sabato, 21 febbraio 2009, ore 10:56

non so se questa sia la Perfezione, ma sicuramente è la Bellezza.
oOLaFataVerdeOo
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categoria : luce, incomprensibili

giovedì, 12 febbraio 2009, ore 19:05

volevo spendere un paio di minuti per fare una considerazione, che può apparire stupida, ma non lo è del tutto.
mi spiego: oggi, mentre pranzavo, non essendo dell'umore adatto per chiudermi l'anima con la serie di disgrazie che enumerano i telegiornali, ho acceso la televisione su MTV, e ho beccato la top 50 delle canzoni pop dall'anno Mille ad oggi.
ora, sorvolando sull'annosa questione che, prima o poi, tocca tutti (ovvero: chi cazzo è Carmen Electra? -sempre che si scriva così-), mi sono goduta il video di "Kiss" di Prince, quello di "What's up" delle 4 Non Blondes, "Enjoy the silence" dei Depeche e "Bitter sweet simphony" dei Verve.
quando è stato il turno dei Take That e del loro video più famoso -credo-, quello di "Back for good", mi sono fermata a riflettere. ragioniamo insieme, se ci riesce.
non so se avete notato che ogni singolo video di una qualunque boy band deve contenere almeno uno dei seguenti elementi: pioggia, occhiali da sole, cappelli da boss mafioso, scene in bianco e nero, auto, scene al rallentatore. "Back for good" contiene tutti questi elementi. tutti, non ne manca nemmeno uno.
appurato questo, chiediamoci insieme: perchè?
fa figo? forse. probabilmente, se manca una di queste cose, il video non è giovane, non è trendy, non è up-to-date e non può essere visto durante i lunch o i bruch nei vari loft.
o forse è per contratto: nel momento in cui si forma la boy band, tra le altre cose, i componenti devono firmare un foglio che li obbliga ad inserire i sopracitati elementi all'interno dei loro video.
non so, rimarrà un mistero.
certo è che i Take That sono sempre i Take That.

finita la considerazione, passiamo in breve alle notizie.
prima notizia: ho iniziato la carriera universitaria con un 28 di informatica. direi che l'inizio promette bene.
seconda notizia: domani ho lo scritto di geologia e, come nella mia migliore tradizione, non ho finito di studiare tutto. ma non sarei io, se non mi riducessi all'ultimo, no? ecco.
terza ed ultima notizia: non batterò il record di venti San Valentini consecutivi non festeggiati. a quanto pare, la sottoscritta è riuscita a trovare una persona abbastanza matta da decidere di stare con lei. credo che Luta lo definirebbe "un'anima luminosa", e, se non lo farà lei, lo faccio io. questa splendida creatura risponde al nome di Domenico, e io devo erigere una statua a Mat in scala 1:1 in granito di Montorfano per ringraziarlo di aver fatto da Cupido.. =)

EDIT:
dimenticavo, la cosa più divertente del mondo..
la cosa più divertente del mondo è mettere dal panettiere un foglio proponendosi per dare un aiuto a bambini di elementari e medie per i compiti, e ricevere una telefonata di una signora che chiede se, per caso, potrei darle delle dritte per imparare ad usare internet... XD
oOLaFataVerdeOo
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categoria : luce, delirio, lovin time, mondo universitario a me

lunedì, 26 gennaio 2009, ore 21:40

è bello svegliarsi al mattino e aver voglia di andare a lezione (meno bello è essere convinti di avere quattro ore di informatica e scoprire alle due e mezza che la professoressa non c'è e quindi di aver perso una giornata di studio, ma non si può avere tutto).

è bello avere la previsione di ROMA al concerto del Primo Maggio: è una cosa che mi rischiara il cuore, sul serio. Roma, per la seconda volta nel giro di pochi mesi. Roma a maggio. scusate, credo che pianterò una tenda a Termini e mi sistemerò lì in pianta stabile.

è bello avere la previsione del ponte del due giugno al mare -un ponte di quattro giorni, per inciso-.

è bello avere la previsione di una settimana di vacanza in una megavilla nel sud della Spagna, ad agosto. anche lì, credo che pianterò una tenda.

è bello aprire dopo tanto tempo la pagina di Netlog di Kiki e vedere le sue foto nuove, tutte colorate, e lei sempre così... così. non ci sono aggettivi, per lei. "bella" è riduttivo, "splendida" non chiarisce il concetto.

è bello aver trovato una pazza al mio livello, una delle creature più adorabili della Terra, una persona che gonfia a dismisura il mio ego elogiando le scemenze che scrivo. una ragazza così matta non l'avevo ancora conosciuta, e sono felice di averlo fatto.

è bello stare sul tram con i miei compagni di corso e parlare addosso a Silvia, al telefono col moroso, e poi ridere.

è bello. tutto quanto.
non ero così serena da... beh, ad essere precisi, non credo di aver mai avuto prima nella vita un periodo così sereno. abbraccio tutti, ripeto in continuazione "vi voglio bene", rido un sacco. e lo faccio sinceramente, col cuore. il mondo è rosa, in questo periodo, per quanto mi riguarda. anche se, a ben pensarci, il rosa non è un colore che amo particolarmente, ma insomma, è per rendere l'idea.
anche per questo ci stava un template allegro, qualcosa che richiami la primavera. non importa se non è nemmeno febbraio, ad Aosta nevica ancora e fuori ci sono tre gradi: per me è già primavera, e sentivo il bisogno di farfalle.
riverso amore, mi faccio quasi paura da sola...

ed è bello aver scoperto la gioia che può dare la Bellezza.

e un'altra cosa bella è che ora che so come smanettare con l'html mi potrò fare tutti i template del mondo: ne ho già in produzione altri due, ma questo lo tengo per un po', perchè ne vado troppo fiera.
oOLaFataVerdeOo
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categoria : luce, lovin time

domenica, 18 gennaio 2009, ore 22:19

mi viene da pensare che morirò di Bellezza, prima o poi. sono troppo sensibile al Bello.

...

sai quando succede una cosa talmente bella da sentire una stretta al cuore?
sembra che una mano te lo stringa dolcemente, facendogli mancare un battito, e poi lo lascia andare.
è come un languore sottile, una cosa dolce che vorresti essere in grado di sentire più spesso. ma forse, se lo sentissi troppo sovente, non sarebbe più così bello.

quante volte vi è successo?
a me poche, lo ammetto, e sempre per motivi che possono sembrare futili, ma non lo sono -non per me.
mi succede quando mi trovo di fronte alla Bellezza, quella con la "B" maiuscola.
la prima è stata quando le zie mi hanno detto che Chiara era incinta. la seconda, quando ho visto Mattia la prima volta: quel fagottino microscopico con la bocca aperta a formare una "O" di stupore. mi capita ancora ogni tanto, quando lo abbraccio, di sentire quella stretta.
poi quando ho baciato F*: quello è stato un altro dei momenti di pura Bellezza della mia vita.
un'altra volta è stata all'inizio del concerto di Zucchero del 2007, quell'otto giugno che non dimenticherò mai finchè vivo: la consapevolezza di essere lì mi ha travolta nell'esatto istante in cui è partita la prima nota di "Dune mosse" e il mio cuore ha ceduto per un secondo.
l'ultima volta, in ordine di tempo, è stata ieri sera, per "colpa" di quegli amici fantastici che ho la fortuna di avere.
vi è mai capitato di uscire per un istante dalla vostra coscienza e guardarvi da fuori?
ieri sera mi è successo: stavo aprendo i regali e sono, semplicemente, uscita da me stessa. mi sono vista scartare la deliziosa -e kitchissima- fatina seduta su di una sfera che si illumina (regalo dei miei compagni di corso), mi sono vista sobbalzare quando ho realizzato cosa quei pazzi di Sil, Flò, Pier e Matte mi hanno regalato per il compleanno -il biglietto per andare a Roma, al concerto del Primo Maggio-, mi sono vista abbracciare a ripetizione tutti quanti, per poi commuovermi, ripetendo più volte "vi odio", per poi quindi sostenere che non era per niente vero, scusarmi e dire mille volte "non è vero che vi odio: in realtà vi adoro".
mi sono vista da fuori, ieri sera, e mi si è stretto il cuore per quanto era Bello tutto quello, per quanto è Bello aver trovato persone così splendide e meravigliose e speciali.
mi si stringe il cuore ancora adesso, se ripenso a ieri sera e a quanto sono grata a tutti quanti.
grazie, ragazzi, per esserci stati.
=)










e il cuore si stringe ancora di più a pensare che avevo ragione e che il mio gay-radar è sempre funzionante, ma che avrei preferito sbagliarmi di grosso, questa volta, e, allo stesso tempo, che li invidio a morte, e che sono assolutamente affascinata dal saperli insieme, visto che sono così belli da farmi sentire male...
oOLaFataVerdeOo
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categoria : luce

mercoledì, 24 dicembre 2008, ore 19:17

Caro Babbo Natale,
mi rendo conto che sia un po’ ipocrita scriverti, da parte mia, ma sei la mia ultima speranza.
Il fatto, caro Babbo Natale, è che non so più a chi chiedere, e non mi rimani che tu. Non credo più in niente, se non in te.
Caro Babbo Natale, ti prego. Sono anni che non ti chiedo più niente sul serio. Ho sempre scherzato, in realtà. Per di più, niente di ciò che ti ho chiesto mi è mai arrivato. Con questo non voglio dire che tu ti debba sentire in dovere di accontentarmi, ma, per favore, arriva almeno fino in fondo alla mia lettera, prima di cestinarla.

Non sono stata buona quest’anno, Babbo Natale. Te lo dico, anche se lo sai già.
Non sono stata per niente buona.
Anzi, sono stata infima ed approfittatrice, mi sono abbassata al livello delle persone che odio di più.
Ho tradito la fiducia di tanta gente e per questo ho perso. Ho perso delle persone per incuria, per scarso interesse, per questioni di principio stupide. Qualcuna mi ha perdonata, e l’ho ritrovata. Qualcuna non l’ha fatto, e non posso dare loro torto: io avrei fatto lo stesso, al loro posto. Altre non le ho volute perdonare io, e non credo che le ritroverò in futuro.
Non sono stata buona, nemmeno in un singolo giorno. È stato un anno difficile. Bello, uno dei migliori che abbia avuto da tempo, ma difficile. Io non mi biasimo: tornassi indietro, probabilmente rifarei tutto da capo. O quasi. Non biasimarmi nemmeno tu, Babbo Natale, ti prego. Cerca di capirmi.
Perché è vero che sono stata io la prima a comportarmi male, e soprattutto sono la prima a non avere il diritto di chiedere qualcosa. Però è anche vero che non mi sarei mai lanciata in certi comportamenti se non avessi avuto intorno persone che mi hanno spinta a farlo.
Insomma, non è del tutto colpa mia, su questo ne converrai. Sono solo umana, in fondo.
Questa è la mia ammissione di colpa, Babbo Natale.
Nonostante la mia consapevolezza di essere stata cattiva, però, voglio almeno provare a farti qualche richiesta. Niente di impegnativo, s’intenda. Ma voglio provare lo stesso.

Babbo Natale, per favore, quest’anno per Natale vorrei che le persone a me care trovino un po’ di serenità.
Vorrei che Mina trovasse la forza di andarsene di casa, una volta per tutte: le farebbe bene, e farebbe bene anche agli altri miei zii e a mia nonna.
Vorrei che Chiara trovasse qualcuno che le restituisca un po’ di tranquillità, che la porti coi piedi un po’ più per terra, che possa essere un buon padre per Mattia. E vorrei anche che la smettesse di regalarmi vestiti brutti per Natale. Ma questo forse è troppo anche per te.
Vorrei che mio padre smettesse di essere così musone e chiuso, più che altro perché mia madre non ne può più di sentire me e lui litigare tutte le sere per delle stupidaggini.
Vorrei che Sil non avesse più troppi pensieri con Matte e con sua sorella, che trovasse un po’ di stabilità, che tornasse ad essere felice e che non debba più preoccuparsi per l’università.
Vorrei che Flò passasse un Capodanno migliore di quello di quest’anno: un primo di gennaio come il suo non è augurabile a nessuno. Vorrei che non si ripetesse, anche per Zia.
Vorrei che Glò riuscisse a far sparire seriamente dalla propria testa la sua personale ossessione, che trovasse qualcun altro che le possa occupare la mente senza renderle contemporaneamente difficile il respiro. Vorrei che venisse a Torino, nel prossimo anno, se possibile. Anche solo qualche giorno.
Vorrei che Aje, Pier e Diò non mi lasciassero, ma vorrei anche che potessero fare quello che sta loro più a cuore: non sarei così dispiaciuta, se sapessi che la loro partenza li renderebbe più felici.
Vorrei che le mie vecchie amiche, che ho ritrovato da poco, non cambino mai da come sono: il mondo non sarebbe più lo stesso senza Greppina che punta a diventare Magnifica, senza Ciuffi che rovescia beute in laboratorio, senza Eli con cui fare ogni volta scene alla “Carramba che sorpresa”, senza Ale che dispensa consigli con aria flemmatica, senza Pina che mi accompagna a tutti gli incontri con Travaglio, senza Fra che è Fra. La rotazione terreste invertirebbe il suo senso, se venisse a mancare una qualsiasi di queste cose.
Infine, vorrei che mi portassi tanta buona volontà perché possa rendere effettivi tutti i buoni propositi per l’anno nuovo.
Fine.
So che è molto, quello che ti chiedo: infatti, se non potessi portarmi niente di tutto questo, non mi arrabbierei.
In fondo, non sono stata buona, e forse non mi merito niente.
In ogni caso, ti ringrazio di aver almeno letto la mia lettera.

Buon Natale, Babbo Natale.

A.


in ogni caso, buon Natale a tutti.
oOLaFataVerdeOo
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categoria : luce, inchiostro

mercoledì, 10 dicembre 2008, ore 12:05

..guarda come viene..sto pensando a te, e tutto intorno a me vedo scintille..

e insomma.
no, non sono qui per riassumervi i due giorni scorsi. lo farò, ma non ora.

nessuna voglia di andare a lezione, oggi pomeriggio, anche perchè vorrei evitare che il treno si fermi a metà strada, vista la quantità indecente di neve che sta scendendo.
sono qua che saltello tra camera mia e la cucina, il minestrone di patate al fuoco, Zucchero a palla nello stereo.
sento il bisogno di riascoltare tutti i cd, prima del concerto, anche in ordine sparso.
ho su "Fly", ora.
e, ascoltando "cuba libre", mi è venuto un pensiero.
in particolare, mi è venuto un pensiero a queste parole:

Eri la mia vita, la mia religione sempre, eri un sole che mi stava in fronte...
Eri il ritmo delle mie notti, hasta l’hasta siempre, domani vado via da San Francisco night...

A San Francisco night
io non ci torno più,
che mi dispiace lo sai
ma non ci credo più...
I nostri sogni nel vento
non li ricordo più:
ho desideri
molto più seri
di quelli che sai tu...

[...]
A San Francisco night
ho visto il diavolo...
Perchè d’amore ti vesti
che amore non c'è più?

[...]
Mi piace la notte all’Havana
e poi mi piaci tu,
ma sogno un cuba libre
, mio amor,
un altro cuba libre, mio amor,
che cerco un po’ d’amore, mio amor...
[...]

ci tengo a sottolineare il tempo verbale: ERI. passato. lo sei stato, ma non lo sei più.

mi viene da ridere, a pensarci, a pensare come è stato facile.
fin troppo.
si potrebbe quasi pensare che non sia vero, che sia una bufala, che stia cercando di convincere me stessa e tutti gli altri.
però non è così: è vero.
è vero, ed è stato incredibilmente facile. è bastata una cazzata. certo, una cazzata da sommare a tutte le cazzate precedenti. ma proprio una cazzata. una delle cose più stupide del mondo. una cosa che, se mi fosse successa con chiunque altro, non avrei fatto pesare più di una briciola di polvere.
ma, in questo caso, pesa come un macigno.

buffo.
uno cerca di convincersi in tutti i modi, poi basta una scemenza e crolla tutto il castello.
ha un qualcosa di ironico, tutto questo.

fattostà che mi sento meglio.

non so quanti capiranno, leggendo. ma c'è sempre la possibilità di chiedere spiegazioni, ve lo ricordo.
oOLaFataVerdeOo
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categoria : luce, canzoni e varie

lunedì, 06 ottobre 2008, ore 17:31

mi sento prigioniera allo stesso modo del Lettore di "Se una notte d'inverno un viaggiatore", da ieri sera.
vi spiego il motivo.


siamo andate, io e Greppina, ad un incontro de "I luoghi delle parole" (e pensare che è già passato un anno dalla scorsa Notte dei Librivori mi fa venire la pelle d'oca...).
c'era un incontro di "pugilato letterario".
in pratica che hanno fatto. due pesi massimi (in particolare, erano Paolo Nori -no, nemmeno io sapevo chi fosse- e Marco Travaglio -si, proprio quel Marco Travaglio, quello che è un genio spietato, un bastardo all'ennesima potenza e, allo stesso tempo, talmente un bell'uomo da farmi essere concorde alla clonazione solo perchè, Travaglio, lo vorrei anche io...-) si scontrano per un libro. in questo senso: uno ne parla male, cercando di convincere il pubblico che c'è di meglio da leggere; l'altro ne parla bene, cercando di convincere i presenti a leggerlo immediatamente.
il libro in questione era "Il compagno Don Camillo", Travaglio ne doveva parlare bene, Nori ne doveva parlare male; poi si votava e, per alzata di cartoncino colorato, si decretava il vincitore dell'incontro.
dunque, io "Il compagno Don Camillo" non l'ho mai letto, ulteriore motivo che mi ha spinto ad andare a sentire questo scontro (il motivo principale è molto ovvio: Travaglio).
è stato splendido.
entriamo, ci consegnano i cartoncini e il regolamento. lo scontro è diviso in sei round e due votazioni, una alla fine del terzo round, una alla fine del sesto.
io e Greppina in prima fila; la mia faccia, quando entra Travaglio sul palco, è così: *o*
parte proprio lui: il primo round è (cito dal programma) "il round del bello stile: dove si parla di retorica, dell'arte di usare la lingua".
Travaglio fa un intervento pertinentissimo: legge qualche riga, parla della lingua di Guareschi in relazione al periodo in cui scrive. insomma, ci convince che non ci sia niente di meglio da leggere. applausi.
è il turno di Nori.
si alza, il libro in mano, e dice: "mah... io sono d'accordo con Marco".
occhiate perplesse: ma non doveva dargli contro?
prosegue: "sì, perchè Guareschi ha un bello stile, è vero... però c'è un autore russo dei primi del Novecento, Charms, che scrive cose del tipo..." e si mette a leggere una poesia senza senso, una di quelle cose surreali all'ennesima potenza. la poesia è questa qua:
Una vecchia, per la troppa curiosità, s’è ribaltata dalla finestra, è caduta e s’è sfracellata.
Dalla finestra s’è sporta un’altra vecchia, e ha cominciato a guardare in giù quella che si era sfracellata ma, per la troppa curiosità, s’è ribaltata anche lei dalla finestra, è caduta e s’è sfracellata.
Poi dalla finestra s’è ribaltata una terza vecchia, poi una quarta, poi una quinta.
Quando s’è ribaltata la sesta vecchia mi sono stancato di guardarle, sono andato al mercato Mal’cevskij, dove, dicevano, a un vecchio cieco avevano regalato uno scialle fatto a mano.
facce sempre più perplesse, partono le risate. risate che proseguono alla seconda poesia, e poi alla terza, sempre più assurde.
poi Nori si siede, l'arbitro suona il gong per segnalare la fine del suo turno e, dopo l'applauso Nori alza una mano e fa: "posso solo finire il concetto?"
"certo!", replica l'arbitro.
"no, volevo solo dire che a me questo piace di più".
ancora risate, più forti. applausi.
tocca a Nori aprire il secondo round, che è "il round del tessitore: dove ci occupiamo della trama".
dunque, Nori si alza e dice: "mah, le trame di Guareschi… non lo so… però c’è un autore russo dei primi del Novecento, Charms, che scrive cose tipo…" e legge altre tre o quattro poesie, sempre dello stesso tipo di prima. le risate non si contano nemmeno più. applausi.
Travaglio, invece, sostiene tesi inoppugnabili, legge un pezzo del libro, ci fa esempi di altri scrittori di quel periodo: insomma, rimane nel suo ruolo e lo fa alla grande. applausi.
è quindi la volta del terzo round, quello "dell’anima: 'Ecco, finalmente, uno scrittore che non aveva paura delle emozioni. Ironia e dolore erano intrecciati tra loro con straordinaria semplicità. Quando cominciai a leggere il libro mi parve che mi fosse capitato un miracolo, grande e inatteso'. È Charles Bukowski a scrivere queste parole. Sta parlando di -Chiedi alla polvere-, di John Fante. Più avanti dice anche 'terminato -Chiedi alla polvere-, tornai in biblioteca in cerca di altri suoi libri. Ne trovai due. Erano dello stesso tipo, scritti con le viscere e per le viscere’. Ecco, si può dire qualcosa di simile del libro di stasera?".
parte Travaglio: si concentra sulla parte ironica del libro, legge qualcuno dei pezzi più divertenti. poi passa a leggere la parte in cui i protagonisti tutti si trovano davanti al cimitero degli italiani in Russia, che è un pezzo bestiale, fa venire le lacrime agli occhi, sul serio. in questo modo ci convince sempre di più a leggerlo.
poi però è la volta di Nori.
vediamo se siete del lettori attenti: cosa può aver detto, nel momento in cui si è alzato?

se avete risposto "parla di un certo autore russo", avete indovinato.
infatti, si alza e comincia: "no, no, quello che ha detto Marco… io sono d’accordo. però… c’è un autore russo dei primi del Novecento…"; e giù di nuovo con una sequela di poesie surreali da farci piegare sulle sedie.
è finito il terzo round, bisogna votare una prima volta. panico. Io e Greppina ci guardiamo, sconvolte: tu per chi voti? no, tu per chi voti? oddio, chi votiamo?!
decido per Nori, con molta sofferenza.
l'arbitro ci spiega che non ha la minima intenzione di mettersi a contare tutti i cartellini: ci dice di guardarci intorno, accordarci con qualcuno che abbia espresso il voto opposto al nostro e abbassare entrambi i cartoncini (si tratta del "metodo Ardemagni", a sentire lui). facciamo così. rimangono tre o quattro cartoncini sollevati, azzurri: minimo vantaggio per Travaglio. mi sento meno in colpa...
partono col quarto round, "il round dell'altra gente: se, anzichè un match pugilistico, quello di stasera fosse un processo, questo sarebbe il momento di fare entrare i testimoni. opinioni illustri o anche no, vere e dimostrabili, oppure del tutto inventate, pro o contro il libro di cui stiamo dibattendo".
Nori si alza, tranquillo: "io vorrei solo fare un confronto, ecco. a questo proposito, vorrei leggervi qualche poesia di un autore russo dei primi del Novecento..."
XD
non ci sono parole per descrivere quanto stessimo ridendo.
quando finisce, è la volta di Travaglio. tranquillo, sorride e fa: "io mi scuso se continuo a parlare di Guareschi... mi rendo conto di essere monotono, mi dispiace"... XD
legge poi un'opinione di non so più chi (che, naturalmente, ne parla benissimo) e poi un'altra, senza dirci prima l'autore. io e Greppina ci guardiamo: entrambe sospettiamo sia sua, ma lui, sempre serio, smentisce la nostra tesi, annunciando, dopo averla letta, che è di Baricco.
cioè.
mi ha citato Baricco.
bon.
mi dispiace per Nori, ma, per quanto mi riguarda, ha vinto Travaglio... XD
quinto round, il "round ad ostacoli: questo round ve lo spieghiamo dopo", c'è scritto sul programma. e infatti ce lo spiega l'arbitro: Travaglio deve trovare delle critiche da fare al libro che sta difendendo, Nori deve trovare qualcosa di bello.
ed, effettivamente, Travaglio fa delle critiche, limitatamente all'introduzione, che, dice, bisognerebbe integrare con una spiegazione di quello che accadeva in Italia all'epoca di Guareschi, perchè non tutti i lettori di oggi potrebbero capirla, e si potrebbe pensare tutt'altro.
Nori, altrettanto ovviamente, non parla minimamente di Guareschi, e, invece, legge qualche poesia di "un autore russo dei primi del Novecento...".
ultimo round, "la stretta finale: è l'arringa conclusiva, quella in cui si sparano i colpi migliori, fin qui tenuti nascosti. è in questo round che ogni contendente può sfoderare quella che considera la propria arma segreta".
ed è in questo round che Nori ci fa letteralmente morire dal ridere, leggendo un dialogo stupidissimo, che, appena riuscirò a trovare, ve lo posterò, perchè ne vale la pena eccome!
dopo essere morti dalle risate, ci lasciamo cullare dalla voce di Travaglio, che, dice, lascia la parola a Guareschi stesso, e ci legge un lungo pezzo del libro. io, in quel momento, sono in modalità "bimba che ascolta le fiabe lette dal papà" (sì, più o meno come l'anno scorso, quando Pasquero aveva letto "Il principe felice"): perdo il senso del tempo e rimango, letteralmente, a bocca aperta ad ascoltare Travaglio.
riemergo da quella strana amosfera quando smette di leggere e parte l'applauso.
è il momento della decisione finale, bisogna decretare il vincitore.
sollevo il cartoncino azzurro, con qualche esitazione, e solo per la citazione di Baricco.
vince Travaglio, alla grandissima: trenta o quaranta cartoncini azzurri rimangono sollevati, è vittoria piena. applausi a Travaglio, ed enorme applauso anche a Nori, che, in ogni caso, è il vincitore morale.
qualche domanda qua e là, poi usciamo.
io sono in stato estatico, Greppina cerca di farmi pronunciare parole diverse da "oddio" e "ma che bell'uomo", ma con scarsi risultati.
siamo tutte e due d'accordo su una cosa: bisogna procurarsi un libro di questo "autore russo dei primi del Novecento", perchè è assurdo.
la serata finisce con noi in macchina che torniamo a casa, e Greppina che mi parla bene de "L'eleganza del riccio", io che le parlo abbastanza bene de "La solitudine dei numeri primi" e lei che mi dice che ha letto le "Lezioni americane" di Calvino e che, in questo modo, ha scoperto un sacco di autori. insomma, la scena che si presenta sempre quando io e lei siamo insieme: finiamo a parlare di libri in qualsiasi occasione (basti ricordare la gelida mezzanotte davanti a un rifugio in Francia...), dandoci spunti l'un l'altra.

questa era la premessa.
ora vi posso spiegare perchè mi sento prigioniera allo stesso modo del Lettore di "Se una notte d'inverno un viaggiatore".
perchè Greppina me l'ha nominato, ieri sera, questo libro.
io mi sono ricordata di averlo in casa.
due più due fa quattro: mi sono messa a leggerlo (soprattutto perchè "Il compagno Don Camillo" è ancora a casa di mia nonna, e mio padre me lo porta a casa stasera, e perchè la domenica alle otto le librerie sono chiuse, e non potevo andare a cercare qualcosa di Charms. e anche perchè non avevo più niente da leggere).
l'avete mai letto?
se non l'avete mai letto, fatelo.
è... assurdo. splendido e assurdo.
non voglio rovinarvi la sorpresa, per cui vi sprono a leggerlo.
vi dico solo che mi sento prigioniera come il Lettore perchè, arrivata a pagina 180, ho trovato l'incipit di un libro che non ho mai letto. ho scoperto essere "Delitto e castigo", e domani andrò a Torino senza avere lezione, solo per infilarmi in libreria e cercare "Delitto e castigo", "L'elenganza del riccio" e "I casi", di Charms.
ora, se volete sapere di più, leggete "Se una notte d'inverno un viaggiatore".
così, magari, finite anche voi prigionieri come il Lettore e come me.

P.S. in quest'ultimo caso, fatemi sapere qual'è la vostra lista di libri, per favore: potremmo scambiarcele e invischiarci ancora di più! :)
oOLaFataVerdeOo
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categoria : luce, riassumendo, amicicciole, lovin time, i luoghi delle parole

giovedì, 02 ottobre 2008, ore 18:07

vogliamo riassumere i primi due giorni?
*__*
sì!

allora, siamo in dieci, prima di tutto.
di cui due LEGGERMENTE fuori corso (un tipo che è sui 60 anni e una tipa sui 50), tre ragazzi e la rimanente parte formata da noi fanciulle (oltre a me, Silvia, Lisa, Elisa ed Elisabetta... chiami "Lilli" e si girano in tre! XD).
ieri arrivo in via Nizza, cerco il 52, mi trovo davanti il Dipartimento di Biotecnologie e ho tanta paura.
niente panico. cerchiamo l'aula.
la trovo relativamente in fretta, e, quando alle undici non è ancora uscito nessuno, mi sento chiedere da una ragazza vicina a me: "ma devi entrare anche tu, qua?"
"mah, io credo... sei anche tu di Scienze e Cultura delle Alpi?"
"sì!"

"oh, meno male! almeno siamo in due!"
momento di dubbio, perchè l'aula rimane piena. scendiamo in quattro e chiediamo: si si, l'aula è quella.
ok.
saliamo di nuovo, entriamo e chiediamo: "scusa... che lezione c'è adesso?"
e ci sentiamo rispondere: "Geologia Applicata".
O_O
ok, non è la nostra.
"no, ma aspettate! voi siete di Scienze e Cultura delle Alpi?"
"si..."
"allora venite, che siamo tutti nella stessa aula!"
ah, va bene.
scopriamo, all'arrivo dei due professori che ci hanno presentato il corso, che abbiamo la lezione di Valorizzazione delle Georisorse Alpine in comune con quella di Geologia Applicata del terzo anno di Scienze e Tecnologie per i Beni Culturali. per quale motivo? perchè non ci sono abbastanza professori, ecco perchè.
che meraviglia. cominciamo tutti in coro a ringraziare Maria Stella, coraggio! -_-''
insomma.
due ore che scivolano, mentre ci riassumono i contenuti del corso e si lamentano apertamente della riforma.
all'una usciamo, faccio il pezzo di via Nizza fino a Porta Nuova con la prima ragazza con cui ho parlato, Elisa, poi lei va a prendere il pullman, e io mi avventuro in stazione per fare l'abbonamento.
era l'una e mezza, quando ho preso il numero.
ho fatto in tempo ad uscire, andare a piedi fino alla Fnac, approdare in Piazza Castello, prendere il 13, arrivare a Porta Susa, mangiare, prendere la metro e tornare a Porta Nuova: il mio turno è arrivato alle quattro e un quarto.
quattrocentoventotto euro di abbonamento.
osceno.
e devo pure tornare in quell'inferno perchè non mi ha applicato lo sconto, 'sto rintronato.
ma vaff...
comunque.
ultima chicca della giornata di ieri.
mentre stavo aspettando il 13, ero al telefono con mia madre. il 13 arriva, io salgo, mi aggrappo ad una sbarra per non rovinare a terra (i tranvieri di Torino prendono il brevetto per guidare male così), mi giro e mi trovo davanti il sosia della TestaDiMinchia.
uguale, sputato, identico.
mi sono presa malissimo, per un secondo. poi mi sono ripresa, ma ho ancora la pelle d'oca se ci penso.
mio dio.
identico.
cioè, in realtà non del tutto.
piuttosto, era la sua bella copia, ecco.
ma mio dio.
che incubo.
ok, ora mi passa.
...
poi, oggi.
le due ore di Valorizzazione sono volate (e sia lodata la Gagliardi: se mi ricordo qualcosa di geologia, lo devo solo a lei!). usciamo da Biotecnologie e facciamo una cordata seguendo Elisabetta, che è l'unica ad avere idea di dove si trovi via Plana. sul tram, ridiamo parecchio del fatto che, visto che siamo in sette (in quel momento, quello era il numero), potremmo prendere un appartamento tutti insieme: verrebbero 25 euro di affitto, più o meno, e potremmo preparare tutti gli esami assieme... XD
insomma, boiate a parte.
approdiamo a via Plana, scoprendo che è la sede di Scienze Politiche. tutti i muri, interni ed esterni, sono tappezzati di cartelli che recitano:
VENDESI UNIVERSITA'
prezzi al ribasso!
telefonare ore abbuffate
chiedere di Maria Stella
(Min. Pubblica Istruzione)

uno dei due ragazzi guarda, legge, e poi commenta: "è giusto: se non fanno politica a Scienze Politiche, dove la possono fare?"
osservazione acuta XD
insomma, vegetiamo un po' sulle scale, poi cerchiamo l'aula.
la prof di Istituzioni di Economia è una palla.
una palla gigantesca e noiosa come la pioggia.
non parla: borbotta.
che ansia.
ci spiega la struttura del corso, ci fa una spiegazione rapida riassumendo quello che tratteremo, e bon.
la buona notizia è che ci ha spostato il corso: domani saremmo dovuti andare su per le sue due ore, ma preferisce farcele lunedì e mercoledì, almeno finchè non cominciamo con Tecniche della Comunicazione Web.
questo significa tutti i venerdì liberi fino a novembre.
molto bene.
tutto qua.
mi trovo bene, comunque. Geologia la spiega come la Gaglia, quindi perfetto. Economia... vabè XD
e i miei compagni di corso sono lùv.
ci siamo autosoprannominati "i licheni dell'ateneo di Torino". siamo dei parassiti, in pratica: ci attacchiamo ai corsi altrui e sopravviviamo così XD
mi piace.
si, mi piace.
oOLaFataVerdeOo
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categoria : luce, lovin time, mondo universitario a me

mercoledì, 17 settembre 2008, ore 15:50

La vera verità è che realizzi sul serio che hai finito la scuola solo quando passi a trovare i professori e ti trattieni un quarto d’ora solo dal tuo prof di greco del ginnasio, ti fermi venti minuti a chiacchierare con Renato e Diana, i baristi, cazzeggi per i corridoi e ti viene voglia di rispondere male al vicepreside, perché, a questo punto, chissenefrega, lo posso anche mandare a fare in culo, ma ti trattieni, e chissà perché.

La vera verità è che realizzi che hai finito la scuola solo quando sei in corridoio a parlare con le tue prof di scienze e matematica, e quando la prima dice: “scusate, vado, che devo andare ad interrogare”, rimani con la seconda, che ti guarda sconsolata e fa: “ma si può interrogare il terzo giorno di scuola?!”, tu ti giri verso Silvia e le dici: “io ho il diploma: ripetimelo, ti prego!”, e ridi.

La vera verità è che realizzi sul serio che hai finito la scuola solo quando attraversi il cortile e non ti senti oppressa dall’idea di esserci, in quel cortile.

Potrebbe pure arrivare a mancarmi, la scuola.
Un po’.
Forse.
Ma non credo.



XD
oOLaFataVerdeOo
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categoria : luce, squola

domenica, 07 settembre 2008, ore 23:06

Era una di quelle giornate in cui tra un minuto nevica, e c'è elettricità nell'aria. Puoi quasi sentirla, mi segui? E questa busta era lì. Danzava... con me. Come una bambina che mi supplicasse di giocare. Per quindici minuti.
È stato il giorno in cui ho capito che c'era tutta un'intera vita dietro ogni cosa e un'incredibile forza benevola che voleva sapessi che non c'era motivo di avere paura, mai.
Vederla sul video è povera cosa, lo so, ma mi aiuta ricordare. Ho bisogno di ricordare.
A volte c’è così tanta bellezza nel mondo che non riesco ad accettarla. Il mio cuore sta per franare.


oOLaFataVerdeOo
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categoria : citazioni, luce, inchiostro