smantello camera mia, in previsione di cambiare colore ai muri (quand'è stata l'ultima volta? anni fa, ormai....) e, liberando la libreria, scovo, dietro milioni di libri di scuola, appunti della Quarta Ginnasio e quaderni mai usati, tutti i diari degli ultimi cinque anni.
non li apro, perchè so che finirei seduta sul letto a leggere e piangere, ma li guardo da fuori. le mie Smemo. non ho mai preso un altro diario.
in Quarta, la Smemo. blu. il tema era la pace.
davanti ci ho appiccicato un mega adesivo colorato col simbolo della pace (appunto) e un foglio col nomignolo che usavo all'epoca: Heaven.
dietro c'è un quadrifoglio fatto seccare, e un post-it che dice "ma ti costerebbe COSI' tanto portare un po' di fortuna?! ..stupido quadrifoglio.."
sul fianco avevo attaccato la foto di una strada, una di quelle dritte e senza fine, e la scritta "on the road".
e così è stata la Quarta Ginnasio: l'inizio, il mettersi sulla strada e cominciare a camminare.
in Quinta era rosso fuoco. il tema, "m'ama, non m'ama".
davanti c'è un po' di tutto: due coccinelle, due koala, un adesivo con la croce occitana. e poi avevo ritagliato da un pacchetto di sigarette di mia madre la frase "il fumo uccide". sotto ci avevo aggiunto "ma anche io non scherzo"...
dietro, una vignetta che dice "se questo è il disegno di Dio, Dio non sa disegnare", e un disegnino di Sil: uno dei nostri Sublimi Rappresentanti (il mio Crestino Adorato, naturalmente. nemmeno a dirlo.)
sul fianco, una frase di una canzone dei Picnic At The White House dell'86: "scream: we need protection!".
e così è stata la Quinta Ginnasio: avevamo bisogno di protezione, è stato un anno freddo e difficile.
in Prima era verde acido. il tema, "immagina che...".
davanti compare per la prima volta quello che sarà poi il tormentone: un "LaFataVerde" con tanto di ali colorate (di verde, ovviamente). un paio di coccinelle sugli angoli esterni, la classica "ibis redibis non morieris" e una delle mie malattie mentali scaturite durante l'ora di inglese: Romeo sotto il balcone di Giulietta, che dice: "o Giulietta... se salgo, si tromba?". la didascalia recita "il romanticismo è morto".
dietro nulla: ho solo colorato di verde una foglia già disegnata, e di rosso una A di anarchia, anche quella già presente.
il fianco è memorabile: "one more time", seguito da tre punti eslcamativi. il motto della Gita in Grecia.
e così è stata la Prima: dovrebbe tornare e ripetersi mille volte. l'anno più bello e completo che potessimo avere.
in Seconda era bianca. il tema, "be free".
davanti, niente, tranne un adesivo della Smemo stessa, che ribadisce il "be free".
dietro, nemmeno quello. è rimasta intonsa.
sul fianco, una frase Zen: "l'ostacolo è la via".
e così è stata la Seconda: bianca, vuota, quasi da dimenticare. un ostacolo che però è stato la via per la Terza, per la fine.
quest'anno, infine.
quest'anno era rosa. sì, rosa. dovevo sublimare un desiderio di rosa, a settembre, e ho optato per il diario.
davanti c'è un adesivo della Smemo con un edificio di Berlino, e la scritta: "da Berlino con furgone". poi, una mucca, e il motto della Balenga Team: "perchè le Mucche vinceranno sulle Vacche". e anche una frase storica della Barto: "per interrogare e morire c'è sempre tempo" e una di Rob: "sane ego te vocavi! forsitan capedictum tuum desit..." (che, Rob stesso, traduceva con: "certo che ti ho chiamato" forse la tua segreteria telefonica è rotta...").
dietro, un'altra massima Robbiana: "quomodo cogis comas tua sic videri?" ("come fai ad acconciarti i capelli così?"); una frase di Plotino ("francamente, il vivere quaggiù non è che crollo, ed esilio, e perdita d'ali. la vita vera è solo lassù"); una frase presa da un libro di Benni ("la Luce non cancella l'ombra, l'ombra cancella la Luce: il Giorno gioca con te, poi t'abbandona: sarà la Notte la tua padrona").
sul fianco, poi. sul fianco della mia Smemo rosa, quest'anno, si sono alternate un sacco di cose, ma è l'ultima che conta...
una striscia di foglio quadrettato. "the last good day of the year", a sinistra. poi, un grosso "love is gone" rosso. sotto, "credo che mi taglierò, per questo.. ahsi" (giallo); "leben ohne liebe ist kein leben" (verde. frase trovata scritta da qualche parte tra Berlino, Norimberga e Ratisbona -ad una traduzione posteriore, scopriremo il significato: "la vita senza amore non è vita"). ancora più sotto, in blu, una frase dei Rammstein: "ich liebe dich, ich liebe dich nicht, ich liebe dicht mehr" (che sarebbe "ti amo, non ti amo, non ti amo più". allegria.) infine, a destra c'è un "guest star" che ci indica Darth Vader, il quale ci fa sapere che "io continuo ad essere mio padre" (e questa si deve a ciò che prima c'era, ovvero il buon Darth che diceva "io sono mio padre". e non chiedetemi come ci era uscita, non ricordo).
e così è stata la Terza: un "love " che è "gone", un amore che se n'è andato, partito, finito.
"credo che un sogno così non ritorni mai più", dice una canzone che conoscono tutti (e che io proporrei come inno nazionale).
non torna, ma c'è stato. nel bene, nel male. per come è iniziato e per come è finito. per come è stato e per come avrei voluto che fosse, anche se non poteva essere (fingendo bellamente che il destino esista, anche se non ci credo).
grazie, in ogni caso, per questo amore di cinque anni. un amore un po' strano, che c'era e non c'era, che andava e veniva. un amore pendolare, ma bello lo stesso.
devo anche a Voi come sono diventata, e vi ringrazio. tutti e tutte. grazie, ragazzi. grazie mia bella Quarta/Quinta/Prima/Seconda/Terza Bi. grazie. per avermi accompagnato e per esservi fatti accompagnare. dal primo all'ultimo, senza esclusione di colpi.
[così mi sono persa anche io nei ricordi, e ho fatto il mio elogio funebre al Liceo. speravo di non caderci, perchè sapevo che sarei diventata patetica, ma forse è meglio così. è meglio che rimanga scritto nero su bianco, quello che penso, per evitare ripensamenti futuri. questo è esattamente quello che ho in testa, riguardo questi cinque anni. e volevo che lo sapeste tutti.]
oOLaFataVerdeOo
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