mercoledì, 25 febbraio 2009, ore 09:57

spendiamo due parole su Povia, per favore, partendo dal presupposto che a me non è mai piaciuto: insomma, stiamo parlando di uno che dice che i bambini fanno "oh" davanti ad un topolino e che vorrebbe avere il becco come un piccione, non è che si possa pretendere. che mi può anche star bene. insomma, non è l'unico cantautore a scrivere testi senza senso, no? ecco.
la cosa che mi lascia di stucco e mi atterrisce è che pretende di parlare di cose che, evidentemente, non conosce.
sapete di cosa sto parlando, vero? esatto, della canzone che ha portato a San Remo (vorrei ricordare-- secondo posto e premio della critica).
a mio personalissimo avviso, è una canzone pericolosa. in quanto canzone, arriva alle orecchie di tutti, tanti la canticchiano senza pensarci e proprio qui sta il pericolo: il messaggio che contiene è fuorviante, e c'è l'alto rischio che il suddetto messaggio passi facilmente, avendo come risultato una deformazione della realtà.
il Luca della sua canzone se la prende con sua madre e suo padre (troppo apprensiva l'una, troppo assente l'altro), e finisce per cercare della stabilità in un uomo più grande -come a voler trovare una figura paterna. ma poi gli passa, assicura Povia. ora "Luca è un altro uomo".
vero, "nessuna malattia, nessuna guarigione", Povia ci tiene a sottolinearlo. ma siamo sicuri che questa parte di messaggio arrivi a chi ascolta?
perchè non sembra.

prima di dire qualsiasi altra cosa, lasciate che vi riporti qualche informazione su un certo Gianni Toffali.
facendo una rapida ricerca su Google, si trova una bella paginetta su wikio.it, che contiene diversi articoli di quest'uomo (non so dire a che titolo questi scriva -e non so dire nemmeno come abbia fatto a trovare qualcuno disposto a pubblicarlo-), i cui contenuti lasciano basiti: chiama i medici che hanno sospeso l'alimentazione ad Eluana  "traditori del giuramento di Ippocrate"; pretende di dare direttive di spesa ad Obama per la festa di insediamento alla Casa Bianca; insulta il Partito Democrativo, infilandoci dentro anche l'Italia Dei Valori (e questo la dice lunga su quanto abbia capito di politica interna); ma, soprattutto, dedica ampio spazio alle proprie idee sulla sfera omosessuale.
vi riporto uno dei suoi articoli, quello che -forse- è il più scioccante (ma è davvero difficile scegliere):


La malattia dei gay / Il secondo posto a Sanremo di Povia ha sancito che gli italiani non credono alla teoria che omosessuali si nasce


Il secondo posto a Sanremo di Povia ha sancito che gli italiani non credono alla teoria che omosessuali si nasce. Il pezzo “Luca era gay” tratto da una storia reale, ha spiegato la vera genesi dell’omosessualità: gli errori educativi dei genitori. E’ fuor di dubbio che genitori assenti o incapaci di trasfondere e imprimere ai figli l’identità maschile o femminile, generino nella fase di crescita gravissime patologie identitarie. Privati di uno “specchio genitoriale” in cui riflettersi ed identificarsi, i giovani disorientati si illudono di compensare le loro carenze psico affettive stabilendo relazioni con individui dello stesso sesso.

Ma l’errore più grave in cui incappano i presunti omosessuali, è quello di scambiare la libidine sessuale per amore autentico. Ma può dirsi amore ciò che non è apertura alla vita? Non nascondiamocelo, il sesso fine a se stesso, è solo egoistico piacere. I gay, invece di continuare a piangersi addosso e di scaricare la loro infelicità esistenziale sulla solita scusa del pregiudizio omofobo della società e della chiesa, perché non prendono in considerazione la possibilità di farsi “curare”? In Italia e nel mondo grazie ad alcuni esperti specializzati in questa singolare branca della psicologia, molti ex gay e lesbiche hanno ritrovato se stessi.

Lo stesso Povia e Luca ce l’hanno fatta. Errare è umano, ma continuare a farsi del male non è insano masochismo?

http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/povia_commento_omofobo240209.html


"disorientati", "persone affette da problematiche di identità maschile e femminile", "diversamente orientati". sono parole che fanno paura. se la prende con chiunque abbia un orientamento sessuale diverso dal proprio, senza preoccuparsi di dire cose come "Chi volesse “debellarsi” dall’attrazione omoerotica, può semplicemente cercare in rete la dizione “guarire dall’omosessualità”."
ecco, questo mi atterrisce.
"guarire" dall'omosessualità, come se fosse una malattia.
l'amore è una malattia? si può guarire dall'amore?
nel momento in cui io mi innamoro e vengo ricambiata, quante persone sono interessate? due. due sole, non tutto il mondo. ma allora, che io mi innamori di un uomo o di una donna fa differenza? perchè nella mia testa non cambia niente.
l'amore è amore e basta. non esiste un amore "diverso", un amore "deviato", un amore "contronatura". l'amore non è mai contronatura, che follia è questa? l'amore è sempre giusto, SEMPRE, perchè il concetto di giustizia si intreccia con quello di amore.
e la rabbia che mi fa quest'ignoranza legalizzata è inesprimibile a parole.
oOLaFataVerdeOo
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Commenti
#1    28 Febbraio 2009 - 13:33
 
tesoro, ti adoro...è la stessa cosa che ho commentato io sotto il video della canzone su you tube, supposto che serva a qualcosa...
il problema è che pochi ammetteranno che questa canzone è pericolosa, perchè è facile passare, per il "pubblico", da critico a omofobo...e tutti plauderanno la canzone per la prima frase, non sentendo il testo!
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#2    09 Marzo 2009 - 20:45
 
carissima compagna ti ringrazio infinitamente delle belle parole che hai speso per me! lgianni toffali
utente anonimo

#3    10 Marzo 2009 - 11:28
 
Mai come quest’anno la festa della donna ha svelato la sua valenza ideologica. Tra le parole pronunciate dal Presidente Napoletano e le manifestazioni femministe andate in scena nelle città d’Italia, si è finalmente capito che le donne non festeggiano l’8 marzo per chiedere più rispetto e dignità, ma per combattere l’antagonista uomo. A dar fuoco alle polveri ci ha pensato Napoletano con un accorato discorso sulle magnifiche conquiste professionali e politiche delle donne in carriera. L’unico Presidente comunista d’Europa, ha concluso l’apologia del prototipo donna Rambo, rammaricandosi che ancora troppe poche femmine affollano le stanze dei bottoni e del potere. La festa omofoba ha raggiunto il parossismo quando nelle piazze italiane, folte delegazioni di femministe e lesbiche hanno tuonato contro la “violenza – bruttezza” dell’universo maschile. Pare incredibile che nessuna donna (o uomo) abbia avuto l’ardire di ricordare il valore intrinseco della donna nel contesto famigliare. Parole come mamma e casalinga sono state totalmente bandite! Ma non è tutto, surrettiziamente è stato fatto passare il messaggio che la donna che rimane a casa a curare la famiglia, è una donna di serie B. E che dire di quei 5 milioni di bambini abortiti dalle donne da quando nel 1978 la 194 è diventata legge di stato? Non sarebbe il caso che qualche associazione di donne coscienziose, serie e non ideologizzate proponesse l’abolizione di questa anacronistica festa classista?
Gianni Toffali

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