Caro Babbo Natale,
mi rendo conto che sia un po’ ipocrita scriverti, da parte mia, ma sei la mia ultima speranza.
Il fatto, caro Babbo Natale, è che non so più a chi chiedere, e non mi rimani che tu. Non credo più in niente, se non in te.
Caro Babbo Natale, ti prego. Sono anni che non ti chiedo più niente sul serio. Ho sempre scherzato, in realtà. Per di più, niente di ciò che ti ho chiesto mi è mai arrivato. Con questo non voglio dire che tu ti debba sentire in dovere di accontentarmi, ma, per favore, arriva almeno fino in fondo alla mia lettera, prima di cestinarla.
Non sono stata buona quest’anno, Babbo Natale. Te lo dico, anche se lo sai già.
Non sono stata per niente buona.
Anzi, sono stata infima ed approfittatrice, mi sono abbassata al livello delle persone che odio di più.
Ho tradito la fiducia di tanta gente e per questo ho perso. Ho perso delle persone per incuria, per scarso interesse, per questioni di principio stupide. Qualcuna mi ha perdonata, e l’ho ritrovata. Qualcuna non l’ha fatto, e non posso dare loro torto: io avrei fatto lo stesso, al loro posto. Altre non le ho volute perdonare io, e non credo che le ritroverò in futuro.
Non sono stata buona, nemmeno in un singolo giorno. È stato un anno difficile. Bello, uno dei migliori che abbia avuto da tempo, ma difficile. Io non mi biasimo: tornassi indietro, probabilmente rifarei tutto da capo. O quasi. Non biasimarmi nemmeno tu, Babbo Natale, ti prego. Cerca di capirmi.
Perché è vero che sono stata io la prima a comportarmi male, e soprattutto sono la prima a non avere il diritto di chiedere qualcosa. Però è anche vero che non mi sarei mai lanciata in certi comportamenti se non avessi avuto intorno persone che mi hanno spinta a farlo.
Insomma, non è del tutto colpa mia, su questo ne converrai. Sono solo umana, in fondo.
Questa è la mia ammissione di colpa, Babbo Natale.
Nonostante la mia consapevolezza di essere stata cattiva, però, voglio almeno provare a farti qualche richiesta. Niente di impegnativo, s’intenda. Ma voglio provare lo stesso.
Babbo Natale, per favore, quest’anno per Natale vorrei che le persone a me care trovino un po’ di serenità.
Vorrei che Mina trovasse la forza di andarsene di casa, una volta per tutte: le farebbe bene, e farebbe bene anche agli altri miei zii e a mia nonna.
Vorrei che Chiara trovasse qualcuno che le restituisca un po’ di tranquillità, che la porti coi piedi un po’ più per terra, che possa essere un buon padre per Mattia. E vorrei anche che la smettesse di regalarmi vestiti brutti per Natale. Ma questo forse è troppo anche per te.
Vorrei che mio padre smettesse di essere così musone e chiuso, più che altro perché mia madre non ne può più di sentire me e lui litigare tutte le sere per delle stupidaggini.
Vorrei che Sil non avesse più troppi pensieri con Matte e con sua sorella, che trovasse un po’ di stabilità, che tornasse ad essere felice e che non debba più preoccuparsi per l’università.
Vorrei che Flò passasse un Capodanno migliore di quello di quest’anno: un primo di gennaio come il suo non è augurabile a nessuno. Vorrei che non si ripetesse, anche per Zia.
Vorrei che Glò riuscisse a far sparire seriamente dalla propria testa la sua personale ossessione, che trovasse qualcun altro che le possa occupare la mente senza renderle contemporaneamente difficile il respiro. Vorrei che venisse a Torino, nel prossimo anno, se possibile. Anche solo qualche giorno.
Vorrei che Aje, Pier e Diò non mi lasciassero, ma vorrei anche che potessero fare quello che sta loro più a cuore: non sarei così dispiaciuta, se sapessi che la loro partenza li renderebbe più felici.
Vorrei che le mie vecchie amiche, che ho ritrovato da poco, non cambino mai da come sono: il mondo non sarebbe più lo stesso senza Greppina che punta a diventare Magnifica, senza Ciuffi che rovescia beute in laboratorio, senza Eli con cui fare ogni volta scene alla “Carramba che sorpresa”, senza Ale che dispensa consigli con aria flemmatica, senza Pina che mi accompagna a tutti gli incontri con Travaglio, senza Fra che è Fra. La rotazione terreste invertirebbe il suo senso, se venisse a mancare una qualsiasi di queste cose.
Infine, vorrei che mi portassi tanta buona volontà perché possa rendere effettivi tutti i buoni propositi per l’anno nuovo.
Fine.
So che è molto, quello che ti chiedo: infatti, se non potessi portarmi niente di tutto questo, non mi arrabbierei.
In fondo, non sono stata buona, e forse non mi merito niente.
In ogni caso, ti ringrazio di aver almeno letto la mia lettera.
Buon Natale, Babbo Natale.
A.
in ogni caso, buon Natale a tutti.
oOLaFataVerdeOo
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