in classe per saltarle al collo, riempiendola di auguri.
fa effetto non caricarla in macchina per andare a fare shopping alle Gru in vista della megafesta di compleanno.
fa effetto non raccogliere i soldi per il regalo, facendo attenzione a non farsi sgamare dalla diretta interessata.
fa effetto non vederla assomigliare ad un panda mentre piange aprendo il pacchetto.
*brivido*
guardo le foto dell'anno scorso a quest'ora, del 24 novembre scorso.
e penso che è vero, che le cose belle finiscono in fretta (o, come direbbe mia nonna, il bel gioco dura poco).
e penso che tra un mese è Natale, e io non ho ancora trovato lo spirito natalizio. l'ho nascosto troppo bene, a quanto pare. ma chi mi darebbe torto, visto il Natale dell'anno scorso?
e penso che, subito dopo Natale, è capodanno. cristo, è finito anche il 2008. e a me sembra ieri che eravamo in classe, proprio io e Simo, a ripeterci a vicenda "quando finisce il 2007, cristooo??".
son pensieri freddi, un po' tristi.
il fatto che sia già passato un anno, che quest'anno sia letteralmente volato. è strano. non voglio dire che sia una cosa brutta. ma è una cosa strana.
forse sto invecchiando sul serio: "strana la vita. quando uno è piccolo, il tempo non passa mai. poi, da un giorno all'altro ti ritrovi a cinquant'anni, e l'infanzia, o quel che ne resta, è in una piccola scatola, che è pure arrugginita", dice un personaggio ne "Il favoloso mondo di Amélie".
è strano. non brutto. strano.
la cosa brutta è un'altra.
la cosa brutta è quando cominci a vivere nella testa situazioni da sliding doors. talmente tante rivisitazioni da fartela girare, la testa. milioni di cose che ti sono successe, riprese in mano e modificate, milioni di volte. e ogni situazione modificata nella testa, ha altri milioni di sfaccettature, che portano ad altri milioni di sfaccettature per ogni situazione che si sarebbe potuta verificare se.
questa è la cosa brutta.
che parto a pensare alla festa di compleanno di Simo dell'anno scorso. e penso a quanto è stato bello vederla così felice. e penso a quanto ci siamo divertiti, tutti. e penso a quanto mi mancano. e penso a cosa mi sarei persa se non li avessi mai conosciuti. e a cosa sarebbe successo se mi fossi iscritta al Gioberti, invece che al Newton, cinque (sei!) anni fa.
odio slittare nel tempo. poi finisce sempre che non riesco a tornare del tutto indietro all'epoca giusta. dannatissima pazza di casa.
odio questi pensieri freddi.


ancora auguri, Simo.



"La vita non è che un groviglio ingannevole di ombre platoniche, un sogno di calderoniana memoria, un lastrone di ghiaccio scivoloso e fragilissimo. Tutti abbiamo sperimentato strani déjà vu e sappiamo che la nostra esistenza dipende da casualità insignificanti. E se quel giorno mia madre non avesse perso l'autobus che prendeva di solito e non avesse incontrato mio padre? Forse ci portiamo dentro altre possibilità di essere; forse arriviamo addirittura a svilupparle in qualche modo, inventando e deformando il passato una, cento, mille volte. Forse ciascun evento della nostra esistenza si è potuto verificare in dieci modi diversi. Parafrasando Paul Eluard, esistono altre vite, ma sono dentro la nostra."
(Rosa Montero, "La pazza di casa")
oOLaFataVerdeOo
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venerdì, 17 ottobre 2008, ore 14:37

io lo so che sta continuando a sorridere, Professoressa.
lo so, perchè La sento.
perchè è passato un anno, e mi sembra quasi impossibile. continuo a pensare che sia stato un brutto scherzo, e che la prossima volta che passerò a scuola La vedrò in corridoio, o da Renato a prendere un caffè. oppure la verrò a trovare in una delle sue classi. busserò, Lei mi dirà "avanti", e quando entrerò in aula, Lei mi guarderà dicendo: "oh, eccola qui, la nostra zucca vuota!", e mi chiederà come sta andando l'Università.
continuo a pensare che non sia possibile, che non sia giusto, per niente giusto.
ma, lo ripeto, lo so che sta sorridendo ancora, da qualsiasi posto in cui Lei sia.
sta sorridendo, e forse anche un po' ridendo, vedendo come ci stiamo arrabattando tra impegni di varia foggia.
sta sorridendo, ne sono sicura. sorride ora come faceva prima, scuotendo la testa e pensando che siamo proprio dei ciucci.
io continuo a vederLa. così com'era.
e non manco di ripeterLe che mi manca, Professoressa.




oOLaFataVerdeOo
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martedì, 30 settembre 2008, ore 10:33

sempre per la serie "le verità della mia panettiera".
dopo il grande successo di "sai che con quel taglio di capelli sembri Trilli di Peter Pan?!", vi presentiamo la novità di oggi...
mi vede per strada mentre sto andando verso il suo negozio, la saluto e lei: "che faccia triste, oggi! non sembri tanto Trilli...".
e, a questo, va sommato anche il marito della sunnominata panettiera: entro in panetteria, lui esce dal retro del negozio, mi saluta e mi fa: "eh, oggi non trilli mica tanto...".

no, oggi non trillo.
proprio per niente.
oOLaFataVerdeOo
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venerdì, 19 settembre 2008, ore 14:54

che poi ti viene in mente di colpo quello che vi ha detto la prof di mate l'altro giorno, quando siete passate in cortile per andare al bar e lei era seduta fuori a fare l'orario. vi chiede se sapete i risultati dei test di qualche tuo compagno e poi aggiunge: "G* l'avete vista?"
veramente no...
"non sta bene", vi dice.
e voi, un po' perplesse: di nuovo? ma in che senso non sta bene?, sottintendendo una cosa tipo "è di nuovo andata in ospedale?".
e la risposta ti spiazza, perchè proprio non te l'aspettavi: "no, no. non sta bene di testa".
cosa?
"l'ho vista l'altro giorno, e non sta bene".
ah. no.. non l'abbiamo sentita...
"eh, sentitela, allora".
e poi leggi le frasi degli altri su msn e ti preoccupi ancora di più.
e ti chiedi come hai fatto a perderle. e dove le hai perse, soprattutto.
eravate in otto, siete solo più tre.
delle volte sei proprio distratta.
oOLaFataVerdeOo
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mercoledì, 10 settembre 2008, ore 09:46

i laureati in fisica hanno giocato coi fasci di protoni, stamattina, e a noi è andata bene: nessun buco nero, ci rassicurano. questa volta ("questa volta" non l'hanno detto, ma era implicito).
 
bosoni a parte, io dovrei stirare, ma la voglia è a meno infinito.
 
ieri sono andata a ritirare il libretto universitario. sono ufficialmente iscritta alla mia bella facoltà scienze e cultura delle alpi. si, ne sono certa. no, non cambio idea per iscrivermi a lettere, non ci penso nemmeno.
 
e anche Edgar è tornato a casa. vediamo per quanto, prima di doverlo riportare al centro servizi e, questa volta, piazzarmi coi gomiti sul bancone finchè non me lo cambiano (sì, oggi è per la serie "allegria, portami via").
 
il soffitto della mia camera disastrata è azzurro cielo al tramonto. oggi do re mi fa sol la si il viola alle pareti. si, tutti colori molto allegri. lo so. non rompete. la camera è la mia, non ci dovete mica dormire voi, no? ecco. si, voglio addormentarmi, svegliarmi e -fingere di- studiare in una camera mortuaria, e allora?
domani mattina dovrei poter rimettere tutto a posto. cambio la disposizione dei mobili e aggiungo anche una micro libreria/altro posto in cui appoggiare cazzate.
 
...
 
mamma mia, che depressione.
che colore è, oggi?
grigiastro scuro con venature nere.
 
...
 
forse preferivo il buco nero, in fondo.
oOLaFataVerdeOo
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lunedì, 08 settembre 2008, ore 09:13

smantello camera mia, in previsione di cambiare colore ai muri (quand'è stata l'ultima volta? anni fa, ormai....) e, liberando la libreria, scovo, dietro milioni di libri di scuola, appunti della Quarta Ginnasio e quaderni mai usati, tutti i diari degli ultimi cinque anni.
non li apro, perchè so che finirei seduta sul letto a leggere e piangere, ma li guardo da fuori. le mie Smemo. non ho mai preso un altro diario.

in Quarta, la Smemo. blu. il tema era la pace.
davanti ci ho appiccicato un mega adesivo colorato col simbolo della pace (appunto) e un foglio col nomignolo che usavo all'epoca: Heaven.
dietro c'è un quadrifoglio fatto seccare, e un post-it che dice "ma ti costerebbe COSI' tanto portare un po' di fortuna?! ..stupido quadrifoglio.."
sul fianco avevo attaccato la foto di una strada, una di quelle dritte e senza fine, e la scritta "on the road".
e così è stata la Quarta Ginnasio: l'inizio, il mettersi sulla strada e cominciare a camminare.


in Quinta era rosso fuoco. il tema, "m'ama, non m'ama".
davanti c'è un po' di tutto: due coccinelle, due koala, un adesivo con la croce occitana. e poi avevo ritagliato da un pacchetto di sigarette di mia madre la frase "il fumo uccide". sotto ci avevo aggiunto "ma anche io non scherzo"...
dietro, una vignetta che dice "se questo è il disegno di Dio, Dio non sa disegnare", e un disegnino di Sil: uno dei nostri Sublimi Rappresentanti (il mio Crestino Adorato, naturalmente. nemmeno a dirlo.)
sul fianco, una frase di una canzone dei Picnic At The White House dell'86: "scream: we need protection!".
e così è stata la Quinta Ginnasio: avevamo bisogno di protezione, è stato un anno freddo e difficile.


in Prima era verde acido. il tema, "immagina che...".
davanti compare per la prima volta quello che sarà poi il tormentone: un "LaFataVerde" con tanto di ali colorate (di verde, ovviamente). un paio di coccinelle sugli angoli esterni, la classica "ibis redibis non morieris" e una delle mie malattie mentali scaturite durante l'ora di inglese: Romeo sotto il balcone di Giulietta, che dice: "o Giulietta... se salgo, si tromba?". la didascalia recita "il romanticismo è morto".
dietro nulla: ho solo colorato di verde una foglia già disegnata, e di rosso una A di anarchia, anche quella già presente.
il fianco è memorabile: "one more time", seguito da tre punti eslcamativi. il motto della Gita in Grecia.
e così è stata la Prima: dovrebbe tornare e ripetersi mille volte. l'anno più bello e completo che potessimo avere.

in Seconda era bianca. il tema, "be free".
davanti, niente, tranne un adesivo della Smemo stessa, che ribadisce il "be free".
dietro, nemmeno quello. è rimasta intonsa.
sul fianco, una frase Zen: "l'ostacolo è la via".
e così è stata la Seconda: bianca, vuota, quasi da dimenticare. un ostacolo che però è stato la via per la Terza, per la fine.


quest'anno, infine.
quest'anno era rosa. sì, rosa. dovevo sublimare un desiderio di rosa, a settembre, e ho optato per il diario.
davanti c'è un adesivo della Smemo con un edificio di Berlino, e la scritta: "da Berlino con furgone". poi, una mucca, e il motto della Balenga Team: "perchè le Mucche vinceranno sulle Vacche". e anche una frase storica della Barto: "per interrogare e morire c'è sempre tempo" e una di Rob: "sane ego te vocavi! forsitan capedictum tuum desit..." (che, Rob stesso, traduceva con: "certo che ti ho chiamato" forse la tua segreteria telefonica è rotta...").
dietro, un'altra massima Robbiana: "quomodo cogis comas tua sic videri?" ("come fai ad acconciarti i capelli così?"); una frase di Plotino ("francamente, il vivere quaggiù non è che crollo, ed esilio, e perdita d'ali. la vita vera è solo lassù"); una frase presa da un libro di Benni ("la Luce non cancella l'ombra, l'ombra cancella la Luce: il Giorno gioca con te, poi t'abbandona: sarà la Notte la tua padrona").
sul fianco, poi. sul fianco della mia Smemo rosa, quest'anno, si sono alternate un sacco di cose, ma è l'ultima che conta...
una striscia di foglio quadrettato. "the last good day of the year", a sinistra. poi, un grosso "love is gone" rosso. sotto, "credo che mi taglierò, per questo.. ahsi" (giallo); "leben ohne liebe ist kein leben" (verde. frase trovata scritta da qualche parte tra Berlino, Norimberga e Ratisbona -ad una traduzione posteriore, scopriremo il significato: "la vita senza amore non è vita"). ancora più sotto, in blu, una frase dei Rammstein: "ich liebe dich, ich liebe dich nicht, ich liebe dicht mehr" (che sarebbe "ti amo, non ti amo, non ti amo più". allegria.) infine, a destra c'è un "guest star" che ci indica Darth Vader, il quale ci fa sapere che "io continuo ad essere mio padre" (e questa si deve a ciò che prima c'era, ovvero il buon Darth che diceva "io sono mio padre". e non chiedetemi come ci era uscita, non ricordo).
e così è stata la Terza: un "love " che è "gone", un amore che se n'è andato, partito, finito.


"credo che un sogno così non ritorni mai più", dice una canzone che conoscono tutti (e che io proporrei come inno nazionale).
non torna, ma c'è stato. nel bene, nel male. per come è iniziato e per come è finito. per come è stato e per come avrei voluto che fosse, anche se non poteva essere (fingendo bellamente che il destino esista, anche se non ci credo).
grazie, in ogni caso, per questo amore di cinque anni. un amore un po' strano, che c'era e non c'era, che andava e veniva. un amore pendolare, ma bello lo stesso.
devo anche a  Voi come sono diventata, e vi ringrazio. tutti e tutte. grazie, ragazzi. grazie mia bella Quarta/Quinta/Prima/Seconda/Terza Bi. grazie. per avermi accompagnato e per esservi fatti accompagnare. dal primo all'ultimo, senza esclusione di colpi.




[così mi sono persa anche io nei ricordi, e ho fatto il mio elogio funebre al Liceo. speravo di non caderci, perchè sapevo che sarei diventata patetica, ma forse è meglio così. è meglio che rimanga scritto nero su bianco, quello che penso, per evitare ripensamenti futuri. questo è esattamente quello che ho in testa, riguardo questi cinque anni. e volevo che lo sapeste tutti.]
oOLaFataVerdeOo
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sabato, 09 agosto 2008, ore 10:31

non credo di essere mai stata così incazzata in tutta la mia vita.
no, lo dico per avvisare.
perchè la voglia sarebbe quella di prendere la macchina e andare al volo fino a Chivasso per menarla.
ma non si può fare. chissà poi perchè...
una sola parola, anche se, alla fine, è sempre la stessa. ma ci sono delle volte in cui non puoi usare parole diverse da questa. vaffanculo. col cuore. vai a farti fottere. spero proprio che qualcuno te la metta nel culo bene fino in fondo, come tu hai fatto con me, stronza.
sorrisi?
bacetti?
abbracci?
amicizia?
che cazzata.
il rispetto certa gente non sa nemmeno cosa sia, e di questo ne ho avuto l'ennesima conferma.
c'è solo una cosa che continuo a non capire: perchè per la mancanza di rispetto degli altri, ci devo rimettere io?
oOLaFataVerdeOo
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categoria : incazzature, nebbia

mercoledì, 28 maggio 2008, ore 18:29

ho comprato uno smalto rosso, sa, professoressa?
praticamente uguale a quello che portava sempre Lei.
però io non la Sua stessa eleganza, e sulle mie mani fa una brutta figura.
così, l'ho messo sulle unghie dei piedi, che, nascoste dai calzini, nessuno mi può mal giudicare.
e ora, ogni volta che lo guardo, mi torna in mente Lei, più di prima...

mi manca, e in questo periodo ancora più del solito.
non so dirle il perchè.
forse è perchè sto pensando che, se Dio vuole, questo è il mio ultimo anno in quella scuola, e mi viene in mente Lei quando noi eravamo in Quarta e in Quinta, con i ragazzi più grandi che ci ammonivano sul Suo conto.
forse è perchè mi viene in mente il primo giorno della Prima, quando Lei ci aveva detto "questo Liceo è come l'AIDS: se lo conosci, lo eviti".
forse è perchè ho riguardato le foto della gita in Grecia, e L'ho vista sorridente seduta in mezzo a noi.
forse è perchè ricordo la Sua ultima gita con noi, quella a Milano, nel gennaio scorso, e mi commuovo ricordando che era rimasta con noi più del dovuto, pur di farci prendere il treno dopo e farci fare un giretto per la città.
forse è perchè La ricordo quando è venuta a trovarci l'ultima volta (nell'aprile scorso, se ricordo bene) e non aveva potuto trattenere le lacrime, dicendoci della "patologia importante" che ce L'avrebbe tenuta lontana.
forse è perchè ricordo quel lunedì di ottobre, in cui la Bartoletti è scoppiata a piangere in classe e abbiamo rinuciato a fare lezione, perchè in quelle condizioni non era proprio il caso.
forse è perchè ricordo quel giovedì di ottobre, quando sono entrata a scuola, ho salutato Pietro e mi sono sentita rispondere "hai saputo?". non è servita la frase dopo che mi ha detto, avevo già capito.
forse è perchè ricordo quel venerdì di ottobre, caldo, con un bel sole; e noi, vestiti di nero, con una rosa in mano.
forse è perchè ricordo quella chiesa, quella bara, quella folla di persone.
forse è perchè ricordo tutto questo. o forse per altri motivi, che però non so dirLe.

l'altro giorno la Sabello ci spiegava Pirandello. quando è arrivata a nominare "la signora Frola e il signor Ponza, suo genero" si era già verso la fine della lezione, e io, come al mio solito, ho cominciato a vagare con la mente verso altri lidi. così ho preso una matita e, avvalendomi del significato che la parola "frola" prende nel mio dialetto (significa "fragola"), ho disegnato una fragola (appunto) con tanto di occhietti e buccuccia.
e quando l'ho finita, ho visto il Suo viso, sa , professoressa?

termino qui, che è meglio.
mi scusi per le maiuscole, ma non ci vado troppo d'accordo, Lei capirà.
solo, per favore, non mi metta un brutto voto per questo...
e continui a chiamarci "figli miei", che ci fa sempre tanto piacere.

con stima e amore sempre crescente,
la Sua zucca vuota.

oOLaFataVerdeOo
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