lunedì, 30 giugno 2008, ore 08:32

è per domani.
finalmente.
e mi rendo conto solo ora di non sapere una fava di italiano: l'Ottocento è un buco nero, non so quando comincia la fase decadentista, non ho idea di cosa sia la Scapigliatura, non so nemmeno se Carducci è in programma oppure no, del Novecento so solo che Svevo scrive qualcosa su un inetto.
pazzesco: l'unica materia in cui ho nove, sarà quella che probabilmente andrà peggio.
senza contare un'eventuale domanda di fisica, ovviamente, che, nel caso in cui me la faccia, andrà sicuramente peggio. è anche vero che in fisica ho quattro, però...
venerdì ho visto l'orale del ragazzo di Chiaretta. se prima ero tranquilla, dopo lo sono stata ancora di più: Stella mi ha poi detto che le hanno ridimensionate, e, parole sue, se non si danno una calmata "gli spezziamo le gambe".
ho già detto che l'adoro?
e mi ha anche spifferato il voto del tema: uno splendido, tondo e luminoso quattordici.
l'unico.
io e Chiaretta: lei quindici, io quattordici. tutti gli altri più bassi.
non mi vanto, perchè non me e frega niente, ma lasciatemi essere pienamente soddisfatta del mio unico bel voto della maturità.
puntavo a quello, e quello ho avuto.
bene.
ora credo che mi dedicherò a Dante, filo, storia e il pezzo di scienze che mi rimane.
oOLaFataVerdeOo
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mercoledì, 25 giugno 2008, ore 16:55

ventinove agli scritti.
che, sommati ai dodici crediti, fanno quarantuno.
mi mancano diciannove punti per uscire da lì.
si riaccende la speranza.
oOLaFataVerdeOo
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lunedì, 23 giugno 2008, ore 13:23

oh yeah
mai una cosa è andata male come questa terza prova
non uscirò mai da quella scuola del cazzo porco disco
la commissaria di matematica è una frustrata di merda
la odio
la prova di scienze è andata a fanculo per metà
filo..boh
mate lasciamo perdere
latino più o meno
ero talmente incazzata che sono arrivata a casa e ho messo a posto e pulito ogni angolo di camera mia
no, per dire
e mentre pulivo, mi sono ubriacata di martini
l'ultima volta che sono stata fuori così è stato a capodanno
ora sto ballando della pessima e commercialissima dance in mutande e maglietta in mezzo a camera mia a volume bassissimo perchè mia madre crede che stia dormendo (ahsi)

ma che si fottano in gruppooooooo

se non passo maturità mi dò alla macchia, io vi avviso
me ne vado
col cazzo che faccio un altro anno lì dentro
scappo di casa e mi metto a fare la commessa e appena ho abbastanza soldi mi compro un diploma in una cazzo di scuola privata e vaffanculo









AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARGH




com'è che cantava Tricarico?
"puttana puttana puttana la maestra!!"
oOLaFataVerdeOo
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venerdì, 20 giugno 2008, ore 10:16

versione. e già mi è andata bene che è uscito Luciano.
pensavo peggio, in fondo, visto che puntavo al 4, e magari invece riesco a prendere 6...

comunque, quella di matematica l'ho vista.
ed era meglio di no.
una schizzata.
Ale ha supposto che possa essere una pervertita che prova piacere a comportarsi così.
passa nel corridoio e fa chiudere tutti gli zaini.
a Giusi cade il biglietto del pullman che usava come segnalibro, e questa lo vuole buttare: "tu lo usi per copiare!".
Chiara chiede se può prestare la gomma a Fabio, lei la prende, la controlla, gliela passa, resta a guardarlo finchè non ha finito e la riporta a Chiara, con un'intimidazione: "questa gomma non lascia più il banco!". Chiara era sconvolta.
Stella e quella di greco della A di fanno in quattrocento per darci una mano, provano a leggerci un paio di frasi più difficili facendoci la costruzione, e 'sta qui (insieme alla presidentA, per inciso..) la ferma: "eh, no.. leggiamo in ordine!"; per poi mettersi in fondo al corridoio e commentare tra loro: "pensava che non sapessimo leggere il greco, le è andata male!". signora, mi veniva da dirle, guardi, anche io so leggere il greco ma ho intenzione di fare tutt'altro nella vita, proprio come lei: vuole che andiamo a farci un aperitivo?
l'alternativa era: sai leggere il greco? ma bravaaa! tieni il biscottino, eh. e ora su due zampe! bravissima!
ma dico io... -_-''
ultima chicca, a un certo punto prende una sedia e si piazza dietro di me.
allora.
già sono una persona che ha l'emotività che supera la media nazionale e non so tradurre per conto mio, se mi trovo un avvoltoio sulle spalle che mi soffia sul collo, io non riesco manco più a pensare quello che sto cercando sul dizionario.
la voglia era quella di girarmi e dirle: "senta, signora, faccia quel che vuole: si sieda davanti a me, si sieda di fianco, si sieda in braccio, se vuole mi siedo io in braccio a lei.. ma si levi da lì che mi dà l'ansia!!"

che poi io son stordita.
usciamo, e tutti a parlar male non tanto della versione (che mancasse un pronome o no, nessuno se n'è accorto), quanto di questa deficente.
Ermes mi fa: "come è andata?"
"mah, insomma.."
"ma a un certo punto mi son girato, perchè Silvia me ne ha passata più di mezza, e ho visto che eri un po' in difficoltà e ti ho detto 'Agne, vuoi una mano?'.. non mi hai risposto, pensavo andasse bene.. poi quella cogliona
[la commissaria di mate, nda] mi ha visto e mi son girato.."
"no, non è che non avevo bisogno di una mano.. è che non ti ho proprio sentito chiamarmi".
devo fare una visita dall'otorino. Amplifon può aiutarmi.

comunque, questa tipa non l'abbiamo proprio capita.
ma che lasciano a fare le prof di greco interne per aiutarci, se poi non possono nemmeno leggerci una costruzione?? non mi stava dettando la traduzione, cacchio, non rompere le palle! fa' finta di niente! cazzo te ne frega?
ma vedi un po'..

però Racco è un grande: passava tra i banchi, guardava le versioni dei più bravi e poi andava da quelli un po' più scarsi e li avvisava: "guarda che qui Elisa ha tradotto in un altro modo".
peccato che lo faccia solo coi suoi allievi...

vabè, e anche questa è andata.
ora pensiamo alla vera incognita, la terza prova di lunedì.
perchè doveva essere tutta crocette, però "mia figlia, quando ha fatto la maturità, aveva tutte le domande aperte".
signora, lo sa che Topolino negli anni '50 costava 15 centesimi?
lo sa che quando mio padre ha iniziato a lavorare prendeva 200 mila lire al mese?
che paragoni sono??

vado a farmi un'infusione di latino, và.
oOLaFataVerdeOo
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mercoledì, 18 giugno 2008, ore 14:10

il primo quarto di maturità è andato.
alle otto meno venti eravamo tutti davanti a scuola, noi siamo entrati per primi, tipo alle otto e un quarto. ci sediamo, io verso il fondo, davanti ho Elisa della A, dietro Greppina, pure lei della A. dall'altra parte del corridoio, Silvia e Anna.
andiamo in bagno, stasi, poi la presindentA passa a firmare i fogli.
intanto Silvia mi fa, accennando alla commissaria di italiano: "come ti sembra?"
"mh", rispondo, "fattibile".
poi aprono le buste, e dalla punta del corridoio parte la voce: Montale, Montale, Montale!
e chissenefrega, rispondo mentalmente. non avrei fatto l'analisi del testo manco se m'avessero legata.
ci danno le tracce. quella di italiano è contenta: "è una bella maturità, avete una buona occasione. ci sono davvero dei bei testi".
e meno male, cavolo. almeno una cosa buona, ogni tanto!
salto a piè pari la tipologia A, rimango a fissare la B in ambito artistico-letterario, nemmeno leggo l'ambito socio-economico, nè quello scientifico, passo anche quello storico, evito la tipologia C, che nemmeno sapevo che esistesse. e mi fermo un po' sulla D: comunicazione, lettere, e-mail... potrei anche, ma poi non saprei cosa scriverci.
no, no, torniamo sullo straniero, è meglio.
così, con molta calma, parto.
nel frattempo, estraggono la lettera per l'orale.
quelli della Terza A passano per primi, e questo lo sapevamo.
mi va di culo, e Pietro estrae la B!
facendo i conti della serva, dovrei passare il primo luglio. sospiro di sollievo: almeno me lo tolgo e non finisco maturità ad ottobre, come già temevo.
torno al tema, che viene sempre più come voglio. trovo un contesto, e lo faccio in articolo di giornale, il primo dopo due anni, almeno.
finisco per l'una, dopo aver bestemmiato in tutte le lingue contro la mia penna, che mi ha macchiato tutta la pagina della bella, e mi ha costretta a rifarla, perchè mi faceva schifo.
insomma, esco con Anna, aspetto un attimo Ale, chiacchiero con un po' di gente.
easy.
la parte facile è andata. spero bene.
confido che lo straniero mi porti il mio bel 14-meglio-15 e domani proviamo a vedere greco.

la commissaria d'italiano è tranquillizzante: sembra fatta di burro.
quella di scienze fa paura a vedersi, ma non sembra male. ha gli occhi chiari e la voce sicura. non mi dispiace.
quella di mate... temo di non averla vista.
e la presidentA, in compenso, mi vien già voglia di mandarla affanculo U_U
oOLaFataVerdeOo
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martedì, 17 giugno 2008, ore 20:30

domani si comincia?
così dicono.
tranquilla?
per ora, stranamente sì.
è un buon segno, no?
lo è, direi di sì. perchè l'ultima volta che sono andata tranquilla e semi-rassegnata ad un esame, ho preso la patente.
beh, non male.
no, per niente.
cerca solo di farti passare la dislessia, entro domani.
sarebbe meglio, se no è un casino.
già...
già...
...
...


boh, in bocca al lupo a me, e a tutti quelli che domani hanno l'inizio della fine.
e basta.
oOLaFataVerdeOo
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martedì, 17 giugno 2008, ore 15:08

(6 giugno 2008)
Signore, abbi tu pietà di me.
Di me, che tremo a leggere delle maturità degli altri.
Che tremo a pensare alla mia.
Che so già che piangerò prima e dopo ogni scritto: prima per la tensione, dopo per la passata tensione.
Che so già che tremerò prima dell’orale, che piangerò fino ad un minuto prima di sedermi lì davanti, che mi si seccherà la bocca e sarò costretta a portarmi dietro dell’acqua, che tremerò quando comincerò a parlare, che avrò una tachicardia folle, che non saprò dire le parole giuste per il primo intero minuto, che mi prenderanno per la persona più emotiva del pianeta.
Abbi tu pietà di me, che tremo già adesso, ed ho già voglia di piangere adesso.
Che stavo per piangere quando la Barto ci ha salutati, ieri, e ha detto che non sente mai nessun orale, ma qualcuno dei nostri verrà a sentirli.
Che stavo per mettermi a saltare, ridere e piangere insieme, quando Stella mi ha detto che il mezzo voto che mi cresce di latino lo presta alla Sabello, che vuole mettermi nove di italiano, quel nove che ho inseguito per cinque anni, e che mi tocca avere da una professoressa che non conosco, e che non ho mai regalato a quella che mi ha insegnato di più.
Abbi tu pietà di me, che tremo e tremo e non riesco a smettere. Che voglio solo uscire da quella scuola che ho amato e odiato, che voglio poter attraversare quel corridoio, quell’atrio per l’ultima volta, uscire da quella porta e scoppiare in una risata isterica che terminerà in un pianto di gioia e liberazione. Liberazione. No, non esagero con le parole: liberazione.
Abbi tu pietà di me, mio Splendente Signore, che già ora sto piangendo, ma è perché non vedo l’ora di cominciare quella che sarà la fine degli ultimi cinque anni.


(17 giugno 2008)
Signore, ti avevo chiesto un po' di pietà, non della completa apatia, come quella che mi pervade.
Non so nemmeno più se riuscirò ad esultare a sufficienza, così: mi sembra di essere Ale...
Meglio dell'isteria che avevo addosso fino all'altro ieri, però.
In fondo, va bene anche così.
Vado a dormire un po'.

oOLaFataVerdeOo
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venerdì, 13 giugno 2008, ore 17:32

la quantità di isteria che ho addosso mi porta a mangiare interi pacchi di Tuc al rosmarino, intervallandoli a grandi sorsate di the freddo, tazze di caffè due alla volta, pacchetti di Fonzies.
questa cazzo di maturità mi porterà all'uso di anfetamine, lo sento.
per lo meno Rob mi capisce.
solo lui lo fa, ma è già qualcosa...



Capricorno (22 dicembre - 19 gennaio)

La pietra pomice è piena di buchi, e a volte è così leggera che resta a galla. Questa roccia dovrà servirti da metafora. Pensa al fardello più pesante che stai portando – un problema insolubile, una responsabilità ingrata, un compito impossibile – e immagina di trasformarlo in un pezzo di pomice. Poi lancialo in un fiume e guardalo allontanarsi finché non diventerà un puntino.

p.s. sempre a causa dell'isteria, non sono in grado di esprimere al meglio la cena di ieri sera. per ora vi toccherà fare affidamento sulle foto, che sono qui.

oOLaFataVerdeOo
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martedì, 10 giugno 2008, ore 21:33

Una volta in una tetra mezzanotte, mentre meditavo, debole e stanco,
su un molto bizzarro e curioso volume di un sapere dimenticato,
mentre sonnecchiavo, quasi appisolandomi, giunse là improvvisamente un colpire leggero,
come di qualcuno che gentilmente battesse, battesse alla porta della mia camera
"E' qualche visitatore" mormorai, "che bussa alla porta della mia camera

Soltanto questo, e nulla più."


Ah, distintamente ricordo che si era nel fosco Dicembre;
e ogni separato morente tizzone proiettava il suo fantasma sul pavimento.
Febbrilmente desideravo il mattino; vanamente avevo tentato di trarre
dai miei libri un sollievo al dolore - al dolore per la perduta Leonora,
per la rara e radiosa fanciulla che gli angeli chiamano Leonora -

Senza nome qui per sempre.


E il sèrico, triste, vago fruscìo di ogni tenda purpurea
mi faceva trasalire, mi riempiva di fantastici terrori, mai provati prima;
così che adesso, per calmare il battito del mio cuore, andavo ripetendo
"E' qualche visitatore che supplica di entrare alla porta della mia camera -
Qualche tardivo visitatore che supplica di entrare alla porta della mia camera;

Questo è, e nulla più."


Immediatamente la mia anima divenne più forte; non esitando più a lungo,
"Signore," dissi "o Signora, veramente imploro il vostro perdono;
ma il fatto è che io sonnecchiavo, e voi veniste così gentilmente a picchiare,
e voi veniste così lievemente a picchiare, a picchiare alla porta della mia camera,
che io ero poco sicuro di avervi udito" - a questo punto aprìi interamente la porta; - - -

Tenebre là, e nulla più.


Scrutando profondamente in quelle tenebre rimasi a lungo stupito, impaurito,
dubbioso, sognando sogni che mai nessun mortale osò sognare;
ma il silenzio rimase intatto, e la quiete non diede alcun segno;
e l'unica parola là pronunciata fu la sussurrata parola, «Leonora?»
Questo sussurrai, e l'eco mormorò dietro la parola, "Leonora!"

Semplicemente questo, e nulla più.


Ritornando nella camera, con tutta la mia anima dentro di me fiammeggiante,
udii subito un battere un poco più forte di prima.
"Sicuramente," dissi, "sicuramente c'è qualcosa all'infisso della mia finestra ;
Fa che io veda, dunque, cosa c'è là, ed esplori questo mistero -
Fa che il mio cuore si calmi un momento ed esplori questo mistero; -

Questo è il vento e nulla più."


Spalancai l'imposta, quando, con molta civetteria e un battito d'ali,
avanzò colà un maestoso Corvo dei santi giorni d'altri tempi;
non fece la minima riverenza; non un minuto si fermò o rimase;
ma, con aria di dama o gentiluomo, si appollaiò sopra la porta della mia camera -
Si appollaioò su un busto di Pallade appena sopra la porta della mia camera -

Appollaiato e seduto, e nulla più.


Poi inducendo quest'uccello d'ebano la mia triste immaginazione a sorridere,
con il grave e severo decoro che si dava,
"Sebbene la tua cresta sia tagliata e rasa" dissi "tu non sei certo un vile,
orrido, torvo e antico Corvo errante dalla riva Notturna.
Dimmi qual'è il tuo nobile nome sulla Plutonica riva della Notte! "

Disse il Corvo "Mai più".


Molto mi meravigliai nell'udire parlare così chiaramente questo sgraziato volatile,
sebbene la sua risposta poco significasse - poca pertinenza avesse;
perchè non possiamo non esser d'accordo che nessuna vivente umana creatura
giammai fu beata dalla visione di un uccello sulla porta della sua camera -
Uccello o bestia su un un busto scolpito sulla porta della sua camera,

con un nome tale come "Mai più".


Ma il Corvo, sedendo solitario sul placido busto, profferì soltanto quell'unica parola,
come se la sua anima in quell'unica parola fosse effusa.
Niente di piu' egli poi pronunciò - nessuna penna egli agitò -
finchè io appena di più mormorai "Altri amici sono già prima volati via,
All' indomani egli mi lascerà, come le mie Speranze, che sono già prima volate via".

Allora l'uccello disse "Mai più".


Stupito dalla calma rotta da una risposta così giustamente pronunciata,
"Senza dubbio," dissi "ciò che pronuncia è soltanto il suo sapere e la sua ricchezza,
presi da qualche infelice padrone che uno spietato Disastro
seguì veloce e seguì piu' veloce finchè le sue canzoni non ebbero che un solo fardello -
finchè i lamenti della sua Speranza non ebbero che quel malinconico fardello

di "Mai - mai più".


Malgrado il Corvo inducesse ancora la mia triste immaginazione al sorriso,
sospinsi una poltrona di fronte all'uccello, al busto e alla porta;
quindi, affondando nel velluto, mi misi a collegare immaginazione a immaginazione,
pensando cosa questo sinistro uccello d'altri tempi -
cosa questo torvo sgraziato orrido scarno e sinistro uccello d'altri tempi

intendeva significare gracchiando "Mai più".


Così sedevo preso dall'indovinare, ma non esprimendo alcuna sillaba al volatile
i cui occhi infuocati ardevano ora nell'intimo del mio petto;
sedevo divinando questo e piu', con la testa in tranquillità reclinata
sulla fodera di velluto del cuscino che la luce della lampada trastullava con piacere
Ma la cui fodera di velluto viola alla luce della lampada che trastullava con piacere,

Ella non premerà, ah, mai più!


Poi, parve, che l'aria si facesse più densa, profumata da un invisibile incensiere,
fatto oscillare da serafini, i cui passi risuonavano sul pavimento moquettato.
"Disgraziato," gridai, " il tuo Dio ti ha prestato - per mezzo di questi angeli ti ha inviato
il sollievo - il sollievo e il nepenthe per le tue memorie di Leonora;
Tracanna, oh, tracanna questo piacevole nepenthe, e dimentica questa perduta Leonora!"

Disse il Corvo, "Mai più".


"Profeta!" dissi "cosa del male! - profeta nonostante ciò, se uccello o demonio! -
Sia che dal Tentatore inviato, sia che la tempesta ti abbia gettato qui a riva,
desolato ma interamente indomito, su questa deserta terra incantata -
su questa casa predata dall'Orrore - dimmi davvero, ti imploro -
C'è - c'è un balsamo in Gilead? - dimmi - dimmi, ti imploro!"

Disse il Corvo, "Mai più".


"Profeta!" dissi, "cosa del male! - profeta nonostante ciò, se uccello o demonio!
Per quel Cielo che si curva su di noi - per quel Dio che entrambi adoriamo -
dì a quest'anima carica di dolore se, nel lontano Eden,
essa abbraccerà una santa fanciulla, che gli angeli chiamano Leonora -
Abbraccerà una rara e radiosa fanciulla che gli angeli chiamano Leonora. "

Disse il Corvo, "Mai più".


"Sia questa parola il nostro segno d'addio, uccello o demonio! " urlai, alzandomi.
"Ritorna nella tempesta e sulla Plutonica riva della Notte!
Non lasciare nessuna piuma nera come una traccia di quella menzogna che la tua anima ha pronunciato!
Lascia inviolata la mia solitudine! - libera il busto sopra la mia porta!
Togli il tuo becco dal mio cuore, e porta via la tua figura dalla mia porta!"

Disse il Corvo, "Mai più".


E il Corvo, mai scappando via, ancora è posato, ancora è posato
sul pallido busto di Pallade, appena sopra la porta della mia camera;
E i suoi occhi posseggono tutta l'apparenza di quelli di un demonio che sta sognando,
e la luce della lampada scorrendo su di lui proietta la sua ombra sul pavimento;
e la mia anima fuori di quell'ombra che giace ondeggiando sul pavimento

non si solleverà mai più.

(Edgar Allan Poe)


Quoth the raven, "Nevermore".
e sarebbe quello che dovrei fare pure io: dire "mai più" a certe idee che mi girano per la testa.
ma come si fa a smettere di amare qualcuno?


una volta, in una tetra mezzanotte, mentre meditavo, debole e stanca,
su una molto bizzarra e curiosa tesina d'esame da dare,
mentre sonnecchiavo, quasi appisolandomi, giunse là improvvisamente un colpire leggero,
come di qualcosa che gentilmente battesse, battesse alla porta della mia mente
"è qualche ricordo", mormorai, "che bussa alla porta della mia mente
soltanto questo, e nulla più".


purtroppo non è "soltanto" questo. è "tutto" questo, ciò che continua a battere alla porta della mia mente.
un ricordo.
il suo.
maledetto.
il ricordo, non lui.
lui non ne può niente se io ho delle manie ossessivo-compulsive.
*sigh*
oOLaFataVerdeOo
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lunedì, 09 giugno 2008, ore 22:24

MA VAI COSI'!!!!
TRE A ZEROOOO!
GRANDE L'OLANDAAA!!
XD
oOLaFataVerdeOo
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categoria : delirio