mercoledì, 31 dicembre 2008, ore 18:27

1.GLOBALMENTE, COM’E’ STATO IL 2008:

Un buon anno, in linea generale. Uno dei migliori che abbia avuto da tempo.


2.IL GIORNO DELL'ANNO PASSATO IN CUI HAI PENSATO CHE ERA MERAVIGLIOSO QUELLO CHE STAVI VIVENDO:

Difficile da dire. Non ce ne sono stati molti, e quei pochi non sono davvero importanti. Mi spiego meglio.

Dal momento che, a quanto pare, non sono in grado di provare emozioni positive, al contrario della maggior parte della gente, non c’è mai stato un giorno della mia vita in cui io abbia pensato “questo è il giorno più bello della mia vita” (o frasi simili). Di conseguenza, ogni rara volta che mi capita qualcosa che la gente normale definirebbe “meraviglioso”, io lo vado a collocare tra la “straordinaria amministrazione”, ma “straordinaria” nel senso di “fuori dell’ordinario”, non intesa come “assolutamente fantastica”.

Dunque, ci sarà sicuramente stato un giorno che avrei potuto definire “meraviglioso”. Solo che non me ne sono accorta.


3.IL PIU NERO, QUELLO IN CUI HAI PENSATO DI VOLER SPARIRE:

Ecco, di giornate così, invece, ce ne sono state parecchie, come sempre. E non perché sono una persona tendenzialmente pessimista, bensì perché sono nata vecchia. Il fatto che il quattro di gennaio compirò 55 anni dovrebbe dirvi qualcosa. Ed è risaputo che, più si invecchia, meno si vedono le cose belle.

Ora si tratta di trovare la cosa più nera in un mare di cose nere.

Già l’anno non è cominciato alla perfezione, ad essere precisi. Insomma, se nella lista delle giornate nere ci metto martedì primo gennaio, qualcosa vorrà pur dire.

Certo, non è l’unico.

Perché c’è anche sabato tre febbraio. E lunedì ventitré giugno. E domenica tredici luglio. E sabato nove agosto. E poi, grazie agli dei, basta.


4.IL PIU' EMOZIONANTE:

Il titolo se lo contendono martedì 16 e lunedì 22 dicembre, ad essere precisi...


5.IL GIORNO PIU’ FELICE DELL’ANNO, CHE TI AIUTERA’ A NON DIMENTICARTI MAI DI QUESTO 2008:
Il primo luglio, quando ho dato l’orale della maturità e mi sono levata dai coglioni il liceo.


6.IL GIORNO PIU’ NERO, CHE TI AIUTERA’ A NON DIMENTICARTI MAI DI QUESTO 2008:
Che è la stessa domanda del punto 3, a ben pensarci. Vale la stessa risposta.


7.L’EMOZIONE PIU’ FORTE CHE HAI PROVATO NEL 2008:
Come accade da tre anni a questa parte, l’odio. E, come l’anno scorso, tanta invidia. Le new-entries di quest’anno sono però lo schifo (inteso come senso di ripugnanza) e l’ammirazione.


8.IL PIANTO DI TRISTEZZA PIU’ DISPERATO DEL 2008:
Ho smesso di piangere. Non saprei dirlo.


9.IL PIANTO DI GIOIA PIU’ EMOZIONANTE DEL 2008:
Alla fine del concerto di Max a Settimo, non so più che giorno di giugno…


10.IL “TUO” LIBRO DEL 2008:
Sarei tentata di dire “La scomparsa dei fatti” e “La pazza di casa”, così a freddo. Ma devo pensarci su un po’.


11.LA “TUA” CANZONE DEL 2008:

Sono state milioni, non riesco a deciderne una sola… “Love is gone”. “Eye in the sky”, di sicuro. E poi “Self control”.


12.LE SODDISFAZIONI CHE TI HA PORTATO IL 2008:

Sono uscita dal liceo a testa alta, e questo è ciò che mi ha soddisfatto di più.

Mi sono iscritta alla mia facoltà e ho trovato delle persone splendide.

Mi sono liberata da un’ossessione logorante (e ne ho trovata un’altra, ma meno grave).

 

13.LE DISGRAZIE CHE TI HA PORTATO IL 2008:
Ho perso un sacco di persone, e, anche se ci provo, non riesco a ritrovarle del tutto.

 
14.IL TUO URLO DI BATTAGLIA PER IL 2009:
Oh, ce ne sarebbero così tanti… forse è meglio non dirne nemmeno uno, per sicurezza.


15.LA LISTA DEI BUONI PROPOSITI PER L’ANNO NUOVO:
1) studiare sul serio economia.

2) smettere di sbavare quando guardo i primi dieci minuti di Annozero: è degradante. Cominciare, piuttosto, ad impegnarmi seriamente per trovare Travaglio in giro per Torino e pedinarlo…

3) come sempre, smettere di fare buoni propositi: non li rispetto mai.

 

 

BUON ANNO A TUTTI! =D

oOLaFataVerdeOo
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lunedì, 29 dicembre 2008, ore 14:00

prefazione.
son qua seduta al pc che guardo fuori dalla finestra e penso a quanto cavolo è lenta la neve, oggi.
buffo: sta diventando un fenomeno atmosferico ovvio, ormai. non fa nemmeno più notizia. "nevica", "mh, ok".
comunque, mie considerazioni stupide a parte.
sono qui con un motivo: sono le undici e trentuno del mattino quando comincio a scrivere tutto questo. vediamo quanto ci metto a riassumervi tutto quello che vi ho promesso e anche altre cose che promesso non vi avevo (e qui una domanda sorge spontanea nella mia testa: ma ci sarà qualcuno che leggerà il tutto? e poi ne salta fuori un'altra: ma non sarebbe meglio studiare economia, piuttosto? ignoro entrambe le domande -la seconda in particolare- e mi butto a capofitto in quest'opera infinita).


8 e 9 dicembre, la "Due Giorni Per L'Alcolismo".
la giornata comincia con me che faccio i muffin alla nutella, mando un messaggio a Eli per dirle di farmi uno squillo quando sarebbe partita di casa (tanto per regolarmi), litigo via MSN del fatto che i socialisti siano o meno di sinitra (no, NON voglio sapere la vostra opinione in merito. non me ne frega niente.) e finisco di vestirmi al volo, quando Eli mi suona il campanello: ovviamente, il cellulare è un optional, ed era nello zaino, che era nel portabagagli.. XD
e vabbè. insomma, raccatto muffin e torta, e andiamo.
fino ad Ivrea , tutto tranquillo: le solite cazzate, io che insisto per sentire Bruce Springsteen ("ma ti sei proprio infognata, col Boss!")... niente di rilevante, insomma.
le cose cominciano a complicarsi quando usciamo dall'autostrada e cerchiamo Silvia in giro per Ivrea (piccola premessa indispensabile: nessuno di noi tre conosce minimamente Ivrea, ergo qualsiasi cosa come "troviamoci davanti alla chiesa/alle poste/alla stazione" è completamente inutile). giriamo un po', troviamo la stazione, ci fermiamo e la chiamiamo: ci indica la strada per arrivare ad un parcheggio. incredibilmente, la troviamo senza piangere in turco, Sil lascia la Puff-Macchina e andiamo! verso nuove avventure. XD
Silvia, al contrario di me ed Eli, è un ottimo navigatore, così la bionda le cede il sedila davanti e, mentre parla di moto con Andre, io e Eli deliriamo tranquillamente di ogni stupida cosa ci capiti tra i neuroni.
Andre avvisa me e Sil di averci preso un regalo per Natale, io comincio ad agitarmi sul sedile, cercando di raggiungere il sacchetto nel portabagagli (e anche rovinando addosso ad Eli, povera stella). alla fine rinuncio, posticipando la sorpresa a più tardi.
approdiamo, infine, ad Hône, una ridente (?) cittadina della Valle D'Aosta, immersa nel sole (?) e nella neve (di tutto questo, è vera solo la neve: la cittadina non è niente di che ed è perennemente all'ombra, ma, scopriremo in seguito, ha un mercatino di Natale meraviglioso *__*).
parcheggiamo..da qualche parte, non importa che il parcheggio sia subito dopo una curva a gomito, in fondo.. XD
è il momento della sorpresa, decido; ravano nel sacchetto e ne traggo un cagnolino di peluche col cappellino della Ducati: non so come mai, ma l'intuito mi dice che sia il regalo per Silvia..XD
il mio, invece, è un pinguino. sapete, quelli imbottiti di polistirolo? ecco, quello. *__* si chiama Happy Feet, e, in questo esatto istante, sta occhieggiando dal bordo del mio pc, cercando di leggere al contrario quello che scrivo. (smettila subito, lo sai che mi infastidisce.)
(si scusa.)
(è un pinguino educato, ed io gli voglio bene.)
(dice che anche lui me ne vuole.)
volteggio col pinguino, poi decido che, forse, è meglio lasciarlo in macchina: potrebbe avere freddo.
ci dirigiamo a balzelloni verso il mercatino. percorriamo tutta la via: Eli, Sil e Andre cercano Lisa, io saltello di bancarella a bancarella, adocchiando un sacco di roba bella, ma troppo cara.
mi impediscono di comprare un ramo di vischio: "se no, poi ci tocca limonare tutta la sera", è la scusa.
uhmpf.
noiosi.
alla fine, troviamo anche Lisa, che (angelo di ragazza!) ci offre due giri di vin brulé, qualche cosa da mangiare e, pezzo forte, la Micòoula (che, sostanzialmente, è una specie di panpepato, ma più buono).
dopo aver girato ancora, sotto mia insistenza, ed aver comprato dei deliziosi gnometti portafortuna, mi trascinano in macchina, e andiamo verso Aosta (in macchina, Eli posa con Happy Feet). facciamo una sosta al Carrefour, per fare incetta di cibarie: manco dovessimo star via sei mesi, compriamo tutto il supermercato, carichiamo la macchina e via, verso Nûs.
parcheggiamo su una lastra di ghiacchio ed entriamo in casa. la suddetta casa di Silvia è una delle sette -piccole- meraviglie del mondo: rivestita di legno, soffitto basso, la cantina scavata nella pietra.. splendida. personalmente, me ne innamoro a prima vista (lato sud, lato nord).
facciamo qualche foto (alcune molto intelligenti -e quando mai possono mancare?! XD-), mentre Silvia tira giù tutti i santi perchè non riesce ad aprire l'acqua (alla fine, però, ce la fa).
poi arriva anche il Valdostano-Che-Se-La-Tira (che, immediatamente, prende possesso del letto).
mentre aspettiamo l'ora di cena, ci cimentiamo in qualche giro a vuoto di Tabù (per la serie: Andre cerca, con poca enfasi, di farci capire le parole. noi, stravaccati sul divano, rispondiamo con poca verve) e Trivial (gioco che ho scoperto di odiare: tutte le domande che so, vengono fatte agli altri, e, di quelle che capitano a me, non ne so una).
intorno alle sette, decidiamo di mangiare qualcosa. gli affettati spariscono nel giro di tre minuti, mentre l'acqua per la pasta ci mette un secolo a bollire: giusto, siamo in quota, c'è una legge fisica che glielo impone... XD
(cercherò di tagliare un po', perchè è mezzogiorno e mezza)
insomma, mangiamo come dei lupi affamati dal lungo inverno, sgomberiamo il tavolo e cominciamo a fare le persone serie: Tabù (ragazzi VS ragazze) e alcool.
se ne va una bottiglia di idromele, mezza bottiglia di genepy (da bravi Alpini quali siamo U_U), un bel po' di limoncello, una discreta quantità di liquore alla liquirizia. se, a tutto questo, si sommano le due bottiglie di vino bevute durante la cena e il fatto che pochi di noi reggono degnamente, vi spiegherete da soli il perchè di queste foto..XD
(e, forse, anche il perchè di questo video).
la serata langue dopo una poco sportiva battaglia a palle di neve, dalla quale Silvia riemerge totalmente stordita (foto) e Andre, appoggiato al muro, rende al mondo ciò che gli aveva appena rubato (perifrasi per dire che vomita, sì).
dopo qualche altro milione di giri stupidi di Obbligo-Giudizio-Verità (che, come sempre, diventa Verità-E-Basta) decidiamo di andare a letto.
ora, lasciate che ve lo dica: Mat è una stufa. letteralmente. emana calore.
ma emana anche una quantità di idiozie tale che, ad un certo punto, sull'orlo dell'esasperazione, prendo la decisione di andare a dormire sul divano.
il mondo si spegne: sono tipo le quattro del mattino, e fino alle undici non riemergo dal sonno.
ci risvegliamo un po' intorpiditi. riaccendiamo la stufa, facciamo colazione (dimenticavo di dirvi che ci siamo anche sbafati la torta, intorno a mezzanotte), dividiamo il cibo rimasto, Mat se ne va, rassettiamo la casa, io mi diletto in un pupazzo di neve malfatto e microscopico, saliamo in macchina e andiamo a casa.
la Due Giorni Per L'Alcolismo finisce in tranquillità: lasciamo Sil nelle mani di suo padre, poi vengo scaricata a casa mia.
che dire, se non grazie? =D


11 dicembre, esonero di economiahahahah!! X°D
diciamo che lo ridiamo quasi tutti a gennaio, e tanto basta.. XD


14 dicembre, cena di Natale con le Fanciulle.
molto brevemente: la cena di Natale si è svolta all'insegna della più totale follia (sai che novità XD), corredata dal fotoromanzo della triste storia di Papà Castoro, sua moglie e l'amante (le foto non le metto, mi rifiuto XD).


16 dicembre, concerto di Adelmo.
AMO quell'uomo.
può bastare? lo spero, perchè è l'unica cosa che posso dire, oltre che il traffico di Torino è una cosa invivibile, che mia madre è una santa e che, cazzo, la prima canzone che ha cantato (Iruben me) è tipo la mia preferita o qualcosa del genere e che non la cantava live da un casino di tempo, e che ha anche cantato Menta e Rosmarino e io lo amo e lo amo e lo amo sempre di più, e lo adoro e lo osanno.


20 dicembre, Cena Sociale Per Conoscere Giuliano.
punti salienti: Greppina mi inganna, ma io le voglio bene lo stesso.
conosco la famosa Fra, povera donna pure lei, con quella piaga d'uomo aggrappato ai malleoli.
Giuliano è delizioso, molto simpatico e alla mano: lo approvo incondizionatamente, e Greppina saltella felice.
costringo gentilmente Pina e Greppina a venire con me a Mappano, due giorni dopo, per sentire Travaglio.
la mia torta salata fa furore (e io che speravo che a nessuno piacessero i porri, così da potermela mangiare tutta!).
vengo iniziata da Stefano al Sacro Gioco del Lupus In Tabula: diventa presto una droga. confondo le carte; quando sono l'Indemoniato cerco di difendere Alberto -che è un Lupo-, lui non coglie, e accusa me; vengo accusata di essere un Lupo quando in realtà sono solo una povera Villica; sospetto con Fra -che è la Veggente- che il Mitomane sia una persona di nostra conoscenza... XD
(se non avete capito una parola, don't worry: sono termini tecnici per gli addetti ai lavori).


22 dicembre, presentazione dell'ultimo libro di Travaglio a Mappano.
Greppina mi da buca con un motivo molto valido, per questo non mi arrabbio. rapisco Pina (povera ragazza.. non so come faccia ancora a sopportarmi..) e ci immergiamo nella nebbia, cercando il posto. lo troviamo. compro il libro. ci sediamo in terza fila. ascolto rapita quella meraviglia d'uomo dalle nove fino alle undici e mezza passate. lotto con le unghie e con i denti per arrivare al tavolo. aspetto il mio turno. mi faccio autografare il libro, poi non resisto, devo farlo: "la posso ringraziare?", chiedo, e allungo la mano.
spalanca gli occhi (non ha due ochi normali, cazzo, ha due fari da stadio, azzurri e luminosissimi), sorride: "grazie a lei!", mi dice, e mi stringe la mano.
mi allontano traballando, Pina saltella, felice per me. tremo abbastanza vistosamente. usciamo. saliamo in macchina. continuo a ridere convulsamente. la sera lo sogno.
*__________*


25 dicembre, Natale.
pranzo e cena da Nonna Lù, a Torino. passeggiatina pomeridiana in centro, qualche foto alle Luci d'Artista. bella giornata.

27 dicembre, cena sociale a casa di Fra.
cazzate, tante cazzate. tanto cibo, tante arachidi. tanti giri di quel gioco stupido dove ognuno scrive su un foglio un nome, piega il foglio in modo che non si veda la scritta e lo passa a chi ha di fianco, che scrive un altro nome (nome di lui, nome di lei, dove sono, cosa fanno, cosa dice lui, cosa dice lei, cosa dice la gente) e poi si legge ed escono cose come "Goku e Peggy, nel bosco dei 100 acri, si spidocchiano. lui dice: uhlala!! lei dice: bravo con quell'hula-op! le gente dice: attacchiamoli!!", oppure (ancora più bella): "Babbo Natale e la Vecchia del Presepe, forse a Betlemme, sgranano i piselli (quelli vegetali). lui dice: sei solo un Criceto Mannaro! lei dice: sono una Meretrice e tu sei il Lupo! la gente dice: sono i due Lupi!".
(anche qui, se non capite, don't worry XD)
rientro a casa alla lucente ora delle quattro del mattino, e mia madre nemmeno s'incazza, perchè non ho guidato io.


appendice.
come dice Max, "basta un giorno così per cancellare centoventi giorni stronzi": io ho fatto il pieno per i prossimi nove anni XD
grazie a tutti

(pubblico ora, all'alba delle tre meno dieci, ma nel frattempo ho anche fatto pausa pranzo..)
oOLaFataVerdeOo
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mercoledì, 24 dicembre 2008, ore 19:17

Caro Babbo Natale,
mi rendo conto che sia un po’ ipocrita scriverti, da parte mia, ma sei la mia ultima speranza.
Il fatto, caro Babbo Natale, è che non so più a chi chiedere, e non mi rimani che tu. Non credo più in niente, se non in te.
Caro Babbo Natale, ti prego. Sono anni che non ti chiedo più niente sul serio. Ho sempre scherzato, in realtà. Per di più, niente di ciò che ti ho chiesto mi è mai arrivato. Con questo non voglio dire che tu ti debba sentire in dovere di accontentarmi, ma, per favore, arriva almeno fino in fondo alla mia lettera, prima di cestinarla.

Non sono stata buona quest’anno, Babbo Natale. Te lo dico, anche se lo sai già.
Non sono stata per niente buona.
Anzi, sono stata infima ed approfittatrice, mi sono abbassata al livello delle persone che odio di più.
Ho tradito la fiducia di tanta gente e per questo ho perso. Ho perso delle persone per incuria, per scarso interesse, per questioni di principio stupide. Qualcuna mi ha perdonata, e l’ho ritrovata. Qualcuna non l’ha fatto, e non posso dare loro torto: io avrei fatto lo stesso, al loro posto. Altre non le ho volute perdonare io, e non credo che le ritroverò in futuro.
Non sono stata buona, nemmeno in un singolo giorno. È stato un anno difficile. Bello, uno dei migliori che abbia avuto da tempo, ma difficile. Io non mi biasimo: tornassi indietro, probabilmente rifarei tutto da capo. O quasi. Non biasimarmi nemmeno tu, Babbo Natale, ti prego. Cerca di capirmi.
Perché è vero che sono stata io la prima a comportarmi male, e soprattutto sono la prima a non avere il diritto di chiedere qualcosa. Però è anche vero che non mi sarei mai lanciata in certi comportamenti se non avessi avuto intorno persone che mi hanno spinta a farlo.
Insomma, non è del tutto colpa mia, su questo ne converrai. Sono solo umana, in fondo.
Questa è la mia ammissione di colpa, Babbo Natale.
Nonostante la mia consapevolezza di essere stata cattiva, però, voglio almeno provare a farti qualche richiesta. Niente di impegnativo, s’intenda. Ma voglio provare lo stesso.

Babbo Natale, per favore, quest’anno per Natale vorrei che le persone a me care trovino un po’ di serenità.
Vorrei che Mina trovasse la forza di andarsene di casa, una volta per tutte: le farebbe bene, e farebbe bene anche agli altri miei zii e a mia nonna.
Vorrei che Chiara trovasse qualcuno che le restituisca un po’ di tranquillità, che la porti coi piedi un po’ più per terra, che possa essere un buon padre per Mattia. E vorrei anche che la smettesse di regalarmi vestiti brutti per Natale. Ma questo forse è troppo anche per te.
Vorrei che mio padre smettesse di essere così musone e chiuso, più che altro perché mia madre non ne può più di sentire me e lui litigare tutte le sere per delle stupidaggini.
Vorrei che Sil non avesse più troppi pensieri con Matte e con sua sorella, che trovasse un po’ di stabilità, che tornasse ad essere felice e che non debba più preoccuparsi per l’università.
Vorrei che Flò passasse un Capodanno migliore di quello di quest’anno: un primo di gennaio come il suo non è augurabile a nessuno. Vorrei che non si ripetesse, anche per Zia.
Vorrei che Glò riuscisse a far sparire seriamente dalla propria testa la sua personale ossessione, che trovasse qualcun altro che le possa occupare la mente senza renderle contemporaneamente difficile il respiro. Vorrei che venisse a Torino, nel prossimo anno, se possibile. Anche solo qualche giorno.
Vorrei che Aje, Pier e Diò non mi lasciassero, ma vorrei anche che potessero fare quello che sta loro più a cuore: non sarei così dispiaciuta, se sapessi che la loro partenza li renderebbe più felici.
Vorrei che le mie vecchie amiche, che ho ritrovato da poco, non cambino mai da come sono: il mondo non sarebbe più lo stesso senza Greppina che punta a diventare Magnifica, senza Ciuffi che rovescia beute in laboratorio, senza Eli con cui fare ogni volta scene alla “Carramba che sorpresa”, senza Ale che dispensa consigli con aria flemmatica, senza Pina che mi accompagna a tutti gli incontri con Travaglio, senza Fra che è Fra. La rotazione terreste invertirebbe il suo senso, se venisse a mancare una qualsiasi di queste cose.
Infine, vorrei che mi portassi tanta buona volontà perché possa rendere effettivi tutti i buoni propositi per l’anno nuovo.
Fine.
So che è molto, quello che ti chiedo: infatti, se non potessi portarmi niente di tutto questo, non mi arrabbierei.
In fondo, non sono stata buona, e forse non mi merito niente.
In ogni caso, ti ringrazio di aver almeno letto la mia lettera.

Buon Natale, Babbo Natale.

A.


in ogni caso, buon Natale a tutti.
oOLaFataVerdeOo
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martedì, 23 dicembre 2008, ore 11:49

1) temply nuovo.
2) che, mi rendo conto, fa schifo. resistete per un po', ne ho in opera uno che mi sta occupando un po' di tempo, ma viene bene.
3) GIURO che il resoconto della Due Giorni per l'alcolismo arriverà! non so quando, ma arriverà.
4) giuro, altresì, che arriverà il simpatico raccontino della cena di sabato sera da Greppina.
5) anche perchè se non faccio tutto quanto citato ai punti 3 e 4, non posso raccontarvi di ieri sera *____*
oOLaFataVerdeOo
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giovedì, 11 dicembre 2008, ore 20:47

sipario.

atto primo, scena prima: sul 16, da via Valperga a piazza Vittorio; intorno alle undici di stamattina.
vibra il cellulare, un messaggio. da: motorola. il suo cellulare è pronto e può essere ritirato.
mio urlo di gioia e ola di tutti presenti.

atto primo, scene dalla seconda alla quinta: aula H della sede di scienze politiche in via Plana; l'una e un quarto.
esco prima da economia per andarmi a recuperare il telefono, salto sul 13, arrivo a Porta Susa, mangio un panino al volo, prendo il 10, scendo a Rondò della Forca, aspetto per un quarto d'ora quel maledetto 3, salgo, arrivo in fondo a corso Regina.

atto secondo, scena unica: centro servizi motorola; le due e mezza del pomeriggio.
entro, trionfante. la signora al bancone non mi chiede niente e tira direttamente fuori il mio telefono nuovo. mi avvisa che mi hanno sostituito lo Z8 col modello successivo, lo Z10. il mio pensiero è "che botta!". firmo per la garanzia ed esco. penso già anche al nome per il nuovo nato: Nellie. come mrs Lovett, quella di Sweeney Todd. i motivi sono due: uno molto chiaro, l'altro un po' meno, ma non starò ad annoiarvi con queste cose...

atto terzo, scene dalla prima alla sesta: sul 3, poi sul 10, poi in metropolitana, poi sul 16, poi a piedi lungo corso Svizzera; tra le due e quaranta e le tre e mezza.

approdo sfinita a fare informatica. crollo sulla prima sedia libera che trovo, accendo il pc, rispondo esultante a Silvia, che mi chiede notizie del cellulare.
tiro fuori dalla borsa la scatola ancora sigillata, la dissigillo (sempre che si dica così), la apro. quasi svengo dalla contentezza, quando, tra le mani, mi trovo questo cellulare. ravano nella scatola: coprischeda, copribatteria, auricolare, caricabatterie, adattatore per il medesimo, cavo per attaccare il telefono al pc.
mh.
strano.
ho come la sensazione che manchi qualcosa.
e infatti: manca la batteria.
bestemmio fortemente, esco di corsa dall'aula, telefono a quei digraziati. sto in attesa per un tempo indefinito, mi succhiano quattro euro dal credito, mi risponde la stessa signora di prima (ormai, quando entro lì dentro, ci battiamo il cinque, io e i commessi) che mi riconosce dalla voce. e si innervosisce più di me, quando le dico che -oh, piccolo dettaglio- non ho la batteria: "ma non ne vieniamo più alla fine, con questa storia!", sbotta, irritata anche lei. "spero di poterle dare il pezzo entro domani!", aggiunge.
rientro in aula, sconvolta. bestemmio ancora un paio di minuti, poi mi calmo.

sipario.
oOLaFataVerdeOo
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mercoledì, 10 dicembre 2008, ore 12:05

..guarda come viene..sto pensando a te, e tutto intorno a me vedo scintille..

e insomma.
no, non sono qui per riassumervi i due giorni scorsi. lo farò, ma non ora.

nessuna voglia di andare a lezione, oggi pomeriggio, anche perchè vorrei evitare che il treno si fermi a metà strada, vista la quantità indecente di neve che sta scendendo.
sono qua che saltello tra camera mia e la cucina, il minestrone di patate al fuoco, Zucchero a palla nello stereo.
sento il bisogno di riascoltare tutti i cd, prima del concerto, anche in ordine sparso.
ho su "Fly", ora.
e, ascoltando "cuba libre", mi è venuto un pensiero.
in particolare, mi è venuto un pensiero a queste parole:

Eri la mia vita, la mia religione sempre, eri un sole che mi stava in fronte...
Eri il ritmo delle mie notti, hasta l’hasta siempre, domani vado via da San Francisco night...

A San Francisco night
io non ci torno più,
che mi dispiace lo sai
ma non ci credo più...
I nostri sogni nel vento
non li ricordo più:
ho desideri
molto più seri
di quelli che sai tu...

[...]
A San Francisco night
ho visto il diavolo...
Perchè d’amore ti vesti
che amore non c'è più?

[...]
Mi piace la notte all’Havana
e poi mi piaci tu,
ma sogno un cuba libre
, mio amor,
un altro cuba libre, mio amor,
che cerco un po’ d’amore, mio amor...
[...]

ci tengo a sottolineare il tempo verbale: ERI. passato. lo sei stato, ma non lo sei più.

mi viene da ridere, a pensarci, a pensare come è stato facile.
fin troppo.
si potrebbe quasi pensare che non sia vero, che sia una bufala, che stia cercando di convincere me stessa e tutti gli altri.
però non è così: è vero.
è vero, ed è stato incredibilmente facile. è bastata una cazzata. certo, una cazzata da sommare a tutte le cazzate precedenti. ma proprio una cazzata. una delle cose più stupide del mondo. una cosa che, se mi fosse successa con chiunque altro, non avrei fatto pesare più di una briciola di polvere.
ma, in questo caso, pesa come un macigno.

buffo.
uno cerca di convincersi in tutti i modi, poi basta una scemenza e crolla tutto il castello.
ha un qualcosa di ironico, tutto questo.

fattostà che mi sento meglio.

non so quanti capiranno, leggendo. ma c'è sempre la possibilità di chiedere spiegazioni, ve lo ricordo.
oOLaFataVerdeOo
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domenica, 07 dicembre 2008, ore 16:14

qua urge riassumervi l'uscita di martedì, perchè se no rimango indietro e mi si accumula troppa roba...
dunque, martedì 2 dicembre, uscita alla cava di granito di Montorfano, Lago Maggiore.
ritrovo alle otto meno un quarto davanti a Biotecnologie, ovvero prendere il treno delle sei e venti.
mi ha stupito scoprire quanta gente prende il treno così presto: a Settimo è salito il mondo. mah. comunque.
arrivo in via Sacchi, aspetto Silvia, e, quando arriva anche Mat, andiamo in via Nizza.
Eli, Betty, Andre e la Lisa bionda son già là. la Lisa bruna e Cristiana arrivano poco dopo, seguite da Ion.
siamo, tutti quanti, un allegro gruppo di omini Michelin, o una gita sociale di persone con problemi di sovrappeso: maglietta, maglia, felpa, giacca a vento, sciarpa, cappello...
alle otto, più o meno, partiamo. alle otto e cinque, siamo tutti addormentati pesantemente.
quanta vita! XD
Eli dorme a braccia incrociate sul tavolino, Silvia e Mat dormono testa contro testa, io mi abbiocco addosso a Andre e mi sveglio solo quando arriviamo in vista del lago.
ci rimettiamo addosso tutti gli strati e scendiamo dal pullman.
naturalmente, il bar della stazione è chiuso, così, trattenendo stoicamente la pipì, ci dirigiamo verso la cava.
non appena avvisto il derrik, rimango affascinata: sarà perchè mi ricorda lo spettacolo che abbiam visto questa primavera, quello tratto da "La chiave a stella", quello che io e Flò abbiamo visto due volte (e lei, per due volte, ha pianto), ma rimango davvero incantata.
insomma, il direttore di cava ci spiega i vari passaggi e procedimenti, noi raccogliamo pezzi di granito da terra, io e Mat litighiamo su quali siano le miche e quali i quarzi, sentiamo bestemmiare un povero cristo che è lì che lavora, pensiamo di rubarci il filo diamantato (ma poi lasciamo perdere), facciamo la doccia con l'acqua che scende dai macchinari... insomma, una mattinata movimentata .. XD
prima di pranzo, andiamo a vedere una chiesetta edificata lì vicino: una delle prof di geologia (quella che ci ha fatto un'unica lezione, e pensava di avere una classe del liceo, da come ci ha trattati - ergo: già ci stava sul culo) ci dà delle indicazioni circa data di edificazione, materiali, curiosità varie. e ci dice che la pianta della chiesa è a croce greca.
nell'esatto istante in cui metto piede lì dentro, il mio pensiero è "se questa è una pianta a croce greca, io non mi ricordo un cazzo di storia dell'arte".
controllo, per scrupolo, sul pannello che c'è all'entrata: CVD, è a croce latina. l'accusa ha finito.. XD
finito anche il giro intorno alla chiesetta, andiamo a mangiare.
noi dieci (numerone! XD) occupiamo il tavolo più vicino alla cucina, e ci facciamo fuori tre vassoi di pasta. oh, siamo o non siamo gli Alpini? U_U dobbiamo tenerci in forze!
dopo pranzo, due passi fino al belvedere, qualche foto di gruppo, poi scendiamo per andare a vede una ditta dove tagliano le lastre di granito.
ovvero, il luogo dove trovo uno dei plausibili lavori della mia vita: se fallisco con lo SCA, vado a tagliar granito. non mi dispiacerebbe: la pietra ha un buon odore ed è gentile al tatto. l'unico difetto è che i macchinari sono molto rumorosi. ma insomma, non si può avere tutto...
finito il giro anche lì, torniamo verso casa.
sul pullman, diversamente dall'andata, siamo abbastanza svegli da fare qualche migliaio di foto stupide e, per ingannare il tempo, visto che siamo anche riusciti a beccare l'incidente in autostrada, ci buttiamo in giochi scemi come "obbligo, giudizio, verità", anche se non volano domande troppo pesanti. la scena più bella è quando Andre, intrepido, sceglie obbligo, e Mat, stronzo dentro, lo costringe a dichiararsi ad una tizia di Beni Culturali.
Andre si fa prestare un anello, le arriva davanti, si inginocchia in mezzo al pullman e le chiede di sposarlo.
lei ride, e dice pure di sì.
poi però, quando arriviamo in via Bertola e lei scende, non lo saluta nemmeno. lui ci rimane male: non si fa mica così, però! XD
va là, le uscite dello SCA.
gli SCA...ppati di casa.
tra l'altro, mi sono scritta sulla borsa "ho deciso: SCAppo sulle montAGNE".
e ditemi che non è arte, questa! XD

[domani, mercatini di Natale a Hone. poi, nanna a casa di Silvia, a Nus. torta pronta, limoncello già nello zaino. previsione di giocare a Tabù tutta la notte. tanta paura. se non torno, ne sapete il motivo.. XD]
oOLaFataVerdeOo
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categoria : mondo universitario a me