giovedì, 27 novembre 2008, ore 20:46

Capricorno (22 dicembre - 19 gennaio)
A giugno Neculai Ivascu è stato rieletto sindaco di Voinesti, una cittadina della Romania che ha amministrato per quasi vent'anni. Il problema è che nel frattempo era morto. "Lo so che è morto", ha dichiarato uno dei suoi elettori, "ma non amo i cambiamenti". Spero che la tua resistenza alle forze del cambiamento non arrivi a questo punto, Capricorno. È ora di lasciare che alcuni dei tuoi vecchi modi di essere e di pensare si estinguano: cercare di mantenerli in vita a tutti i costi non è saggio. Ti consiglio di essere coraggioso e di mobilitarti con grazia a favore della trasformazione.
e se lo dice Rob, è legge.
(fate una cosa furba, e fatevi dettare legge anche voi)
oOLaFataVerdeOo
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l oracolo dice che
lunedì, 24 novembre 2008, ore 18:37
pensieri freddi.
perchè fa freddo fuori.
ma anche perchè fa un po' freddo dentro. non troppo, ma un po'.
e allora pensieri freddi.
perchè è il 24 di novembre.
e il 24 novembre scorso era sabato.
e c'è stata una festa di compleanno, il 24 novembre scorso, una festa di compleanno dei diciott'anni.
non è il primo compleanno che non festeggiamo tutti insieme in classe, con gli auguri di Roby sulla lavagna. prima di questo, ci sono stati quelli di Pietro e Gabri, è vero.
però fa effetto.
fa effetto non aspettare Simo in classe per saltarle al collo, riempiendola di auguri.
fa effetto non caricarla in macchina per andare a fare shopping alle Gru in vista della megafesta di compleanno.
fa effetto non raccogliere i soldi per il regalo, facendo attenzione a non farsi sgamare dalla diretta interessata.
fa effetto non vederla assomigliare ad un panda mentre piange aprendo il pacchetto.
*brivido*
guardo le foto dell'anno scorso a quest'ora, del 24 novembre scorso.
e penso che è vero, che le cose belle finiscono in fretta (o, come direbbe mia nonna, il bel gioco dura poco).
e penso che tra un mese è Natale, e io non ho ancora trovato lo spirito natalizio. l'ho nascosto troppo bene, a quanto pare. ma chi mi darebbe torto, visto il Natale dell'anno scorso?
e penso che, subito dopo Natale, è capodanno. cristo, è finito anche il 2008. e a me sembra ieri che eravamo in classe, proprio io e Simo, a ripeterci a vicenda "quando finisce il 2007, cristooo??".
son pensieri freddi, un po' tristi.
il fatto che sia già passato un anno, che quest'anno sia letteralmente volato. è strano. non voglio dire che sia una cosa brutta. ma è una cosa strana.
forse sto invecchiando sul serio: "strana la vita. quando uno è piccolo, il tempo non passa mai. poi, da un giorno all'altro ti ritrovi a cinquant'anni, e l'infanzia, o quel che ne resta, è in una piccola scatola, che è pure arrugginita", dice un personaggio ne "Il favoloso mondo di Amélie".
è strano. non brutto. strano.
la cosa brutta è un'altra.
la cosa brutta è quando cominci a vivere nella testa situazioni da sliding doors. talmente tante rivisitazioni da fartela girare, la testa. milioni di cose che ti sono successe, riprese in mano e modificate, milioni di volte. e ogni situazione modificata nella testa, ha altri milioni di sfaccettature, che portano ad altri milioni di sfaccettature per ogni situazione che si sarebbe potuta verificare se.
questa è la cosa brutta.
che parto a pensare alla festa di compleanno di Simo dell'anno scorso. e penso a quanto è stato bello vederla così felice. e penso a quanto ci siamo divertiti, tutti. e penso a quanto mi mancano. e penso a cosa mi sarei persa se non li avessi mai conosciuti. e a cosa sarebbe successo se mi fossi iscritta al Gioberti, invece che al Newton, cinque (sei!) anni fa.
odio slittare nel tempo. poi finisce sempre che non riesco a tornare del tutto indietro all'epoca giusta. dannatissima pazza di casa.
odio questi pensieri freddi.
ancora auguri, Simo.
"La vita non è che un groviglio ingannevole di ombre platoniche, un sogno di calderoniana memoria, un lastrone di ghiaccio scivoloso e fragilissimo. Tutti abbiamo sperimentato strani déjà vu e sappiamo che la nostra esistenza dipende da casualità insignificanti. E se quel giorno mia madre non avesse perso l'autobus che prendeva di solito e non avesse incontrato mio padre? Forse ci portiamo dentro altre possibilità di essere; forse arriviamo addirittura a svilupparle in qualche modo, inventando e deformando il passato una, cento, mille volte. Forse ciascun evento della nostra esistenza si è potuto verificare in dieci modi diversi. Parafrasando Paul Eluard, esistono altre vite, ma sono dentro la nostra."
(Rosa Montero, "La pazza di casa")
oOLaFataVerdeOo
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nebbia
martedì, 18 novembre 2008, ore 18:24
partiamo dal presupposto che non sono in grado di avere rapporti normali con la gente. così diventa tutto immediatamente più chiaro, in effetti.
probabilmente l'unica cosa che mi resta da fare è rinchiudermi in un monastero tibetano: silenzio, meditazione, scarsi rapporti sociali... per di più l'arancione mi piace, e non avrei nemmeno più il problema dei capelli.
qualcuno però non è d'accordo. poco importa che questo qualcuno [elenco di cose che importano tantissimo ma che non posso dire].
confidiamo nello sconosciuto del tram, quindi, prima di comprare un biglietto per il Tibet.
anche se certi comportamenti perpetuano col darmi un fastidio fortissimo a livello epidermico e la voglia in infilarsi in agenzia di viaggi per prenotare una fuga in una qualunque parte del mondo è fortissima.
ma, ribadisco, partendo dal presupposto che non sono in grado di avere rapporti normali con la gente, la situazione diventa limpida.
rimane la voglia di gridare un vaffanculo grosso come una casa rivolto verso tutti e nessuno allo stesso tempo, ma questi sono problemi secondari, in fondo.
oOLaFataVerdeOo
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donnasullorlodiunacrisidinervi
lunedì, 17 novembre 2008, ore 15:01
ho fatto davvero bene a saltare geografia, oggi.
sia chiaro, non l'ho saltata perchè non avevo voglia, bensì perchè c'era Travaglio al Poli.
così, superata la paura che ho degli ingegneri, sono andata a sentirlo.
IO AMO QUELL'UOMO.
non mi stancherò mai di ripeterlo.
U_U
oOLaFataVerdeOo
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ggg grandi giornate gloriose
venerdì, 14 novembre 2008, ore 18:55
..me ne vado da te con un sasso nel cuore..
con quell'eterna febbre in noi per ciò che non siamo mai stati, andiamo per campare, già delusi e stanchi..
viviamo come zebre, poi: rinchiusi dietro gli steccati illusi di sembrare dei cavalli bianchi..
sono acqua di foce ed è una croce non sapere mai se la mia voce è fiume od oceano..
e non c'è, no, fiume che due volte sia capace di bagnarmi e darmi pace, perchè il tempo se ne va..
[...]
sono acqua di fonte che al suo monte non può ritornare e il mio orizzonte è solo vivere..
oOLaFataVerdeOo
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dolorini vari
mercoledì, 12 novembre 2008, ore 15:33
sto santiando, come direbbe Montalbano, contro quella minchiata di feisbúk che non mi fa effettuare l'accesso.
è stupido e cattivo.
come i piccioni. U_U
chennervosochemmifa.

e ci tengo a sottolineare che comportamenti del genere (non chiedetemi di specificare, per favore) mi fanno girare i cabasisi alla velocità della luce, CRISTO.
oOLaFataVerdeOo
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delirio
domenica, 09 novembre 2008, ore 13:48
allora, no. qua bisogna raccontarvi di venerdì, perchè chi non c'era, non può capire quanto si è riso. così, per far rosicare un po' chi è stato a casa, vi racconto...
dunque.
giovedì l'asmatica profia di economia ci avvisa che lei e la geopalla di geografia domani non faranno lezione per permetterci di andare ad un convegno. il convegno in questione si chiama +su, montagna: per un futuro all'altezza. giustamente.
perfetto, andiamo.
ora, sapete che siamo all'incirca sette cristiani a frequentare, no?
ecco.
che già non è un numerone.
provate a indovinare quanti eravamo venerdì, a quel convegno.
...
quanti avete detto?
perchè, se avete risposto "due", ci avete azzeccato.
due. io e Andre. poverino. che non so come ha fatto a sopportarmi... XD
comunque.
ci troviamo alla fermata dell'autobus e andiamo verso l'Environment Park.
che, a non farci troppo caso, sembra un po' una discarica, visto che è piazzato su una specie di terrapieno. partiamo bene...
insomma, entriamo e ci iscriviamo. ci danno una cartellina con dei foglio per prendere eventuali appunti, una penna, un badge (completamente inutile di per sè, ma che si può sempre usare per tirarsela..), una rivista sulla montagna e un'altra settantina di fogli. peso totale: undici chili...
entriamo nella sala, ci sediamo. e scopriamo che c'è mezza ProAlp a seguire il convegno, incluso Mr President.
piccola parentesi per mettervi a parte di questa cosa: io continuo a sostenere che con la barba stia meglio. ed è davvero un bel ragazzo. tutto questo, comunque, non dovrebbe permettere ad Andre di prendermi in giro, questo ci tengo a sottolinearlo. ecco. U_U
torniamo alla giornata.
la mattina non passa più. sessione "economia e territorio", non passa davvero più.
a un certo punto, per la disperazione, ci mettiamo a giocare all'impiccato.
ora, vi chiedo. chi è che, giocando all'impiccato, pensa anche solo lontanamente alla lettera H?
insomma, la H.
non è la prima lettera che ti viene in mente, no?
ecco.
infatti io ci ho messo il tempo record di venti minuti a capire "marchingegno".
maledetti piccioni (no, non c'entra niente, ma noi capiamo).
però anche a capire "grissinificio" ci ho messo un bel po'.
sono un caso disperato.
ma mai quanto Andre, che rischiava di morire ogni volta, chiedendo lettere che non c'erano per parole stupidissime, tipo "abbronzatura".
però poi, quel malefico individuo, ha indovinato al volo "amplificatore".
uhf.
io con lui all'impiccato non ci gioco più. ecco.
grazie a dio, arriva la pausa pranzo, offerto da chiunque abbia organizzato il convegno. e, chiunque sia stato, evidentemente ha i soldi che gli escono dalle orecchie. beato lui.
ci fiondiamo sul primo: risotto ai funghi che, incredibile!, SA di funghi! c'è da non crederci! XD
Andre, non convinto della veridicità della cosa, ne prende due piatti. ma solo per amore della scienza, eh.
finiamo di mangiare il primo, e vediamo arrivare una frotta di gente, con in mano un piatto pieno di salame.
salame?
abbiamo sentito la parola "salame"?
e dove, dove, dove?
nella sala di fianco, dove ci sono gli antipasti.
così, ci facciamo di salame e formaggio, anche.
e poi due fette di torta a testa.
e il caffè.
alla fine ci starebbe bene un pisolino, ma le sedie sono scomode...
decidiamo di uscire prima, nel pomeriggio, e infilarci al cinema multisala che c'è lì di fronte. guardiamo sul "Metro" che film ci sono.
"andiamo a vedere Wall-e?" *___*
e così decidiamo. "però lo spettacolo delle cinque e mezza"
"si, si, va bene"
"sentiamo anche le altre due, così stasera andiamo a cena"
così inganniamo il tempo telefonando a Silvia e Elisa, giusto per capire se potevano essere interessate alla proposta.
riceviamo risposte sconnesse: "eh", "uh", "ah", "veramente", "forse", "macchina", "festa"...
va bene, facciamo che quando sapete qualcosa ce lo dite.
intanto, mentre aspettiamo che cominci la sessione del pomeriggio, facciamo quel gioco stupido dove uno disegna il titolo di un film, di una canzone o di un libro e l'altro deve indovinarlo.
la mia stima ad Andre, che indovina al primo colpo "a beautiful mind"! poi però crolla un po' quando non riesce a indovinare "il ciclone": "ma quella è una tromba d'aria!", dice.
"ma dai, più o meno è la stessa cosa!"
"ma non è vero!"
"si capiva, dai! cioè... non lo capisci con una tromba d'aria, però con una lavatrice che fa il ciclo di lavaggio a 68, sì?!"
XD
io, invece, ci metto un secolo per indovinare "i tre giorni del condor", e lui rincoglionisce per farmi capire "un mercoledì da leoni"...
poi, com'è ovvio, faccio "le colline hanno gli occhi".
e lui non capisce.
"dai, Andre... cosa sono?"
"eh, appunto..."
"aspetta, ti faccio lo sfondo"
dietro le colline, disegno delle montagne.
"cosa sono?"
"montagne"
"ok. quindi, prima delle montagne che c'è?"
"...la pianura?"
"no, tra le due cose!"
"..."
"le co...?"
"le colline?"
"eh! quindi?!"
(silenzio) "oddio, le colline hanno gli occhi..?"
"esatto!"
XD
così, mentre ancora ridiamo come dei cretini, comincia la sessione del pomeriggio, "società e cultura".
che si riesce a seguire, per lo meno!
ascoltiamo questi tizi, tra cui il presidente generale del C.A.I., e, alle quattro e mezza, usciamo.
ci infiliamo al Medusa, e chiediamo quanto dura il film: finirebbe alle sette e mezza, ma l'ultimo treno per Lanzo è alle otto meno venti, e dovremmo prenderlo a sette fermate di tram da lì.
optiamo per il no, molto a (mio) malincuore, e facciamo un po' si sciòpping a vuoto, indicando con sguardo febbrile tutto quello che troviamo di viola.
alla fine andiamo verso la stazione, e ritelefoniamo a Silvia.
"allora, raggio di sole! ci sei, stasera?"
"eh, no... non ho la macchina.."
(silenzio)
"e noi non ti facciamo più amica"
"ma nooo, daiii!"
(eccetera. il succo, alla fine, è che non viene. stronSa U_U)
la linea Torino-Ceres ha dei treni che fanno pena: brutti, vecchi, sporchi e rumorosi.
"ma i vostri treni fanno schifo! noi, sulla Canavesana, abbiamo quelli nuovi e belli..."
"eh, lo so. ce li avete fregati"
"ma non è vero! quelli sono nostri!"
"ma dovevano essere nostri! hai presente fare cinquanta minuti di treno, tutte le mattine, su questi cosi?"
...
"non ti invidio nemmeno un po'".
arriviamo a Lanzo, tra allegri scambi di battute come questi, le canzoni del lettore di Andre e i messaggi con Eli.
["allora, ti passiamo a prendere?"
"non posso... devo andare alla festa di compleanno di un amico del mio ragazzo... sono già tre anni che non vado, fingendomi malata. se non vado nemmeno oggi, litigo con moroso!"
"...stronSa U_U ..vieni con noi, che ti diverti di più!"]
"è presto. andiamo fino a casa, così cambiamo macchina, che questa non mi piace", decide il Capo.
così, arrivati a casa di Andre, io, come primo saluto, rimango a fissare come inebetita il cavallo del suo vicino.
dopodichè, salita in casa, mi innamoro della sua gatta.
infine, terzo step, rimango affascinata dalla sua camera da letto, e gli propongo di fare scambio.
è un sottotetto, capite?!
tutta rivestita di legno!
è bellissima!
a parte il copriletto zebrato, ovviamente. che orrore XD
mi faccio un po' di caSi suoi, guardando le foto sul pc, finchè i nostri stomaci non reclamano attenzione.
andiamo, allora. risaluto i suoi genitori, mi faccio prestare un libro di Travaglio, e andiamo.
"prendiamo il fuoristrada, però. è più bello".
ora, io faccio seguire uno scambio di battute, così come si è svolto. ditemi voi se sono io che capisco sempre male..
(guidando) "non hai mai sporcato la macchina?"
"no.. con la Seicento diventa scomodo"
"ma non hai detto che hai anche un fuoristrada?"
"si, ma non l'ho mai guidato"
"ma dai.. hai il fuoristrada e non l'hai mai fatto?! è bellissimo!"
"eh, no..."
"dai, lo facciamo?!"
"mah, se vuoi..."
"ma ora è buio, non ne vale la pena.. perchè poi non riesci a vedere che è sporca. bisogna farlo di giorno"
e ora... il quizzone! di che stavamo parlando?
...
di pozze di fango, signori XD
oddio, stavo per morire soffocata dal ridere!
arrivati al (deserto) locale, facciamo onore alla tavola, mangiando come dei disperati. continuo a dispiacermi di non essere riuscita a finire il salame, ma per lo meno le crocchette hanno avuto degna fine.. XD
ridiamo molto del fatto che la musica che c'è nel locale è abbastanza noiosa.
passano "boulevard of broken dreams", che è passata per radio anche giovedì mattina, mentre eravamo al bar. due volte in due giorni.
poi, sul treno avevamo ascoltato "always" (quella di Bon Jovi), dopo otto secoli che non la sentivo. che canzone hanno passato, subito dopo i Green Day? manco a dirlo: "always". due volte in tre ore.
senza senso XD
durante la cena, saltano fuori le confessioni più assurde, che non posso riportare in questa sede (ma continuo a dire che tu, Andre, non sei normale.. XD), i ricordi di vita vissuta più stupidi, le cazzate più grandi di sempre.
qualche esempio.
---
"sono contento di essermi iscritto solo quest'anno, perchè ho conosciuto voi. insomma, tutte quante voi ragazze.. ci si può parlare! non siete le classiche troiette senza cervello!"
(silenzio)
"grazie, caro. che alta considerazione"
---
"eh, una volta, con una ragazza. siamo usciti due volte: non c'era niente di cui parlare. 'leggi libri?', 'no'. 'ascolti musica?', 'no'. 'guardi la televisione?', 'no'. 'hai hobby?', 'no'... trovatene uno! una cosa qualsiasi, anche noiosa! che ne so... 'mi piace l'opera!', almeno è qualcosa!"
*la sottoscritta attacca a ridere, rischiando di soffocare con la crocchetta che ha in bocca*
---
"secondo me, Elisa mi odia"
"ma non è vero! perchè dovrebbe?"
"non lo so... ogni cosa che dico, lei sbuffa o si incazza. secondo me, mi odia"
"ma no... tu non capisci la logica femminile. lei fa solo la finta incazzata perchè non vuole passare per la sgallinata che ride sempre. tu prova così: lunedì, sul treno, appena sale, salutala con un sorrisone, e dille qualcosa che la faccia parlare. che ne so: 'ciao, Eli! cos'hai fatto nel week end?'"
"e lei mi guarda e mi dice: 'mmh, niente', poi si gira e guarda fuori dal finestrino"
"allora parla tu di qualcosa di interessante!"
"ma è che non so mai cosa dire. insomma.. penso sempre che alla gente non gliene freghi niente"
"non funziona così!"
"allora guarda. la prima volta che capita, glielo dico: 'lo so che fai la finta incazzata per non fare brutta figura. so tutto! ho parlato con una psicologa che mi ha spiegato come funziona la vostra mente!'"
"ecco, questa è un'idea!"
---
(parlando delle altre nostre compagne di corso)
"...che poi non capisco. l'ho detto anche a Eli. c'è Silvia che ride sempre. ogni cosa che dico, ride"
"evidentemente, risulti simpatico"
"si, ma per ogni cazzata! anche.. che ne so.. sono seduto che faccio il cruciverba, mi muovo un po' e dico: 'mi fa male il culo a stare seduto così'..."
*la sottoscritta comincia a ridere in modo abbastanza convulso*
"ah, ma pure tu, allora!"
---
insomma, una serata allegra.
intorno a nonsobene che ora, decidiamo di andare a casa.
monopolizzo la conversazione, raccontando praticamente tutti i cazzi miei degli ultimi cinque anni a quel povero cristo che guida, e ci scambiamo teorie sull'eterna domanda: "esiste l'amicizia tra uomo e donna?"
la cosa è stata divertente, perchè io dico che è possibile, ma solo fino a un certo punto, perchè poi la donna comincia a farsi seghe mentali, e finisce per innamorarsi.
Andre, invece, dice che è colpa dell'uomo che, prima o poi, ci prova.
abbiamo quindi riassunto il problema dicendo che è colpa di tutti e due, e buonanotte.
arriviamo a casa mia alle undici e mezza. Andre riesce a riapprodare a casa intorno a mezzanotte, mandandomi un messaggio con scritto: "ce l'ho fatta, sono a casa! p.s. ho fame.. p.p.s. hanno di nuovo passato Bon Jovi.. p.p.p.s. hanno anche passato i Green Day"
così, con la certezza che le stazioni radio italiane si siano messe d'accordo per annoiare gli ascoltatori, si chiudono le trasmissioni.
capite perchè vi dico che, se non c'eravate, non potete capire che razza di giornata è stata? XD
oOLaFataVerdeOo
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mondo universitario a me
giovedì, 06 novembre 2008, ore 15:48
Nan: "quando un uomo che ha mangiato un croissant incontra una donna che sta mangiando dei wafer, l'uomo con il croissant è un uomo morto".
lezione di economia. Lisa si gira: "ma 'barriere' si scrive con due R?"
Andre: "ma cosa vi insegnano, lassù?!"
Lisa si rigira e picchia Mat su un braccio: "ne ha due, vedi?!"
*nota della redazione: Lisa e Mat sono valdostani*
prof di economia (anche chiamata Palsa): "non c'è il coso per cancellare la lavagna... avete mica un..."
Andre: "un cancellino? no, oggi ne sono sprovvisto..."
Palsa: "no, un fazzolettino..."
*si aggiunge una nota: la prof non è in grado di aprire un pacchetto di fazzoletti da sola*
sul tram. si deride il valdostano superstite per la storia delle R.
Mat: "ma no! bariere... si scrive con una!"
Nan: "ma no, ne ha due!"
"dillo!"
"barriere... ma se lo dico io, non si sentono. se ci fosse un'altra lettera... che ne so, la C: bacciece. due prima, una dopo!"
"ma no, ne ha una! bariere!"
"e cos'è? bar-iere? il bar di ieri?"
"iere sarebbe ieri??"
"vabè, più o meno..."
"ma sì... femminili, plurali, due cani fuori che si leccano...!" (mima il gesto di leccarsi una mano)
la sottoscritta comincia a ridere in maniera abbastanza imbarazzante, rischiando di soffocare. ci tiene a sottolineare, inoltre, che, se ripensa alla scena, ride ancora.
ommisignùr XD
oOLaFataVerdeOo
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mondo universitario a me
mercoledì, 05 novembre 2008, ore 22:03
mercoledì, 05 novembre 2008, ore 15:24
fino a un secondo fa, c'era Andre che mi stava menando, mentre cantava "hacuna matata"... non e' stata una bella esperienza, proprio no U_U
comunque.
mi hanno appena comunicato che il 17 c'e' Travaglio al Poli.
io il 17 non saro' a lezione, direi.
looooveeee!!
oOLaFataVerdeOo
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