14 febbraio.
san Valentino, mi dicono. o meglio, san Lavandino, che è quello di cui ho bisogno ora, visto che mi viene da vomitare.
caccia al primino deprimente. conveniva arrivare con le salviettine struccanti, piuttosto che con i pennarelli.
oggi l'aula sembrava un vivaio, con tutti quei mazzi di rose. cinque o sei a Chiara da parte di Fabio. una a gambo lungo (cimitero?) a Paola da parte di Dani. una o due (non ho visto bene) a Simo da parte di Dipe, oltre all'annuncio sulla Periferia. otto a Silvia da parte di Matte, che oggi facevano pure otto mesi, guarnite di ciondolo (Sil, sei una taccagna XD).
Fede che chiede a Ile di sposarla con il mazzo di rose di Chiara, la Carra che entra, ci guarda e fa: "oh, che belle! di chi sono?"
"di Chiara"
"e voi, tutte single?"
noi annuiamo, meste.
lei guarda me e mi fa: "tu single??"
"prof..lasciamo perdere, vuole?"
*segue spiegazione sommaria*
"ah. eh, beh. oh, ma tranquilla. ne trovi un altro"
"non so se lo voglio, sa? tanto, che me ne faccio? son tutti uguali.."
eccetera.
comunque.
Fede mi ha regalato un ramo della siepe che c'è in cortile. è stato carino, da parte sua ^^
poi, versione di greco. intraducibile. se pure Robi ha avuto dei problemi, è tutto dire.
finisce (l'ora, non la versione. quella l'ho lasciata a metà..), consegno, torno al posto a raccattarmi la roba, sento Stella che saluta qualcuno, alzo gli occhi e chi mi vedo sulla porta?
ovvio. E*.
vaaaa bene. è proprio giornata, vedo...
Robi, Chiara e Paola mi guardano tristemente e Bea mi fa: "Agne, hai tutto il nostro appoggio".
grazie, ragazze.
faccio per uscire, zaino sulla spalle, giacca in una mano, chiavi della macchina nell'altra, e, naturalmente: "Agnese, ti posso parlare?".
si. si, forse è meglio.
"Anna, tò le chiavi".
lei, Pier e Ale escono. noi ci piazziamo su un banco abbandonato in corridoio.
in fondo, è stato un dialogo anche piacevole, sotto un certo punto di vista. per lo meno è stato civile.
ribadisco che l'ammiro. da quello che ho visto, ha un ottimo carattere. vorrei essere flemmatica la metà di quanto lo è lei. non credo ce la farò mai, ma comunque.
vengono fuori cose graziose, da questo dialogo. molto graziose. ma sorvoliamo, che non voglio trattarle in questa sede.
il succo è che ad entrambe ha fatto piacere parlare con l'altra, e già questo mi sembra abbastanza bello. mi ha lasciato il suo numero, perchè "così mi dici come rimanete, quando vi parlate. ma tranquillamente, non importa. però, visto che lui può dirmi cosa vuole, come ha fatto fino ad ora, almeno ho un confronto e sono sicura di sapere davvero cosa vi siete detti".
giustissimo. che poi gliel'ho anche detto: è libera di credere a chi vuole, dei due, ma io le ho detto esattamente le cose come sono andate, per quanto ne sapevo io.
bon.
oggi pomeriggio ho visto Luta, che le dovevo passare due dispense da parte di Ali. caffè, mezz'oretta di chiacchiere, tranquille.
poi salto alla Coop a comprare il cioccolato, e biscotti di san Faustino, che domani si festeggiano i single a suon di calorie. ma, in fondo, a noi, cosa ce ne frega?
CIUSTO?
ciusto.
e allora.
buon san Lavandino, gente accoppiata.
e buon san Faustino agli altri.
(ma se arrivo a non festeggiare venti san Valentini di fila, vinco un orsacchiotto?)
"San Singolino"
Dedicato ai cuori solitari per scelta. Altrui.
Quelli che sono stati appena lasciati e non ci stanno.
Quelli che ci starebbero anche, se solo trovassero qualcun altro disposto a stare con loro.
Quelli che fanno gli innamorati di riserva e da svariate festività aspettano che lui/lei lasci il titolare.
Quelli che “io dall’amore non mi aspetto più niente”, ma sperano ancora di aver detto una bugia.
Quelli che non sanno che sapore ha un bacio, o non se lo ricordano più, e oggi mangeranno troppi cioccolatini.
Quelli che se lo ricordano benissimo e mangeranno troppi cioccolatini lo stesso.
Quelli che “ma come cantava Baglioni, strada facendo troverai anche tu un gancio in mezzo al cielo?”
Quelli che “ma fammi il piacere!” e alzano la testa, così, per controllare.
Quelli che la testa non la alzano più e invece gli farebbe bene.
Quelli che leggono che oggi, san Valentino martire, gli italiani spenderanno 800 milioni di euro in fiori, peluches, messaggini telefonici e cene a base di carciofi e pensano: “Dove andremo a finire?”
Quelli che vorrebbero finire proprio lì, sepolti da fiori e peluches, a scambiarsi messaggini fra i carciofi.
Quelli che “se potessi tornare indietro” o “se riuscissi ad andare avanti” e intanto intralciano il traffico.
Quelli che si sentono esclusi, sconfitti, diversi, incompresi, inadeguati: soli, eppure sono tantissimi.
Quelli che non sentono più niente e, dopo averlo rincorso invano, adesso scappano dall’amore.
Quelli che tanto l’amore prima o poi li raggiunge.
(Massimo Gramellini, 14 febbraio 2003)
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