mercoledì, 22 ottobre 2008, ore 18:09

ieri sera ho avuto la pessima idea di spegnere il cellulare.
pessima, perchè stamattina, c.v.d., non si accendeva più.
così, ho agguantato al volo quello vecchio, ma, nel frattempo, l'altro si è acceso, quindi ok.
ok fino alle tre e mezza, quando si è spento perchè scarico.
così ho di nuovo spostato la sim.
arrivo a casa e vedo sul tavolo la chiavetta di mia zia: "di ha bisogno, stavolta?", chiedo, rassegnata.
"mah, doveva stampare una lettera, ma è in un formato strano...", mi risponde mia madre.
bene, vediamo questo fantomatico "strano formato". accendo i fisso, inserisco la chiavetta.
in effetti, tanto normale non è: io, un file .odt non l'avevo ancora visto.
mia madre ha già provato ad aprirlo con Word. risultato: una serie di codici di comando, senza senso.
ok, cerchiamo su Internet.
scopro essere l'estensione di file aperti con Open Office (checazzo è?).
otto secondi a trovare il programma, un quarto d'ora per scaricarlo.
alla fine, riesco a stampare la lettera. chiamo mia zia per sapere che cavolo di computer ha usato per scriverla: non trovo lei, ma l'altra mia zia, che dice di averla scritta lei sul suo pc, comprato nuovo a giugno, quindi con quella meraviglia della tecnologia che è Vista (mode ironia: ON).
si viene a prendere la lettera, mi dice. ok.
nel frattempo, metto a caricare il cellulare, spostando un'altra volta la sim.
nel momento in cui scrivo, è sotto carica da un'ora e mezza, ed è un'ora e mezza che sta tentando di accendersi, senza risultato.
mia zia arriva, si prende chiavetta e lettera e se ne va.
accendo quindi questo cazzo di portatile.
che, molto graziosamente, mi fa apparire una schermata nera con delle bianche parole che mi avvisano che "Windows non può essere avviato perchè un file di sistema
manca, o è stato danneggiato".
curioso. fino a ieri funzionava.
spengo di brutto, riaccendo.
questa volta parte (altrimenti non sarei qui a scrivere, ma starei invocando il dio Nànos -sì, è vero che è il protettore delle stampanti a getto d'inchiostro, ma viene in aiuto anche in questi casi-). mi prende per il culo, probabilmente.
intanto, il cellulare ce l'ho ancora spento, e non perchè per me tu sei troppo sbattimento, come direbbero i concittadini di quel simpatico burlone di Mathieu (che, tra l'altro, oggi si è messo a parlare ai passerotti, in mezzo a Piazza Vittorio, e a sputare contro i piccioni), ma perchè è stupido.
così domani mi si prospetta un'allegra gita fino in fondo a Corso Regina al centro servizi Motorola.
ma, visto che è la quarta volta in otto mesi, glielo sbatto sul muso, il telefono, e non più sul bancone.

la tecnologia mi odia.
sto seriamente pensando di comprarmi un Commodore 64 e un Nokia 3310: almeno hanno sempre funzionato senza dare problemi a nessuno.
oOLaFataVerdeOo
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martedì, 30 settembre 2008, ore 10:33

sempre per la serie "le verità della mia panettiera".
dopo il grande successo di "sai che con quel taglio di capelli sembri Trilli di Peter Pan?!", vi presentiamo la novità di oggi...
mi vede per strada mentre sto andando verso il suo negozio, la saluto e lei: "che faccia triste, oggi! non sembri tanto Trilli...".
e, a questo, va sommato anche il marito della sunnominata panettiera: entro in panetteria, lui esce dal retro del negozio, mi saluta e mi fa: "eh, oggi non trilli mica tanto...".

no, oggi non trillo.
proprio per niente.
oOLaFataVerdeOo
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giovedì, 05 giugno 2008, ore 16:48

sto cominciando a pensare che l'universo ce l'abbia con noi.
perchè?
perchè per quattro anni ci siamo scoglionati a fare le gare di atletica, confidando nel fatto che, arrivati in Terza, avremmo finalmente smesso... e invece no!
perchè per quattro anni le gare le abbiamo fatte, e mai una volta che le abbiano sospese... e quest'anno!
perchè la nostra profaccia di ginnastica dice certe cose a noi... e agli altri, invece!

mi spiego: andiamo trallallero trallallà a far i giudici alle gare.
numero di classi terminali presenti: due. noi e la Quinta Bi, che ormai facciamo tutto insieme.
non comincia a diluviare, no. ti pare.
e prova tu a prendere le misurazioni del lancio del disco con la pioggia. prova tu quanto è bello e gratificante. prova tu, che già è difficile all'asciutto, con i dischi che ti arrivano in testa, e figurati se piove.
poi, annullano il salto in alto. ovvio: il materasso è fradicio.
annullano anche gli 80 metri. ovvio: se non vuoi ammazzarti, che la pista sembra più adatta allo stile libero.
annullano pure il salto in lungo. ovvio: la sabbia ormai va bene per farci i castelli.
risultato?
tutta la scuola sotto gli spalti.
voci dicono che le quinte (quali, Cristo?? "le quinte"! come se ce ne fossero ottomila!) possono andare via. la Barto ci intima di andare a chiedere a quella stordita facciadicazzo della Barbero.
qualcuno va, e torna dicendo: "ha detto che possiamo andare, però a scuola!"
vabbè, è già qualcosa. piedi marci, pantaloni fradici, capelli che non ne parliamo, ma almeno dentro scuola non piove.
andiamo.
arriviamo e ci sentiamo dire che agli altri, quelli di Quinta Bi, quella puttana della Barbero ha detto di ANDARSENE A CASA TRANQUILLI.
oh, ma vaffanculo. che siamo, i figli della serva?
meno male che Stella è ragionevole: "vi dico un attimo le medie, poi vi lascio andare. e se mi dicono qualcosa, rispondo che la Barbero ha detto che potevate andare a casa".
emmenomale!
così, con la che Carra strilla che non ha un nessuna voglia di andare di nuovo al campo a recuperare gli altri, che sono minorenni e devono essere accompagnati, e che (sottintendendo un "porca puttana") i prof di ginnastica potevano anche evitare di insistere tanto per queste stupide gare, visto che son tre settimane che piove; Stella che ci dice le medie e Villa che ci dice direttamente le domande che ci farà agli orali, finiamo in bellezza e ce ne andiamo a casa.

ma ditemi voi se non era meglio starsene a casa.
oOLaFataVerdeOo
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martedì, 27 maggio 2008, ore 20:57

ho un'idiosincrasia verso Marx.
questo è assodato.
oOLaFataVerdeOo
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lunedì, 05 maggio 2008, ore 17:30

febbre. evviva.
raffreddore. evviva evviva.
tosse convulsa e nervosa. evviva, evviva, evviva.


continuo a sostenere che Baricco sia l'uomo della mia vita. ieri ero in crisi-tesina, e meditavo di cambiare argomento, abbandonando la metamorfosi per rifugiarmi nel caso.
poi però, guardando "che tempo che fa", dove c'era appunto Baricco che presentava il suo ultimo libro, e sentendo che parla (il libro, s'intenda) della mutazione, ho riabbracciato il mio buon argomento, ed ho eletto Baricco a mia musa ispiratrice.

simulaccia di terza prova andata (affanculo).
ha ragione Giusi: se la terza prova è così, prendo 15 senza aprire un libro. non è che mi son fatta suggerire qualcosa... è piuttosto che ho copiato tutto, dall'inizio alla fine, ecco.
e però il compito di latino era una puttanata. che cazzo di domande s'è inventata, non lo so.
fanculo.

insomma. sono andata a fare i raggi alle ginocchia, ma sabato Antonio mi ha detto che li aveva fatti anche lui e non erano serviti a niente, perchè la cartilagine non si vede, dai raggi. per quanto io speri di non avere il menisco a puttane, non dubiterei del fatto che siano inutili i raggi, dal momento che mi li ha richiesti la mia doc. vedremo.

ho una voglia smodata di Fonzies.
adesso ne afferro un pacchetto, prendo il cuscino e il plaid e mi vado a spalmare sul divano, oh yeah.
oOLaFataVerdeOo
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lunedì, 03 marzo 2008, ore 20:46

storia la so?
forse.
continuo a non ricordarmi la rivoluzione russa, ma a questo punto la riprendo mercoledì.

grande Agne che è partita secca coi comportamenti infantili! grande!
adesso non va più di moda, salutare la gente?
brava. molto maturo, da parte tua, togliere il saluto. brava, bella mossa.

ho visto "il corvo", sabato sera.
e, oltre alla classica "non può piovere per sempre" (alla quale ho personalmente aggiunto "io confido almeno in un arcobaleno", alla quale Aje ha replicato "io confido in un arcobaleno alto uno e ottantacinque"), due sono le frasi che hanno colpito la mia attenzione.
una, in realtà, è tratta da "paradise lost", di Milton, e dice "sbalordito il Diavolo rimase quando comprese quanto osceno fosse il Bene"; e l'altra, invece, dice "tutto il potere del mondo è contenuto negli occhi.. e a volte essi sono più importanti delle persone cui appartengono".
o no?
io direi di sì.

ho cominciato (e pure finito) un gran bel libro della Mastrocola.
"più lontana della luna". bello, davvero.
e ribadisco che negli anni '70 era tutto più facile.
"perchè, se la spiga nasce, il grano poi ondeggia. non c'è più niente da fare. l'unica sarebbe che la spiga non nascesse mai. ma se è nata, è nata. chiaro: se ti innamori, non ti passa."
ecco.
e vaffanculo.


il mio computer sta dando i numeri: apro MSN, mi dice che c'è un errore e che l'applicazione deve essere terminata, se no un'orda di gremlins si introdurrà in casa mia, sfasciando ogni cosa e mangiando tutte le scatolette di tonno. poi, senza "attendere l'input da parte dell'utente", chiude il programma. così. a priori.

credo di non ripetere abbastanza spesso che ho un amico meraviglioso. devo cominciare a farlo più sovente.
è che è in questi casi, sempre più rari, che mi rendo conto di essere fondamentalmente stupida.
ma sì.
io son quella che dice sempre agli altri di non fidarsi delle persone, e poi però sono la prima a cascarci.
c'è da essere cretine, eh.
è che penso che, cristo, mi stavo dando, per una volta, ed era la volta sbagliata.
ma allora ho perso ogni capacità di giudizio?
no, è che non devo fidarmi della gente, tutto qui.
non fino a certi livelli, ecco.
però ad altri sì, più bassi.
per questo ribadisco che ho un amico meraviglioso, e quell'amico è Luca.
e bon.


non ho di nuovo fatto la versione di greco. cacchio.
oOLaFataVerdeOo
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lunedì, 18 febbraio 2008, ore 19:52

"Oh, non ve lo ripeto più, eh!
La vita non è perfetta!
Le vite dei film sono perfette, belle o brutte, ma perfette.
Nelle vite dei film non ci sono tempi morti, mai!
E voi ne sapete qualcosa, di tempi morti, eh?"


sì, io personalmente ne so qualcosa, di tempi morti.
ne so qualcosa eccome.
ne so qualcosa quando sto dalle tre alle cinque seduta davanti al quaderno di matematica aperto sempre alla stessa pagina, e mi riscuoto solo quando mia madre entra per chiedermi se mi è venuto un ictus, visto che ho gli occhi spalancati e fissi.
due ore a fissare il vuoto. due ore. un record.
ne so qualcosa quando cerco su internet un qualcosa che mi dia lo spunto per un confronto di due poesie di Montale e mi ritrovo senza sapere come sul sito della Coca Cola. io. sul sito della Coca Cola. che sono almeno quattro anni che non la bevo più, salvo concerti.
ne so qualcosa quando a cena mi blocco con la forchetta a metà percorso, senza apparente motivo la poso, bevo, la riprendo, facendo attenzione a sfilare dai rebbi il boccone, e la porto alla bocca, vuota.
ne so qualcosa, di tempi morti.
come adesso, che ci ho messo venti minuti a finire la frase perchè non mi veniva in mente come si chiamano i denti della forchetta.
tempi morti.
sì, non mi suonano nuovi.
e, sinceramente, non capisco come mia madre possa non accorgersi del mio stato. non credo sia così normale, no? no. no, non lo è.
eppure niente. nemmeno un "sicura che va tutto bene?" buttato lì così. nulla.
tanto è tutto normale, no?
è normale per me non dormire la notte, no? per me, che in genere vado a dormire tra le nove e mezza e le dieci, è normale stare seduta sul letto, in pigiama, con la luce del comodino accesa, gli occhi aperti e nemmeno l'ombra di un po' di sonno. normale.
forse è diventata cieca, non so.
o magari attribuisce il tutto alla stanchezza per la scuola.
ovvio.
non sto facendo un benemerito, ma è quello. è sempre quello, no? perchè esiste solo la scuola, nella vita.
solo la scuola, prima, solo il lavoro, dopo.
ovvio. ovvio...
non dovrei prendermela con lei, in fondo. non ne può niente.
infatti non me la prendo. sto solo constatando che se ne frega di come sto, che si interessano più le professoresse che lei, al mio stato di salute mentale.
bene. son soddisfazioni.

"Credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi.
[...]
Credo che la voglia di scappare da un paese con 20.000 abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merkx.
[...]
Credo che per credere, certi momenti, ti serve molta energia."


e credo pure di averla finita, quell'energia.
oOLaFataVerdeOo
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domenica, 17 febbraio 2008, ore 20:44

è che..boh.
sarà che è domenica, non so.
o forse lo so benissimo, invece, e faccio finta di niente.
ecco, sì. credo che questa seconda opzione sia più probabile.
è quello che mi ha detto L*, anche. "è che ero convint* che questa volta, per te, sarebbe stata la svolta...che finalmente sarebbe uscita la Nan che io sono convint* di aver visto, lì, da qualche parte...ma che non è mai uscita fuori...".
è che ne ero convinta anch'io. ne ero convinta anch'io, e quella Nan stava uscendo, infatti. c'era, la svolta. c'era sul serio.
ma forse.. non so, mi viene da pensare che forse me lo meritavo.
non saprei dire il motivo, eh, ma magari è un riequilibrio del karma. magari l'avevo da scontare, chissà.
in questo caso, però, mi chiedo cosa c'entrasse quell'altra povera donna. voglio dire-- va bene riequilibrare il karma a me, ma non vedo perchè per fare questo il Tutto abbia deciso di farci stare male in due. anzi, in tre.
non so. ma, d'altro canto, cosa ne voglio capire io del disegno dei Signori?
se cominciassero a dedicarsi perlomeno all'impressionismo, però, mi farebbero una cortesia... almeno i disegni sarebbero più comprensibili.
l'arte moderna non la capirò mai, niente da fare.

oOLaFataVerdeOo
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giovedì, 14 febbraio 2008, ore 20:51

14 febbraio.
san Valentino, mi dicono. o meglio, san Lavandino, che è quello di cui ho bisogno ora, visto che mi viene da vomitare.
caccia al primino deprimente. conveniva arrivare con le salviettine struccanti, piuttosto che con i pennarelli.
oggi l'aula sembrava un vivaio, con tutti quei mazzi di rose. cinque o sei a Chiara da parte di Fabio. una a gambo lungo (cimitero?) a Paola da parte di Dani. una o due (non ho visto bene) a Simo da parte di Dipe, oltre all'annuncio sulla Periferia. otto a Silvia da parte di Matte, che oggi facevano pure otto mesi, guarnite di ciondolo (Sil, sei una taccagna XD).
Fede che chiede a Ile di sposarla con il mazzo di rose di Chiara, la Carra che entra, ci guarda e fa: "oh, che belle! di chi sono?"
"di Chiara"
"e voi, tutte single?"
noi annuiamo, meste.
lei guarda me e mi fa: "tu single??"
"prof..lasciamo perdere, vuole?"
*segue spiegazione sommaria*
"ah. eh, beh. oh, ma tranquilla. ne trovi un altro"
"non so se lo voglio, sa? tanto, che me ne faccio? son tutti uguali.."
eccetera.
comunque.

Fede mi ha regalato un ramo della siepe che c'è in cortile. è stato carino, da parte sua ^^
poi, versione di greco. intraducibile. se pure Robi ha avuto dei problemi, è tutto dire.
finisce (l'ora, non la versione. quella l'ho lasciata a metà..), consegno, torno al posto a raccattarmi la roba, sento Stella che saluta qualcuno, alzo gli occhi e chi mi vedo sulla porta?
ovvio. E*.
vaaaa bene. è proprio giornata, vedo...
Robi, Chiara e Paola mi guardano tristemente e Bea mi fa: "Agne, hai tutto il nostro appoggio".
grazie, ragazze.
faccio per uscire, zaino sulla spalle, giacca in una mano, chiavi della macchina nell'altra, e, naturalmente: "Agnese, ti posso parlare?".
si. si, forse è meglio.
"Anna, tò le chiavi".
lei, Pier e Ale escono. noi ci piazziamo su un banco abbandonato in corridoio.

in fondo, è stato un dialogo anche piacevole, sotto un certo punto di vista. per lo meno è stato civile.
ribadisco che l'ammiro. da quello che ho visto, ha un ottimo carattere. vorrei essere flemmatica la metà di quanto lo è lei. non credo ce la farò mai, ma comunque.
vengono fuori cose graziose, da questo dialogo. molto graziose. ma sorvoliamo, che non voglio trattarle in questa sede.
il succo è che ad entrambe ha fatto piacere parlare con l'altra, e già questo mi sembra abbastanza bello. mi ha lasciato il suo numero, perchè "così mi dici come rimanete, quando vi parlate. ma tranquillamente, non importa. però, visto che lui può dirmi cosa vuole, come ha fatto fino ad ora, almeno ho un confronto e sono sicura di sapere davvero cosa vi siete detti".
giustissimo. che poi gliel'ho anche detto: è libera di credere a chi vuole, dei due, ma io le ho detto esattamente le cose come sono andate, per quanto ne sapevo io.
bon.

oggi pomeriggio ho visto Luta, che le dovevo passare due dispense da parte di Ali. caffè, mezz'oretta di chiacchiere, tranquille.
poi salto alla Coop a comprare il cioccolato, e biscotti di san Faustino, che domani si festeggiano i single a suon di calorie. ma, in fondo, a noi, cosa ce ne frega?
CIUSTO?
ciusto.
e allora.


buon san Lavandino, gente accoppiata.
e buon san Faustino agli altri.


(ma se arrivo a non festeggiare venti san Valentini di fila, vinco un orsacchiotto?)



"San Singolino"

Dedicato ai cuori solitari per scelta. Altrui.
Quelli che sono stati appena lasciati e non ci stanno.
Quelli che ci starebbero anche, se solo trovassero qualcun altro disposto a stare con loro.

Quelli che fanno gli innamorati di riserva e da svariate festività aspettano che lui/lei lasci il titolare.
Quelli che “io dall’amore non mi aspetto più niente”, ma sperano ancora di aver detto una bugia.
Quelli che non sanno che sapore ha un bacio, o non se lo ricordano più, e oggi mangeranno troppi cioccolatini.
Quelli che se lo ricordano benissimo e mangeranno troppi cioccolatini lo stesso.
Quelli che “ma come cantava Baglioni, strada facendo troverai anche tu un gancio in mezzo al cielo?”
Quelli che “ma fammi il piacere!” e alzano la testa, così, per controllare.
Quelli che la testa non la alzano più e invece gli farebbe bene.
Quelli che leggono che oggi, san Valentino martire, gli italiani spenderanno 800 milioni di euro in fiori, peluches, messaggini telefonici e cene a base di carciofi e pensano: “Dove andremo a finire?”
Quelli che vorrebbero finire proprio lì, sepolti da fiori e peluches, a scambiarsi messaggini fra i carciofi.
Quelli che “s
e potessi tornare indietro” o “se riuscissi ad andare avanti” e intanto intralciano il traffico.
Quelli che si sentono esclusi, sconfitti, diversi, incompresi, inadeguati: soli, eppure sono tantissimi.
Quelli che non sentono più niente e, dopo averlo rincorso invano, adesso scappano dall’amore.
Quelli che tanto l’amore prima o poi li raggiunge.
(Massimo Gramellini, 14 febbraio 2003)
oOLaFataVerdeOo
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mercoledì, 13 febbraio 2008, ore 13:30

e ovviamente oggi non c'era.
Simo l'ha visto mentre andava in stazione alle otto meno cinque. QUALCOSA mi dice che ha tagliato. ma è solo un presentimento, eh, potrei sbagliarmi.
comunque non c'è problema.
stasera vedo di beccarlo su msn, e gli chiedo se, cortesemente, domani avrebbe voglia di degnarmi della sua presenza. se poi domani mattina non appare immediatamente, vado a pescarlo al bar, gli tamburello gentilmente su una spalla e gli faccio notare che dovremmo parlare, noi due. così. se si ricorda. perchè, se non si ricorda, glielo ricordo io a sprangate.
perchè non pretendo tanto, eh. ma almeno vorrei sapere perchè mi ha presa per il culo per tre mesi. e, già che c'è, vorrei che tirasse fuori le palle e mi dicesse in faccia che non l'ha mai mollata, benchè mi abbia detto il contrario per due volte. sarebbe carino, sentirselo dire. già.

tanto so già che adesso dico così, ma poi domani mi sciolgo a guardarlo negli occhi. maledetto. maledetto lui, e povera scema me.
oOLaFataVerdeOo
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