mercoledì, 10 dicembre 2008, ore 12:05

..guarda come viene..sto pensando a te, e tutto intorno a me vedo scintille..

e insomma.
no, non sono qui per riassumervi i due giorni scorsi. lo farò, ma non ora.

nessuna voglia di andare a lezione, oggi pomeriggio, anche perchè vorrei evitare che il treno si fermi a metà strada, vista la quantità indecente di neve che sta scendendo.
sono qua che saltello tra camera mia e la cucina, il minestrone di patate al fuoco, Zucchero a palla nello stereo.
sento il bisogno di riascoltare tutti i cd, prima del concerto, anche in ordine sparso.
ho su "Fly", ora.
e, ascoltando "cuba libre", mi è venuto un pensiero.
in particolare, mi è venuto un pensiero a queste parole:

Eri la mia vita, la mia religione sempre, eri un sole che mi stava in fronte...
Eri il ritmo delle mie notti, hasta l’hasta siempre, domani vado via da San Francisco night...

A San Francisco night
io non ci torno più,
che mi dispiace lo sai
ma non ci credo più...
I nostri sogni nel vento
non li ricordo più:
ho desideri
molto più seri
di quelli che sai tu...

[...]
A San Francisco night
ho visto il diavolo...
Perchè d’amore ti vesti
che amore non c'è più?

[...]
Mi piace la notte all’Havana
e poi mi piaci tu,
ma sogno un cuba libre
, mio amor,
un altro cuba libre, mio amor,
che cerco un po’ d’amore, mio amor...
[...]

ci tengo a sottolineare il tempo verbale: ERI. passato. lo sei stato, ma non lo sei più.

mi viene da ridere, a pensarci, a pensare come è stato facile.
fin troppo.
si potrebbe quasi pensare che non sia vero, che sia una bufala, che stia cercando di convincere me stessa e tutti gli altri.
però non è così: è vero.
è vero, ed è stato incredibilmente facile. è bastata una cazzata. certo, una cazzata da sommare a tutte le cazzate precedenti. ma proprio una cazzata. una delle cose più stupide del mondo. una cosa che, se mi fosse successa con chiunque altro, non avrei fatto pesare più di una briciola di polvere.
ma, in questo caso, pesa come un macigno.

buffo.
uno cerca di convincersi in tutti i modi, poi basta una scemenza e crolla tutto il castello.
ha un qualcosa di ironico, tutto questo.

fattostà che mi sento meglio.

non so quanti capiranno, leggendo. ma c'è sempre la possibilità di chiedere spiegazioni, ve lo ricordo.
oOLaFataVerdeOo
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categoria : luce, canzoni e varie

domenica, 19 ottobre 2008, ore 21:47

devo cambiare template. tutto 'sto rosa mi sta battendo in testa. ho già anche l'immagine, devo solo trovare la voglia di sistemarla... voglia che langue, evidentemente.

mi sto chiudendo con le canzoni dei cartoni. in questo esatto istante sto con Pelle e Ossa a volume ottomila... mia madre mi ha già chiesto se mi sento bene, e la risposta è stata all'incirca questa:
non ha più il naso nè una chioma fluente, non è robusto e nemmeno attraente..è Pelle e Ossa, tra i mostri se ne sta.. *Pelle e Ossa - Pelle e Ossa.. Pelle e Ossa - Pelle e Ossa*
no, per dire.. XD

è che mi viene un po' il magone, quando ascolto queste sigle.
tipo, ora ho su le Tartarughe Ninja, no? ecco. solo che io, le Tartarughe Ninja, le guardavo quando avevo cinque anni ("quattro tartarughe sempre pronte, sempre all'erta, come i Ninja...*Ninjaaaa*").
oppure sento l'ispettore Gadget. e da capo ("è al passo con noi, è l'ispettore Gadget..che sbaglia ma poi, con i suoi gadget, è il più in gamba dei suoi e arresta tutti così!").
stessa cosa con Widget ("dall'universo un alieno estroverso è arrivato senza pensarci su... [...] ..dai Widget, dai Widget, le stelle splendono! dai Widget, dai Widget, i cuori accendono!").
o con Gemelli nel segno del destino. ("più si va giù e più dopo si ritorna su.. non si può dir di no al destino, visto che sottomette pure i reeee..").
non parliamo di Scuola di Polizia ("che strana scuola c'è per la polizia..è strabiliante, scalpitante più che mai! [...] *questa scuola* prende solo i mattacchioni! *questa scuola* non è adatta ai secchioni!").
con E' quasi magia Johnny, poi, apro le cateratte ("..ma che affascinante Joooohnny.. Johnny, è quasi magia Johnny,  Johnny riprova di nuovo, e come sempre riusciraiii..").
taciamo anche di Tazmania, che è meglio ("sei il diavoletto della Tasmania, l'unico, vero, autentico Taz!").
finisce che mi sento vecchia, tutto qua.

vabè, comunque.

devo solo più ringraziare tutte quante per ieri, perchè siamo davvero arrivate tutte disponibili. la giornata si è conclusa con me e Simo che abbiamo decretato che siamo due deficienti. tutto come sempre, insomma :)
sono stata contenta, perchè mi mancavate tutte quante. mi sento proprio meglio.
(ah, Fede. se ti capita di leggere. con quel taglio di capelli stai benissimo, solo che il primo impatto è stato un po' shoccante, tutto qui XD)


oddio, che post scemo.
ovvero, nei miei canoni.
posso andare a dormire in pace con me stessa, ora.
amen, fratelli e sorelle.


*flette i muscoli ed è nel vuoto*
oOLaFataVerdeOo
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categoria : delirio, canzoni e varie, amicicciole

mercoledì, 15 ottobre 2008, ore 17:56

As far as my eyes can see
there are shadows approaching me...

And to those I left behind,
I wanted you to know
You've always shared my deepest thoughts,

You follow where I go

And, oh...
when I'm old and wise
bitter words mean little to me,

autumn winds will blow right through me...

And someday, in the mist of time,
when they asked me if I knew You
I'd smile and say You were a friend of mine...

And the sadness would be lifted from my eyes
oh... when I'm old and wise...


As far as my eyes can see

there are shadows surrounding me...
 

And to those I leave behind,
I want You all to know
You've always shared my darkest hours
I'll miss you when I go...

And oh...
when I'm old and wise
heavy words that tossed and blew me
like autumn winds will blow right through me...

And someday, in the mist of time,
when they ask You if You knew me
remember that you were a friend of mine...

 
As the final curtain falls before my eyes
oh... when I'm old and wise...


As far as my eyes can see...
oOLaFataVerdeOo
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lunedì, 29 settembre 2008, ore 21:39

io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla...
[e non pesa?]
come i pini di Roma, la vita non li spezza..
[ma i pini di Roma hanno una resistenza fisica particolare?]
questa notte è ancora nostra..
ma come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?
[gliela danno, probabilmente... U_U]
le bombe delle sei non fanno male
[ah, no? e quelle delle sette? ]
è solo il giorno che muore... è solo il giorno che muore...
gli esami sono vicini
e tu sei troppo lontana dalla mia stanza...
tuo padre sembra Dante
[ha il nasone e va in giro a lamentarsi che vuole Beatrice?]
e tuo fratello Ariosto
[siamo a posto...]
stasera al solito posto
la luna sembra strana
[no, no, Antonello. la canzone diceva "la luna s'è incantata, sorpresa e impallidita..."]
sarà che non ti vedo da una settimana
[ma sei ancora fortunato, sai?!]
maturità t'avessi preso prima
le mie mani sul tuo seno
è fitto il tuo mistero
e il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani
[ma che ti fumi per fare un paragone del genere??]
non fermare ti prego le mie mani
sulle tue cosce tese
chiuse come le chiese quando ti vuoi confessare
[e pure questo... U_U]
notte prima degli esami
notte di polizia
certo qualcuno te lo sei portato via...
notte di mamma e di papà col biberon in mano
notte di nonne alla finestra
ma questa notte è ancora nostra
notte di giovani attori
[ahsi]
di pizze fredde
[ottime, immagino...]
e di calzoni...
notte di sogni, di notte e di campioni...
notte di lacrime e preghiere
la matematica non sarà mai il mio mestiere...
[e manco il greco, lo sarà]
e gli aerei volano in alto tra New York e Mosca
ma questa notte è ancora nostra
Claudia non tremare
non ti posso far male
se l'amore è amore...
si accendono le luci qui sul palco, ma quanti amici intorno
che viene voglia di cantare...
forse cambiati, certo un po' diversi
ma con la voglia ancora di cambiare...

[e questa è stata la frase di chiusura della mia tesina XD]
se l'amore è amore...
se l'amore è amore...
oOLaFataVerdeOo
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martedì, 10 giugno 2008, ore 21:33

Una volta in una tetra mezzanotte, mentre meditavo, debole e stanco,
su un molto bizzarro e curioso volume di un sapere dimenticato,
mentre sonnecchiavo, quasi appisolandomi, giunse là improvvisamente un colpire leggero,
come di qualcuno che gentilmente battesse, battesse alla porta della mia camera
"E' qualche visitatore" mormorai, "che bussa alla porta della mia camera

Soltanto questo, e nulla più."


Ah, distintamente ricordo che si era nel fosco Dicembre;
e ogni separato morente tizzone proiettava il suo fantasma sul pavimento.
Febbrilmente desideravo il mattino; vanamente avevo tentato di trarre
dai miei libri un sollievo al dolore - al dolore per la perduta Leonora,
per la rara e radiosa fanciulla che gli angeli chiamano Leonora -

Senza nome qui per sempre.


E il sèrico, triste, vago fruscìo di ogni tenda purpurea
mi faceva trasalire, mi riempiva di fantastici terrori, mai provati prima;
così che adesso, per calmare il battito del mio cuore, andavo ripetendo
"E' qualche visitatore che supplica di entrare alla porta della mia camera -
Qualche tardivo visitatore che supplica di entrare alla porta della mia camera;

Questo è, e nulla più."


Immediatamente la mia anima divenne più forte; non esitando più a lungo,
"Signore," dissi "o Signora, veramente imploro il vostro perdono;
ma il fatto è che io sonnecchiavo, e voi veniste così gentilmente a picchiare,
e voi veniste così lievemente a picchiare, a picchiare alla porta della mia camera,
che io ero poco sicuro di avervi udito" - a questo punto aprìi interamente la porta; - - -

Tenebre là, e nulla più.


Scrutando profondamente in quelle tenebre rimasi a lungo stupito, impaurito,
dubbioso, sognando sogni che mai nessun mortale osò sognare;
ma il silenzio rimase intatto, e la quiete non diede alcun segno;
e l'unica parola là pronunciata fu la sussurrata parola, «Leonora?»
Questo sussurrai, e l'eco mormorò dietro la parola, "Leonora!"

Semplicemente questo, e nulla più.


Ritornando nella camera, con tutta la mia anima dentro di me fiammeggiante,
udii subito un battere un poco più forte di prima.
"Sicuramente," dissi, "sicuramente c'è qualcosa all'infisso della mia finestra ;
Fa che io veda, dunque, cosa c'è là, ed esplori questo mistero -
Fa che il mio cuore si calmi un momento ed esplori questo mistero; -

Questo è il vento e nulla più."


Spalancai l'imposta, quando, con molta civetteria e un battito d'ali,
avanzò colà un maestoso Corvo dei santi giorni d'altri tempi;
non fece la minima riverenza; non un minuto si fermò o rimase;
ma, con aria di dama o gentiluomo, si appollaiò sopra la porta della mia camera -
Si appollaioò su un busto di Pallade appena sopra la porta della mia camera -

Appollaiato e seduto, e nulla più.


Poi inducendo quest'uccello d'ebano la mia triste immaginazione a sorridere,
con il grave e severo decoro che si dava,
"Sebbene la tua cresta sia tagliata e rasa" dissi "tu non sei certo un vile,
orrido, torvo e antico Corvo errante dalla riva Notturna.
Dimmi qual'è il tuo nobile nome sulla Plutonica riva della Notte! "

Disse il Corvo "Mai più".


Molto mi meravigliai nell'udire parlare così chiaramente questo sgraziato volatile,
sebbene la sua risposta poco significasse - poca pertinenza avesse;
perchè non possiamo non esser d'accordo che nessuna vivente umana creatura
giammai fu beata dalla visione di un uccello sulla porta della sua camera -
Uccello o bestia su un un busto scolpito sulla porta della sua camera,

con un nome tale come "Mai più".


Ma il Corvo, sedendo solitario sul placido busto, profferì soltanto quell'unica parola,
come se la sua anima in quell'unica parola fosse effusa.
Niente di piu' egli poi pronunciò - nessuna penna egli agitò -
finchè io appena di più mormorai "Altri amici sono già prima volati via,
All' indomani egli mi lascerà, come le mie Speranze, che sono già prima volate via".

Allora l'uccello disse "Mai più".


Stupito dalla calma rotta da una risposta così giustamente pronunciata,
"Senza dubbio," dissi "ciò che pronuncia è soltanto il suo sapere e la sua ricchezza,
presi da qualche infelice padrone che uno spietato Disastro
seguì veloce e seguì piu' veloce finchè le sue canzoni non ebbero che un solo fardello -
finchè i lamenti della sua Speranza non ebbero che quel malinconico fardello

di "Mai - mai più".


Malgrado il Corvo inducesse ancora la mia triste immaginazione al sorriso,
sospinsi una poltrona di fronte all'uccello, al busto e alla porta;
quindi, affondando nel velluto, mi misi a collegare immaginazione a immaginazione,
pensando cosa questo sinistro uccello d'altri tempi -
cosa questo torvo sgraziato orrido scarno e sinistro uccello d'altri tempi

intendeva significare gracchiando "Mai più".


Così sedevo preso dall'indovinare, ma non esprimendo alcuna sillaba al volatile
i cui occhi infuocati ardevano ora nell'intimo del mio petto;
sedevo divinando questo e piu', con la testa in tranquillità reclinata
sulla fodera di velluto del cuscino che la luce della lampada trastullava con piacere
Ma la cui fodera di velluto viola alla luce della lampada che trastullava con piacere,

Ella non premerà, ah, mai più!


Poi, parve, che l'aria si facesse più densa, profumata da un invisibile incensiere,
fatto oscillare da serafini, i cui passi risuonavano sul pavimento moquettato.
"Disgraziato," gridai, " il tuo Dio ti ha prestato - per mezzo di questi angeli ti ha inviato
il sollievo - il sollievo e il nepenthe per le tue memorie di Leonora;
Tracanna, oh, tracanna questo piacevole nepenthe, e dimentica questa perduta Leonora!"

Disse il Corvo, "Mai più".


"Profeta!" dissi "cosa del male! - profeta nonostante ciò, se uccello o demonio! -
Sia che dal Tentatore inviato, sia che la tempesta ti abbia gettato qui a riva,
desolato ma interamente indomito, su questa deserta terra incantata -
su questa casa predata dall'Orrore - dimmi davvero, ti imploro -
C'è - c'è un balsamo in Gilead? - dimmi - dimmi, ti imploro!"

Disse il Corvo, "Mai più".


"Profeta!" dissi, "cosa del male! - profeta nonostante ciò, se uccello o demonio!
Per quel Cielo che si curva su di noi - per quel Dio che entrambi adoriamo -
dì a quest'anima carica di dolore se, nel lontano Eden,
essa abbraccerà una santa fanciulla, che gli angeli chiamano Leonora -
Abbraccerà una rara e radiosa fanciulla che gli angeli chiamano Leonora. "

Disse il Corvo, "Mai più".


"Sia questa parola il nostro segno d'addio, uccello o demonio! " urlai, alzandomi.
"Ritorna nella tempesta e sulla Plutonica riva della Notte!
Non lasciare nessuna piuma nera come una traccia di quella menzogna che la tua anima ha pronunciato!
Lascia inviolata la mia solitudine! - libera il busto sopra la mia porta!
Togli il tuo becco dal mio cuore, e porta via la tua figura dalla mia porta!"

Disse il Corvo, "Mai più".


E il Corvo, mai scappando via, ancora è posato, ancora è posato
sul pallido busto di Pallade, appena sopra la porta della mia camera;
E i suoi occhi posseggono tutta l'apparenza di quelli di un demonio che sta sognando,
e la luce della lampada scorrendo su di lui proietta la sua ombra sul pavimento;
e la mia anima fuori di quell'ombra che giace ondeggiando sul pavimento

non si solleverà mai più.

(Edgar Allan Poe)


Quoth the raven, "Nevermore".
e sarebbe quello che dovrei fare pure io: dire "mai più" a certe idee che mi girano per la testa.
ma come si fa a smettere di amare qualcuno?


una volta, in una tetra mezzanotte, mentre meditavo, debole e stanca,
su una molto bizzarra e curiosa tesina d'esame da dare,
mentre sonnecchiavo, quasi appisolandomi, giunse là improvvisamente un colpire leggero,
come di qualcosa che gentilmente battesse, battesse alla porta della mia mente
"è qualche ricordo", mormorai, "che bussa alla porta della mia mente
soltanto questo, e nulla più".


purtroppo non è "soltanto" questo. è "tutto" questo, ciò che continua a battere alla porta della mia mente.
un ricordo.
il suo.
maledetto.
il ricordo, non lui.
lui non ne può niente se io ho delle manie ossessivo-compulsive.
*sigh*
oOLaFataVerdeOo
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venerdì, 28 marzo 2008, ore 16:09

dovrei davvero davvero uscire e andare in cartoleria, :sisi:
il problema è che mi sono presa bene con le canzoni dei cartoni della Disney e le sto ascoltando in loop...
dai, a chi indovina più cartoni, ricchi premi! XD



Grande Alì, principe Alì, Alì Ababuaaaaaaa....
[...]
Ci piace a sua signoria!
É mitico alla follia!
É un'altra categoria!
É il grande Alí!
Sono d'oro i suoi mille cammelli!
E vediamo i mille cammelli che entrano in campo...
E i pavoni color viola e blu!
Praticamente favolosi, d'alta moda...


Son qua, son qua,
i Rosa Elefanti già,
tre per tre, eccoli, marciano
quaggiù, laggiù..
[...]
Io non ho terror di vermi,
nè di serpenti, nè di germi,
ma i rotondi pachidermi
mi fan rabbrividir!


Se esiste un premio per gli ingenui,
io l'ho già vinto da tempo.
Ma nessun uomo vale tanto,
di delusioni ne ho avute troppe.
Cosa credi amica, non si può far finta quando
tutto parla chiaro, ma noi ti leggiamo dentro
e anche se lo neghi, sai si vede bene quanto immenso sia.

Non so perché non lo ammetterò mai.
Ti vada o no, l'ami e dillo, oh oh.
Ma è certo che l'amo e non lo saprà.
So bene come andrà a finire, ed i pensieri miei vanno.
Io sento dentro "puoi fidarti", mentre la testa mia "non lo fare".


Que que na-to-ra,
chiudi gli occhi e vai...
Il tuo cuore sa, e tu capirai...
Fatti trasportare come l’onda fa col mar...
Il tuo cuore sa, e tu capirai...


Io sono qui,
dai non piangere...
Stringiti a me più che puoi,
io ti proteggerò, non temere...
Non piangere, sono qua...
Ci sono io ed ora in poi
fra le mie braccia al caldo dormirai...
Il nostro nodo non si scioglie,
nessuno mai lo farà...
Perché tu sarai
nel mio cuore sei,
da adesso in poi
per sempre ci sarai...
Sei dentro me,
e chi mi dice no
non sa che ci sarai sempre...
oOLaFataVerdeOo
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venerdì, 22 febbraio 2008, ore 20:46

(The turn of a friendly card, part 1)

There are unsmiling faces and bright plastic chains
and a wheel in perpetual motion...
And they follow the races and pay out the gains
with no show of an outward emotion...

And they think it will make their lives easier,
for God knows up till now it's been hard...
But the game never ends when your whole world depends
on the turn of a friendly card...

No the game never ends when your whole world depends
on the turn of a friendly card...

There's a sign in the desert that lies to the west
Where you can't tell the night from the sunrise...
And not all the king's horses and all the king's men
have prevented the fall of the unwise...


And they think it will make their lives easier,
for God knows up till now it's been hard...
But the game never ends when your whole world depends
on the turn of a friendly card...

No the game never ends when your whole world depends
on the turn of a friendly card...

But a pilgrim must follow in search of a shrine
as he enters inside the cathedral...


(The turn of a friendly card, part 2)

There are unsmiling faces in fetters and chains
on a wheel in perpetual motion...

Who belong to all races and answer all names
with no show of an outward emotion

And they think it will make their lives easier,
but the doorway before them is barred...
And the game never ends when your whole world depends
on the turn of a friendly card...

No the game never ends when your whole world depends
on the turn of a friendly card...


(Silence and I)

If I cried out loud
over sorrows I've known
and the secrets I've heard...
It would ease my mind
someone sharing the load
but I won't breathe a word...

We're two of a kind,
Silence and I,

we need a chance to talk things over...
Two of a kind,
Silence and I,
we'll find a way to work it out...

When the children laughed
I was always afraid
of the smile of the clown...

So I close my eyes
'till I can't see the light,
and I hide from the sound...


We're two of a kind,
Silence and I,

we need a chance to talk things over...
Two of a kind,
Silence and I,
we'll find a way to work it out...


I can hear the cry
of a leaf on a tree
as it falls to the ground...
I can hear the call
of an echoing voice
and there's no one around...


We're two of a kind,
Silence and I,

we need a chance to talk things over...
Two of a kind,
Silence and I,
we'll find a way to work it out...



(Alan Parson's Project)
oOLaFataVerdeOo
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