domenica, 12 ottobre 2008, ore 01:38

[in diretta dal pc di Flò]
alla fine è stata più bella quella dell'anno scorso.
per vari motivi.
prima di tutto perchè c'era Pasquero, che quest'anno ha disertato.
poi, perchè è durata poco: sono le due e mezza e siamo già in pigiama con la tazza di camomilla. l'anno scorso siamo andate a letto alle cinque, essendo uscite alle quattro e mezza.
è durata poco, troppo poco. poi, non vogliatemene, ma con l'animazione del gruppo di teatro era un'altra cosa. più viva, più versatile.
e più libera, perchè chi se la sentiva, andava. invece questa volta hanno fatto una specie di scaletta.
no, no.
meglio l'edizione passata.
mi ha un po' delusa.
...
terminiamo in bellezza col magone di fine serata, e andiamo a letto.
buonanotte, gente.
oOLaFataVerdeOo
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categoria : i luoghi delle parole

lunedì, 06 ottobre 2008, ore 17:31

mi sento prigioniera allo stesso modo del Lettore di "Se una notte d'inverno un viaggiatore", da ieri sera.
vi spiego il motivo.


siamo andate, io e Greppina, ad un incontro de "I luoghi delle parole" (e pensare che è già passato un anno dalla scorsa Notte dei Librivori mi fa venire la pelle d'oca...).
c'era un incontro di "pugilato letterario".
in pratica che hanno fatto. due pesi massimi (in particolare, erano Paolo Nori -no, nemmeno io sapevo chi fosse- e Marco Travaglio -si, proprio quel Marco Travaglio, quello che è un genio spietato, un bastardo all'ennesima potenza e, allo stesso tempo, talmente un bell'uomo da farmi essere concorde alla clonazione solo perchè, Travaglio, lo vorrei anche io...-) si scontrano per un libro. in questo senso: uno ne parla male, cercando di convincere il pubblico che c'è di meglio da leggere; l'altro ne parla bene, cercando di convincere i presenti a leggerlo immediatamente.
il libro in questione era "Il compagno Don Camillo", Travaglio ne doveva parlare bene, Nori ne doveva parlare male; poi si votava e, per alzata di cartoncino colorato, si decretava il vincitore dell'incontro.
dunque, io "Il compagno Don Camillo" non l'ho mai letto, ulteriore motivo che mi ha spinto ad andare a sentire questo scontro (il motivo principale è molto ovvio: Travaglio).
è stato splendido.
entriamo, ci consegnano i cartoncini e il regolamento. lo scontro è diviso in sei round e due votazioni, una alla fine del terzo round, una alla fine del sesto.
io e Greppina in prima fila; la mia faccia, quando entra Travaglio sul palco, è così: *o*
parte proprio lui: il primo round è (cito dal programma) "il round del bello stile: dove si parla di retorica, dell'arte di usare la lingua".
Travaglio fa un intervento pertinentissimo: legge qualche riga, parla della lingua di Guareschi in relazione al periodo in cui scrive. insomma, ci convince che non ci sia niente di meglio da leggere. applausi.
è il turno di Nori.
si alza, il libro in mano, e dice: "mah... io sono d'accordo con Marco".
occhiate perplesse: ma non doveva dargli contro?
prosegue: "sì, perchè Guareschi ha un bello stile, è vero... però c'è un autore russo dei primi del Novecento, Charms, che scrive cose del tipo..." e si mette a leggere una poesia senza senso, una di quelle cose surreali all'ennesima potenza. la poesia è questa qua:
Una vecchia, per la troppa curiosità, s’è ribaltata dalla finestra, è caduta e s’è sfracellata.
Dalla finestra s’è sporta un’altra vecchia, e ha cominciato a guardare in giù quella che si era sfracellata ma, per la troppa curiosità, s’è ribaltata anche lei dalla finestra, è caduta e s’è sfracellata.
Poi dalla finestra s’è ribaltata una terza vecchia, poi una quarta, poi una quinta.
Quando s’è ribaltata la sesta vecchia mi sono stancato di guardarle, sono andato al mercato Mal’cevskij, dove, dicevano, a un vecchio cieco avevano regalato uno scialle fatto a mano.
facce sempre più perplesse, partono le risate. risate che proseguono alla seconda poesia, e poi alla terza, sempre più assurde.
poi Nori si siede, l'arbitro suona il gong per segnalare la fine del suo turno e, dopo l'applauso Nori alza una mano e fa: "posso solo finire il concetto?"
"certo!", replica l'arbitro.
"no, volevo solo dire che a me questo piace di più".
ancora risate, più forti. applausi.
tocca a Nori aprire il secondo round, che è "il round del tessitore: dove ci occupiamo della trama".
dunque, Nori si alza e dice: "mah, le trame di Guareschi… non lo so… però c’è un autore russo dei primi del Novecento, Charms, che scrive cose tipo…" e legge altre tre o quattro poesie, sempre dello stesso tipo di prima. le risate non si contano nemmeno più. applausi.
Travaglio, invece, sostiene tesi inoppugnabili, legge un pezzo del libro, ci fa esempi di altri scrittori di quel periodo: insomma, rimane nel suo ruolo e lo fa alla grande. applausi.
è quindi la volta del terzo round, quello "dell’anima: 'Ecco, finalmente, uno scrittore che non aveva paura delle emozioni. Ironia e dolore erano intrecciati tra loro con straordinaria semplicità. Quando cominciai a leggere il libro mi parve che mi fosse capitato un miracolo, grande e inatteso'. È Charles Bukowski a scrivere queste parole. Sta parlando di -Chiedi alla polvere-, di John Fante. Più avanti dice anche 'terminato -Chiedi alla polvere-, tornai in biblioteca in cerca di altri suoi libri. Ne trovai due. Erano dello stesso tipo, scritti con le viscere e per le viscere’. Ecco, si può dire qualcosa di simile del libro di stasera?".
parte Travaglio: si concentra sulla parte ironica del libro, legge qualcuno dei pezzi più divertenti. poi passa a leggere la parte in cui i protagonisti tutti si trovano davanti al cimitero degli italiani in Russia, che è un pezzo bestiale, fa venire le lacrime agli occhi, sul serio. in questo modo ci convince sempre di più a leggerlo.
poi però è la volta di Nori.
vediamo se siete del lettori attenti: cosa può aver detto, nel momento in cui si è alzato?

se avete risposto "parla di un certo autore russo", avete indovinato.
infatti, si alza e comincia: "no, no, quello che ha detto Marco… io sono d’accordo. però… c’è un autore russo dei primi del Novecento…"; e giù di nuovo con una sequela di poesie surreali da farci piegare sulle sedie.
è finito il terzo round, bisogna votare una prima volta. panico. Io e Greppina ci guardiamo, sconvolte: tu per chi voti? no, tu per chi voti? oddio, chi votiamo?!
decido per Nori, con molta sofferenza.
l'arbitro ci spiega che non ha la minima intenzione di mettersi a contare tutti i cartellini: ci dice di guardarci intorno, accordarci con qualcuno che abbia espresso il voto opposto al nostro e abbassare entrambi i cartoncini (si tratta del "metodo Ardemagni", a sentire lui). facciamo così. rimangono tre o quattro cartoncini sollevati, azzurri: minimo vantaggio per Travaglio. mi sento meno in colpa...
partono col quarto round, "il round dell'altra gente: se, anzichè un match pugilistico, quello di stasera fosse un processo, questo sarebbe il momento di fare entrare i testimoni. opinioni illustri o anche no, vere e dimostrabili, oppure del tutto inventate, pro o contro il libro di cui stiamo dibattendo".
Nori si alza, tranquillo: "io vorrei solo fare un confronto, ecco. a questo proposito, vorrei leggervi qualche poesia di un autore russo dei primi del Novecento..."
XD
non ci sono parole per descrivere quanto stessimo ridendo.
quando finisce, è la volta di Travaglio. tranquillo, sorride e fa: "io mi scuso se continuo a parlare di Guareschi... mi rendo conto di essere monotono, mi dispiace"... XD
legge poi un'opinione di non so più chi (che, naturalmente, ne parla benissimo) e poi un'altra, senza dirci prima l'autore. io e Greppina ci guardiamo: entrambe sospettiamo sia sua, ma lui, sempre serio, smentisce la nostra tesi, annunciando, dopo averla letta, che è di Baricco.
cioè.
mi ha citato Baricco.
bon.
mi dispiace per Nori, ma, per quanto mi riguarda, ha vinto Travaglio... XD
quinto round, il "round ad ostacoli: questo round ve lo spieghiamo dopo", c'è scritto sul programma. e infatti ce lo spiega l'arbitro: Travaglio deve trovare delle critiche da fare al libro che sta difendendo, Nori deve trovare qualcosa di bello.
ed, effettivamente, Travaglio fa delle critiche, limitatamente all'introduzione, che, dice, bisognerebbe integrare con una spiegazione di quello che accadeva in Italia all'epoca di Guareschi, perchè non tutti i lettori di oggi potrebbero capirla, e si potrebbe pensare tutt'altro.
Nori, altrettanto ovviamente, non parla minimamente di Guareschi, e, invece, legge qualche poesia di "un autore russo dei primi del Novecento...".
ultimo round, "la stretta finale: è l'arringa conclusiva, quella in cui si sparano i colpi migliori, fin qui tenuti nascosti. è in questo round che ogni contendente può sfoderare quella che considera la propria arma segreta".
ed è in questo round che Nori ci fa letteralmente morire dal ridere, leggendo un dialogo stupidissimo, che, appena riuscirò a trovare, ve lo posterò, perchè ne vale la pena eccome!
dopo essere morti dalle risate, ci lasciamo cullare dalla voce di Travaglio, che, dice, lascia la parola a Guareschi stesso, e ci legge un lungo pezzo del libro. io, in quel momento, sono in modalità "bimba che ascolta le fiabe lette dal papà" (sì, più o meno come l'anno scorso, quando Pasquero aveva letto "Il principe felice"): perdo il senso del tempo e rimango, letteralmente, a bocca aperta ad ascoltare Travaglio.
riemergo da quella strana amosfera quando smette di leggere e parte l'applauso.
è il momento della decisione finale, bisogna decretare il vincitore.
sollevo il cartoncino azzurro, con qualche esitazione, e solo per la citazione di Baricco.
vince Travaglio, alla grandissima: trenta o quaranta cartoncini azzurri rimangono sollevati, è vittoria piena. applausi a Travaglio, ed enorme applauso anche a Nori, che, in ogni caso, è il vincitore morale.
qualche domanda qua e là, poi usciamo.
io sono in stato estatico, Greppina cerca di farmi pronunciare parole diverse da "oddio" e "ma che bell'uomo", ma con scarsi risultati.
siamo tutte e due d'accordo su una cosa: bisogna procurarsi un libro di questo "autore russo dei primi del Novecento", perchè è assurdo.
la serata finisce con noi in macchina che torniamo a casa, e Greppina che mi parla bene de "L'eleganza del riccio", io che le parlo abbastanza bene de "La solitudine dei numeri primi" e lei che mi dice che ha letto le "Lezioni americane" di Calvino e che, in questo modo, ha scoperto un sacco di autori. insomma, la scena che si presenta sempre quando io e lei siamo insieme: finiamo a parlare di libri in qualsiasi occasione (basti ricordare la gelida mezzanotte davanti a un rifugio in Francia...), dandoci spunti l'un l'altra.

questa era la premessa.
ora vi posso spiegare perchè mi sento prigioniera allo stesso modo del Lettore di "Se una notte d'inverno un viaggiatore".
perchè Greppina me l'ha nominato, ieri sera, questo libro.
io mi sono ricordata di averlo in casa.
due più due fa quattro: mi sono messa a leggerlo (soprattutto perchè "Il compagno Don Camillo" è ancora a casa di mia nonna, e mio padre me lo porta a casa stasera, e perchè la domenica alle otto le librerie sono chiuse, e non potevo andare a cercare qualcosa di Charms. e anche perchè non avevo più niente da leggere).
l'avete mai letto?
se non l'avete mai letto, fatelo.
è... assurdo. splendido e assurdo.
non voglio rovinarvi la sorpresa, per cui vi sprono a leggerlo.
vi dico solo che mi sento prigioniera come il Lettore perchè, arrivata a pagina 180, ho trovato l'incipit di un libro che non ho mai letto. ho scoperto essere "Delitto e castigo", e domani andrò a Torino senza avere lezione, solo per infilarmi in libreria e cercare "Delitto e castigo", "L'elenganza del riccio" e "I casi", di Charms.
ora, se volete sapere di più, leggete "Se una notte d'inverno un viaggiatore".
così, magari, finite anche voi prigionieri come il Lettore e come me.

P.S. in quest'ultimo caso, fatemi sapere qual'è la vostra lista di libri, per favore: potremmo scambiarcele e invischiarci ancora di più! :)
oOLaFataVerdeOo
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